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	<title>Meloni Archivi - Matteo Richetti</title>
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	<title>Meloni Archivi - Matteo Richetti</title>
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		<title>Azione è nata per riportare nel Parlamento il valore del merito, della coerenza e dell’interesse nazionale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 10:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho ascoltato la Presidente Meloni al Senato e la sua replica qui in Aula.Ritengo che oggi abbia espresso al meglio la propria posizione, in un contesto complesso come quello che il Paese e il Governo stanno affrontando. È evidente la difficoltà di mantenere una linea coerente in una maggioranza che ogni giorno si divide su questioni fondamentali: dal sostegno a Putin o a Zelensky, al MES, alla tassa sugli extraprofitti delle banche, fino ai voti contrapposti sulla Presidente von der Leyen. La Presidente rivendica un’unità che è certamente faticosa da tenere insieme, poiché comprende posizioni profondamente divergenti. Apprezzo la chiarezza con cui, nel suo intervento, ha definito la mancanza di volontà di pace da parte di Putin e la preferenza del Cremlino per la guerra rispetto al negoziato. È una posizione netta e condivisibile. Allo stesso tempo, però, occorre riconoscere che mantenere saldo il rapporto con il nostro alleato storico – l’Occidente, l’Europa, gli Stati Uniti – è essenziale. Sarebbe un grave errore rompere questi legami, così come sarebbe ingenuo ignorare le difficoltà che l’attuale atteggiamento del Presidente Trump pone all’Europa. La sfida per l’Italia è dunque quella di consolidare la relazione con gli alleati, senza allontanarsi da quel pilastro...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size">Ho ascoltato la Presidente Meloni al Senato e la sua replica qui in Aula.<br>Ritengo che oggi abbia espresso al meglio la propria posizione, in un contesto complesso come quello che il Paese e il Governo stanno affrontando. <strong>È evidente la difficoltà di mantenere una linea coerente in una maggioranza che ogni giorno si divide su questioni fondamentali</strong>: dal sostegno a Putin o a Zelensky, al MES, alla tassa sugli extraprofitti delle banche, fino ai voti contrapposti sulla Presidente von der Leyen.</p>



<p class="has-normal-font-size">La Presidente rivendica un’unità che è certamente faticosa da tenere insieme, poiché comprende posizioni profondamente divergenti.</p>



<p class="has-normal-font-size">Apprezzo la chiarezza con cui, nel suo intervento, ha definito la mancanza di volontà di pace da parte di Putin e la preferenza del Cremlino per la guerra rispetto al negoziato.<strong> È una posizione netta e condivisibile. </strong>Allo stesso tempo, però, occorre riconoscere che mantenere saldo il rapporto con il nostro alleato storico – l’Occidente, l’Europa, gli Stati Uniti – è essenziale. Sarebbe un grave errore rompere questi legami, così come sarebbe ingenuo ignorare le difficoltà che l’attuale atteggiamento del Presidente Trump pone all’Europa.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>La sfida per l’Italia è dunque quella di consolidare la relazione con gli alleati</strong>, senza allontanarsi da quel pilastro europeo che resta il nostro punto di riferimento. La politica estera italiana deve essere coerente, stabile e riconoscibile anche oltre i singoli governi, perché la nostra collocazione atlantica ed europea è parte della nostra identità.</p>



<p class="has-normal-font-size">Oggi il gruppo di <strong><a href="https://www.azione.it/">Azione</a></strong> voterà la mozione della maggioranza. Qualcuno potrà definirlo un segnale di vicinanza al Governo; in realtà, si tratta di un voto di coerenza e di merito. Come in passato abbiamo sostenuto le risoluzioni unitarie sul piano di pace in Ucraina,<strong> oggi confermiamo il nostro sostegno a un impegno che consideriamo giusto per il Paese.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Abbiamo già presentato – insieme al collega Rosato – una risoluzione per sostenere il Governo sugli impegni assunti in sede NATO. <strong>Purtroppo, la maggioranza non l’ha accolta</strong>. Ancora una volta, prevale la logica del posizionamento politico, anziché quella del merito delle questioni.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size">Voterò la risoluzione di oggi perché ne condivido i contenuti:</h6>



<ol class="wp-block-list">
<li class="has-normal-font-size">L’impegno per una pace giusta e duratura in Ucraina;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il sostegno alla ricostruzione del Paese;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il mantenimento di forti pressioni sulla Russia attraverso le sanzioni;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il rimpatrio dei bambini deportati in Russia e Bielorussia;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il sostegno al piano di pace;</li>



