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	<title>Renzi Archivi - Matteo Richetti</title>
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	<title>Renzi Archivi - Matteo Richetti</title>
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		<title>Valutiamo caso per caso situazione e profilo dei candidati</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jan 2024 17:06:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Intervista Il Foglio a cura di Marianna Rizzini) Non sono ancora arrivate, ma dettano forme e parole, le amministrative prossime venture. C&#8217;è chi, come il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, vede rosa (&#8220;troveremo l&#8217;accordo e vinceremo in tutte le regioni&#8221;); chi, come il vicesegretario leghista Andrea Crippa, vede grigio (&#8220;Meloni non faccia forzature o rischiamo di perdere&#8221;), e chi, come la segretaria Pd Elly Schlein, viste le tensioni nel campo largo, concentra lo sforzo dialettico su altro (sanità, futuro duello tv con Giorgia Meloni). Intanto, di buon mattino (ieri), il leader di Azione Carlo Calenda se n&#8217;è uscito con una frase che non è passata inosservata negli opposti schieramenti. In vista delle Regionali, ha detto Calenda al Tg2, &#8220;come Azione potremmo appoggiare governatori di centrodestra che mettano al primo posto la sanità &#8211; senza mettere chiaramente il nostro simbolo accanto a quello della Lega&#8221;.  Nel pronunciare queste parole, il leader di Azione ha poi messo un epitaffio sul suddetto campo largo: &#8220;Non ci ho mai creduto, non ci credo e credo che non ci credano nemmeno loro, Pd e M5s&#8221;.  Ma che cosa vuole dire, in concreto, &#8220;appoggiare&#8220;&#8216; i governatori di centrodestra?  &#8220;Per Azione&#8221;, dice il capogruppo alla Camera...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/valutiamo-caso-per-caso-situazione-e-profilo-candidati/">Valutiamo caso per caso situazione e profilo dei candidati</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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<p><strong><a href="https://www.ilfoglio.it/politica/2024/01/09/news/azione-non-esclude-l-appoggio-ai-candidati-del-centrodestra-parla-richetti-6078469/">(Intervista Il Foglio a cura di Marianna Rizzini)</a></strong></p>



<p>Non sono ancora arrivate, ma dettano forme e parole, le amministrative prossime venture. C&#8217;è chi, come il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, vede rosa (<em>&#8220;troveremo l&#8217;accordo e vinceremo in tutte le regioni&#8221;</em>); chi, come il vicesegretario leghista Andrea Crippa, vede grigio (<em>&#8220;Meloni non faccia forzature o rischiamo di perdere&#8221;</em>), e chi, come la segretaria Pd Elly Schlein, viste le tensioni nel campo largo, concentra lo sforzo dialettico su altro (sanità, futuro duello tv con Giorgia Meloni). <br><br>Intanto, di buon mattino (ieri), il leader di Azione Carlo Calenda se n&#8217;è uscito con una frase che non è passata inosservata negli opposti schieramenti. In vista delle Regionali, ha detto Calenda al Tg2, <em>&#8220;come Azione potremmo appoggiare governatori di centrodestra che mettano al primo posto la sanità &#8211; senza mettere chiaramente il nostro simbolo accanto a quello della Lega&#8221;.</em> </p>



<p>Nel pronunciare queste parole, il leader di Azione ha poi messo un epitaffio sul suddetto campo largo: <em>&#8220;Non ci ho mai creduto, non ci credo e credo che non ci credano nemmeno loro, Pd e M5s&#8221;</em>. </p>



<p><strong>Ma che cosa vuole dire, in concreto, &#8220;<em>appoggiare</em>&#8220;&#8216; i governatori di centrodestra?<em> </em></strong></p>



<p><em>&#8220;Per Azione&#8221;,</em> dice il capogruppo alla Camera Matteo Richetti,<em> &#8220;al momento non ci sono oggi le condizioni per accedere a una o all&#8217;altra delle coalizioni in campo: non è ipotizzabile l&#8217;adesione a un centrodestra che di liberale non ha nulla né al cosiddetto campo largo a sinistra, dove tutto è green e tutto è bello.</em> </p>



<p><em>Azione in questo momento valuta caso per caso situazione e profilo dei candidati: in Abruzzo abbiamo quindi sposato la proposta unitaria per l&#8217;alternativa a Marco Marsilio, ma in Sardegna ci pare che Pd e M5s abbiano regolato la questione con il pallottoliere, guardando agli equilibri nazionali. Sosteniamo quindi Renato Soru per le sue attestate capacità di buongoverno&#8221;</em></p>



<p><strong>In Piemonte, <em>&#8220;senza entrare in un&#8217;alleanza&#8221;</em>, Azione, dice Richetti, &#8220;<em>ha scelto di dialogare con il presidente uscente Alberto Cirio, sostenuto dal centrodestra, &#8220;qualificando su alcuni punti chiave il proprio sostegno &#8211; soprattutto la sanità che per noi è fondamentale e poi Pnrr, sviluppo &#8211; e chiedendosi chi fosse il candidato più idoneo a dare una mano al Piemonte. Pd e M5s, in quella stessa regione, stanno ancora discutendo sul tema: &#8216;A chi spetta la candidatura a perdere?'&#8221;</em></strong>. </p>