<li class="has-normal-font-size">La cooperazione con l’Iran nell’ambito nucleare;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il rafforzamento del pilastro europeo all’interno della NATO.</li>
</ol>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Ritengo incomprensibile opporsi a questi punti solo per ragioni di schieramento politico.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Mi rammarica, inoltre, che il Partito Democratico – con cui ho condiviso un percorso politico – abbia chiesto la votazione per parti separate sulla nostra risoluzione, per esprimersi contro l’impegno dell’Italia nel <em>Defence Investment Plan</em> della NATO. Si tratta di obblighi che il nostro Paese rispetta da oltre settant’anni e che ogni forza politica, in sede internazionale, riconosce come pilastri della nostra sicurezza e credibilità.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Azione è e resterà all’opposizione</strong>, <strong>ma non rinuncia a sostenere ciò che ritiene utile e giusto per l’Italia</strong>. Se il Governo ottiene risultati positivi sul fronte della difesa o della sicurezza, il nostro voto sarà favorevole.</p>



<p class="has-normal-font-size">Le spese per la difesa non vanno contrapposte a quelle per la sanità o il welfare. La sicurezza nazionale è parte integrante del benessere collettivo, così come la salute o l’istruzione. Servono verità e responsabilità nel comunicare agli italiani che investire nella difesa significa proteggere la nostra libertà e la nostra stabilità.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Azione continuerà a sostenere ogni iniziativa che rafforzi la posizione dell’Italia nell’Alleanza Atlantica e nel quadro europeo.</strong> La politica estera e di difesa non devono essere terreno di propaganda, ma ambito di responsabilità condivisa.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il mondo sta cambiando. Gli Stati Uniti chiedono all’Europa di assumere un ruolo più attivo nella propria sicurezza. L’Italia deve essere pronta a farlo. Lo dobbiamo ai nostri alleati, ma soprattutto a noi stessi.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Azione è nata per riportare nel Parlamento italiano il valore del merito, della coerenza e dell’interesse nazionale.</strong> È questo lo spirito con cui affrontiamo il voto di oggi.</p>



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<iframe title="Sostenere l’Ucraina non è una scelta di consenso" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ZMS7xiTkCmw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p></p>
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		<title>Intervista Today: Referendum strumentalizzati, Meloni e La Russa irresponsabili. Voterò ma serve una riforma</title>
		<link>https://matteorichetti.it/referendum-votero-ma-serve-una-riforma/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 11:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TODAY.IT a cura di Pierfrancesco De Robertis &#8220;Le indicazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mancano di rispetto istituzionale&#8221; attacca il deputato di Azione Matteo Richetti. Il capogruppo del partito di Carlo Calenda ora chiede una riforma urgente&#8221; Usati, abusati, strumentalizzati: l&#8217;istituto del referendum torna ad agitare la politica italiana in vista delle urne del prossimo 8-9 giugno tra accuse di opportunismo e inviti all’astensione. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, rompe gli schemi e chiede una riforma urgente ma attacca anche le scelte della premier Meloni e del presidente del Senato La Russa: &#8220;Non è più tempo di giocare con la democrazia&#8221; Onorevole Matteo Richetti, si torna a votare per i referendum… C&#8217;era proprio bisogno? &#8220;Guardi, Azione è contraria all&#8217;uso dei referendum abrogativi per come si stanno sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza che ci sarà sempre meno attenzione dall&#8217;opinione pubblica, allontanerà le persone dalle urne e renderà sempre più complesso il raggiungimento del quorum&#8221;. Però alla fine le firme sono state raccolte…...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/referendum-votero-ma-serve-una-riforma/">Intervista Today: Referendum strumentalizzati, Meloni e La Russa irresponsabili. Voterò ma serve una riforma</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size"><a href="https://www.today.it/dossier/potere/referendum-8-9-giugno-2025-richetti-intervista.html">TODAY.IT</a> a cura di Pierfrancesco De Robertis</p>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Le indicazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mancano di rispetto istituzionale&#8221; attacca il deputato di <a href="https://www.azione.it/">Azione</a> Matteo Richetti. Il capogruppo del partito di Carlo Calenda ora chiede una riforma urgente&#8221;</p>