<p>Preannunciare l&#8217;appoggio a questo o a quell&#8217;uomo, anche di centrodestra, <em>&#8220;vuol dire quindi ribadire l&#8217;obiettivo di Azione di rompere lo schema bipolare e l&#8217;ostinazione attorno al medesimo, ben visibile a proposito del dibattito televisivo Schlein-Meloni, un dibattito che vedrebbe opporsi due leader di partito che hanno in totale la metà dei voti.</em> </p>



<p><em>Noi ci rifiutiamo di ragionare su schemi pregiudiziali: sulle armi all&#8217;Ucraina abbiamo sostenuto il governo, al contrario che sul Mes, tema su cui ci siamo battuti contro il governo. E sulla sanità, tema dirimente per Azione, guardiamo come si pongono i vari candidati rispetto ad alcuni, argomenti chiave, dalle liste d&#8217;attesa al bilancio locale&#8221;.</em> </p>



<p><strong>All&#8217;orizzonte ci sono anche le Europee, croce e delizia per il Terzo Polo che non ha ha visto la luce nel modo in cui si pensava, visto il divorzio Renzi-Calenda.</strong> </p>



<p><em>&#8220;La nostra road map verso le Europee è chiara&#8221;, </em>dice Richetti: &#8220;<em>Puntiamo a presentare una lista che veda la compresenza di Azione, di Per, di Più Europa, di Volt e di tutte le formazioni socialiste e liberali che si riconoscano della scelta di aderire all&#8217;Alde. Se la lista andrà bene, quello sarà il nucleo da cui partire per costruire l&#8217;alternativa al centrodestra e ai populismi&#8221;.</em> </p>



<p><strong>Sta parlando al Pa del campo largo o a Matteo Renzi, Richetti?</strong></p>



<p><em>&#8220;Al Pd chiedo: preferite, a proposito di campo largo, consegnare una polizza decennale al governo di centrodestra? E a Renzi&#8230;se corteggi la Moratti la chiami Centro, se corteggi la Bonino la chiami &#8216;Stati d&#8217;Europa. Insomma&#8230;Dopodiché Renzi è un ottimo imprenditore, lo dicono i numeri”.</em></p>



<p></p>
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		<title>Intervista per Libero: &#8220;Renzi non aspetti. Subito il congresso e simbolo unico&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 12:22:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Onorevole Matteo Richetti, scusi, ma che fine ha fatto il Terzo Polo, l&#8217;orizzonte luminoso dei moderati, la proposta che spariglia ma non piglia? Da capogruppo della Camera di Azione/Italia Viva (più Azione che Italia Viva): farete il &#8220;partito unico&#8221;? Quando? E se sì, chi comanda, Renzi o Calenda? «Non infiliamoci in questa polemica triste, su chi comanda e chi arriva prima, la prego. Il partito unico è necessario: c&#8217;è già un popolo di riferimento e parte degli elettori ha dimostrato, non andando a votare, che serve una proposta politica lontana dal populismo, in chiave riformista». E sta bene. Ma le ripeto: alla fine chi comanda? «Che discorsi. Gli organigrammi non si fanno a freddo, a tavolino (almeno noi non facciamo così): bisogna resettare tutto, e su un foglio bianco ridisegnare tutto. Dagli iscritti nasce un congresso, e da li si decidono leader e classe dirigente. Sennò se si vanno a blandire gli iscritti uno alla volta, si ritorna al sistema delle tessere&#8230;». Ok. Però, in voi albergano due scuole di pensiero: Calenda il congresso vorrebbe farlo subito, Renzi dopo le elezioni europee. Come ne uscite? «Certo che il nuovo congresso bisogna farlo subito: in caso contrario vorrebbe dire sprecare il...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/intervista-per-libero-renzi-non-aspetti-subito-il-congresso-e-simbolo-unico/">Intervista per Libero: &#8220;Renzi non aspetti. Subito il congresso e simbolo unico&#8221;</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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<p><strong>Onorevole Matteo Richetti, scusi, ma che fine ha fatto il Terzo Polo, l&#8217;orizzonte luminoso dei moderati, la proposta che spariglia ma non piglia? Da capogruppo della Camera di Azione/Italia Viva (più Azione che Italia Viva): farete il &#8220;partito unico&#8221;? Quando? E se sì, chi comanda, Renzi o Calenda?</strong></p>



<p><em>«Non infiliamoci in questa polemica triste, su chi comanda e chi arriva prima, la prego. Il partito unico è necessario: c&#8217;è già un popolo di riferimento e parte degli elettori ha dimostrato, non andando a votare, che serve una proposta politica lontana dal populismo, in chiave riformista».</em></p>



<p><strong>E sta bene. Ma le ripeto: alla fine chi comanda?</strong></p>



<p><em>«Che discorsi. Gli organigrammi non si fanno a freddo, a tavolino (almeno noi non facciamo così): bisogna resettare tutto, e su un foglio bianco ridisegnare tutto. Dagli iscritti nasce un congresso, e da li si decidono leader e classe dirigente. Sennò se si vanno a blandire gli iscritti uno alla volta, si ritorna al sistema delle tessere&#8230;».</em></p>



<p><strong>Ok. Però, in voi albergano due scuole di pensiero: Calenda il congresso vorrebbe farlo subito, Renzi dopo le elezioni europee. Come ne uscite?</strong></p>



<p><em>«Certo che il nuovo congresso bisogna farlo subito: in caso contrario vorrebbe dire sprecare il patrimonio di credibilità accumulato. Meglio un congresso da marzo a settembre che dia vita a una costituente. Ora, nella coalizione ci sono i simboli dei due partiti di Renzi e Calenda, dovremmo pensarne a uno comune, e a un nuovo nome, che sia Partito Liberal Democratico a Uniti per la Repubblica. Fino ad oggi il leader naturale è stato Calenda».</em></p>



<p><strong>Considerati I vostri due leader si dice che il terzo polo ha più ego che elettori. Considerate l&#8217;ipotesi di dedicarvi a nuovi bacini elettorali? Lei ha già fatto un appello ai cattolici, per dire.</strong></p>



<p><em>&lt;&lt;Dobbiamo attirare vari mondi oltre i massimalismi ideologici (hanno i soliti punti fissi, tipo il superamento del Jobs Act, l&#8217;invio della armi in Ucraina) che vanno dai liberali ai cattolici. Non ce li vedo, nel Pd, Fioroni o Delrio votare Schlein, Bonacini o Cuperlo».</em></p>



<p><strong>Pensate di fare un mea culpa sul fallimento delle candidata Moratti a Milano? O c&#8217;è sempre l&#8217;idea che a sbagliare siano stati gli elettori, come mi pare abbia detto il suo leader?</strong></p>



<p><em>«Veramente Calenda ha solo detto che, fermo restando che gli elettori hanno ragione, qualche volta non fanno la scelta migliore, vedi la Brexit. Affermato ciò, Moratti, come D&#8217;Amato, erano sentiti non come novità dirompente ma come i &#8220;buoni&#8221; dei due poli, che non si sono reinventati. Gli elettori l&#8217;hanno percepito. Evidentemente per gli elettori lombardi Majorino e Fontana (che aveva già vinto contro Gori) erano poco credibili».</em></p>



<p><strong>Crede nella rivoluzione del Pd dall&#8217;ascesa del prossimo segretario, chiunque esso sia?</strong></p>



<p><em>«Il Pd &#8211; lo conosco bene &#8211; è il miglior sindacato del ceto politico che conosca. Chi vince epura gli avversari e mette i suoi, Punto. Il problema è che tutti i candidati vanno avanti a colpi di discussioni sull&#8217;entrata nel partito di Giarrusso, o su quanto sia buona o cattiva Meloni. Vorrei sentire parlare dei problemi legati al fisco, alle fragilità, agli enormi problemi delle Pa. O a tutto quello che riguarda la nostra industria, il sistema produttivo. Diciamo poi che il &#8220;campo largo&#8221; con Bonelli e Fratoianni resta al di fuor dei nostri orizzonti».</em></p>



<p><strong>Al di là di una presunta&nbsp; Opa sulla sinistra, Conte col Movimento 5 Stelle verrebbe considerato dal governo, attualmente, l&#8217;unica opposizione cui si dovrà trattare (per esempio sulla Rai o sul presidenzialismo). È cosi?</strong></p>



<p><strong>Conte sarà il vero leader della sinistra?</strong></p>



<p><em>«Conte è un talentuoso trasformista: spazia dai cartelli con Renzi alla sinistra estrema. Ma la sua non è un&#8217;Opa ostile, c&#8217;è una parte del Pd che va da Bettini a Provenzano che gli dà corda. E mi dicono dal Pd che non è detto che, dopo il congresso, vincesse Bonaccini, gli sconfitti non confluiscano nel nuovo partito di Conte per poi rimettersi in coalizione col Pd. Solo che partirebbero da una condizione di forza del 17% contro il 15%. E non è detto che chi comandi non sia proprio Conte&#8230;».</em></p>



<p><strong>A La7 Bersani ha rimproverato Calenda la strategia: «Tu prima devi individuare un nemico comune, che è la destra, poi trovi alleati per batterla», dopo viene tutto il resto, compresi i governi con componenti diametralmente opposte. È un modo vincente di fare politica?</strong></p>



<p><em>«Questo è l&#8217;esatto contrario della nostra idea di politica. Comunque anche la destra sbatte sulle sue contraddizioni: non si parla più di riforme strutturali, di Ilva, di Autostrade, di balneari. Una volta passata l&#8217;emergenza, passa la paura: ha mai sentito riparlare di rigassificatori, ora che è calato il prezzo del gas?&#8230;».</em></p>



<p>(Intervista a cura di Francesco Specchia)</p>
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