<p class="has-normal-font-size">Usati, abusati, strumentalizzati: l&#8217;istituto del referendum torna ad agitare la politica italiana in vista delle urne del prossimo 8-9 giugno tra accuse di opportunismo e inviti all’astensione. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, rompe gli schemi e chiede una riforma urgente ma attacca anche le scelte della premier Meloni e del presidente del Senato La Russa: &#8220;Non è più tempo di giocare con la democrazia&#8221;</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Onorevole Matteo Richetti, si torna a votare per i referendum… C&#8217;era proprio bisogno?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Guardi, Azione è contraria all&#8217;uso dei referendum abrogativi per come si stanno sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza che ci sarà sempre meno attenzione dall&#8217;opinione pubblica, allontanerà le persone dalle urne e renderà sempre più complesso il raggiungimento del quorum&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Però alla fine le firme sono state raccolte…</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Ecco, appunto. Considerato, però, che le firme sono state raccolte e i referendum indetti, riteniamo che andare a votare sia un dovere civico. Pertanto, invitiamo i cittadini al voto e a votare no ai primi quattro quesiti referendari indetti dalla CGIL, dal momento che non rispondono ad alcuna delle reali istanze dell&#8217;attuale mercato del lavoro e a votare sì al quinto quesito referendario sulla cittadinanza: chi parla italiano e da 5 anni qui lavora, studia, produce e paga le tasse è bene e giusto che si integri a tutti gli effetti nel tessuto del Paese&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Gli occhi sono puntati sul comportamento dei singoli politici. Lei che cosa farà?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Coerentemente con quanto le ho detto prima andrò a votare. Nonostante lo strumento in questione non demonizzi l&#8217;astensione – a differenza di quanto sostengono di volta in volta le controparti interessate &#8211; ritengo che in tempi come questi che vedono già una disaffezione importante dal voto sia da irresponsabili invitare le persone a disertare le urne&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Giorgia Meloni andrà al seggio ma non ritirerà le schede. In molti dicono che è una &#8220;furbata&#8221;. L&#8217;ha sorpresa la scelta della premier?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Credo che la premier abbia parlato più da leader di partito che da capo del governo e la sua posizione è francamente incomprensibile. Una cosa sono le valutazioni politiche, un&#8217;altra il rispetto delle istituzioni che un presidente del Consiglio non dovrebbe mai far mancare. Detto questo, anche tra le opposizioni vedo spesso lo stesso atteggiamento strumentale: si difende il referendum solo quando fa comodo. Non serve urlare alla furbata, serve coerenza&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Qualche settimana fa avevano suscitato polemiche le parole del presidente del Senato La Russa, che aveva detto di voler fare compagna per l&#8217;astensione.</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Sinceramente credo che La Russa non abbia proprio capito cosa significa fare il presidente del Senato&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Le opposizioni hanno criticato le scelte astensioniste della maggioranza, ma in passato tutte le forze politiche, a turno, avevano scelto di non votare…</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;L&#8217;astensione è stata usata da tutti, sia a destra sia a sinistra. Chi oggi si scandalizza dimentica rapidamente il passato. Ma proprio per questo sarebbe ora di uscire da questa logica di convenienza a giorni alterni&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Il quorum è obiettivamente a forte rischio, e se il referendum fallisse per l&#8217;ennesima volta sarebbe un altro buco nell&#8217;acqua dopo quelli degli ultimi anni. Ogni volta i partiti si impegnano per una riforma dell&#8217;istituto referendario ma poi tutto finisce lì? Crede che potrebbe essere la volta buona?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Penso sia davvero arrivato il momento di una riforma seria. Il quorum, così com’è, rende il referendum un terreno di tattica più che di partecipazione. Da un lato bisogna evitare che con la raccolta delle firme digitali si chiami continuamente alle urne gli elettori e dall&#8217;altro che chi non partecipi conti più di chi vota. Ma attenzione: una riforma va fatta con ampio consenso e con spirito costituzionale, non per convenienza del momento&#8221;.</p>
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		<title>Le scelte di John Elkann stanno portano Stellantis fuori dall’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 17:39:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le scelte di John Elkann stanno portano Stellantis fuori dall’Italia e ignorano storia e vita dei lavoratori che hanno fatto grande questa azienda. Ma questo non toglie la totale assenza di politica industriale e l’inadeguatezza che il ministro Urso sta mostrando nella gestione proprio di queste crisi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size">Le scelte di John Elkann stanno portano <a href="https://www.stellantis.com/it">Stellantis </a>fuori dall’Italia e ignorano storia e vita dei lavoratori che hanno fatto grande questa azienda. Ma questo non toglie la totale assenza di politica industriale e l’inadeguatezza che il ministro Urso sta mostrando nella gestione proprio di queste crisi.</p>



<p></p>



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<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/le-scelte-di-john-elkann-stanno-portano-stellantis-fuori-dallitalia/">Le scelte di John Elkann stanno portano Stellantis fuori dall’Italia</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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		<title>Persi di vista asset sanità, scuola e lavoro</title>
		<link>https://matteorichetti.it/persi-di-vista-asset-sanita-scuola-e-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 16:16:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con questa legge di bilancio il governo si limita a distribuire un po&#8217; di mance e perde del tutto di vista sanità, scuola e lavoro, che sono invece gli asset fondamenti su cui Azione ha fatto le sue proposte di modifica. Se si va avanti con questo atteggiamento, mentre la sanità pubblica è al collasso, non c&#8217;è l&#8217;ombra di un piano industriale e si taglia ancora su insegnanti e ricerca, il Paese non potrà reggere ancora a lungo. Il Parlamento ha il diritto di correggere e migliorare la legge di bilancio. Serve un passaggio parlamentare vero o sarà un&#8217;occasione sprecata per il Paese. Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali e dall&#8217;altro non vedo gli effetti legati all&#8217;attuazione del Pnrr. Per approfondire le nostre proposte</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/persi-di-vista-asset-sanita-scuola-e-lavoro/">Persi di vista asset sanità, scuola e lavoro</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-cff667d2c4f3940aa484ed2b3554510b">Con questa legge di bilancio il governo si limita a distribuire un po&#8217; di mance e perde del tutto di vista sanità, scuola e lavoro, che sono invece gli asset fondamenti su cui <a href="https://www.azione.it/le-nostre-modifiche-alla-legge-di-bilancio/">Azione</a> ha fatto le sue proposte di modifica. </p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-80660b6436db437127bb00ed3272969a">Se si va avanti con questo atteggiamento, mentre la sanità pubblica è al collasso, non c&#8217;è l&#8217;ombra di un piano industriale e si taglia ancora su insegnanti e ricerca, il Paese non potrà reggere ancora a lungo.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-00ba778847077fd69f67559104388be6">Il Parlamento ha il diritto di correggere e migliorare la legge di bilancio. Serve un passaggio parlamentare vero o sarà un&#8217;occasione sprecata per il Paese.</p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-2896f86eabe36baf31162c8374386e9c">Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali e dall&#8217;altro non vedo gli effetti legati all&#8217;attuazione del Pnrr. </p>



<div class="wp-block-group alignfull has-text-color has-background" style="color:#000000;background-color:#ffffff"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div style="height:59px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color wp-elements-23e19c601499aa84ac7ef058f7f144a3" style="font-size:28px;line-height:.9">Per approfondire le nostre proposte</p>



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		<title>Scontro istituzionale inaccettabile, Meloni venga in aula</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 13:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’aula della Camera, durante tutte le fasi della costruzione del protocollo con l&#8217;Albania, abbiamo cercato di avviare una riflessione e far comprendere come quel tipo di soluzione si sarebbe rivelata un fallimento dal punto di vista economico, procedurale e dell&#8217;efficacia. Non si tratta di un conflitto istituzionale: 28 giorni per le procedure accelerate non saranno mai sufficienti. Ci sarà un continuo avanti e indietro tra il nostro Paese e l&#8217;Albania per il trasferimento dei migranti. Tuttavia, è necessario che la Presidente del Consiglio venga in Aula, poiché si è raggiunto un livello di scontro istituzionale inaccettabile: il Consiglio d&#8217;Europa ha usato parole durissime nei confronti del nostro Paese; inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato su questa questione. Questo è ormai motivo di imbarazzo per le più alte cariche dello Stato. Crediamo che la Presidente Meloni debba intervenire, non solo per fare chiarezza, ma anche per porre fine a quella che è una procedura destinata al fallimento, sia nei toni che nei termini.</p>
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<p class="has-large-font-size">Nell’aula della Camera, durante tutte le fasi della costruzione del <strong>protocollo con l&#8217;Albania</strong>, abbiamo cercato di avviare una riflessione e far comprendere come quel tipo di soluzione si sarebbe rivelata un fallimento dal punto di vista economico, procedurale e dell&#8217;efficacia.</p>



<p class="has-large-font-size">Non si tratta di un conflitto istituzionale: <strong>28 giorni per le procedure accelerate non saranno mai sufficienti</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Ci sarà un continuo avanti e indietro tra il nostro Paese e l&#8217;Albania per il trasferimento dei migranti. Tuttavia, <strong>è necessario che la Presidente del Consiglio venga in Aula</strong>, poiché si è raggiunto un livello di scontro istituzionale inaccettabile: il Consiglio d&#8217;Europa ha usato parole durissime nei confronti del nostro Paese; inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato su questa questione. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Questo è ormai motivo di imbarazzo per le più alte cariche dello Stato</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Crediamo che la Presidente Meloni debba intervenire, non solo per fare chiarezza, ma anche per porre fine a quella che è una procedura destinata al fallimento, sia nei toni che nei termini.</p>



<p></p>



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<iframe loading="lazy" title="Senza troppi giri di parole: Meloni venga in Aula a riferire sulla vicenda Albania" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/EZlBEo77Kt0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>UNIFIL: “Comunità internazionale grande assente”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 13:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto sta accadendo in Libano e in tutti gli scenari di guerra, presuppone un cambio di paradigma. E devono farlo anche delle grandi potenze. L&#8217;attenzione e il rispetto che sta mostrando il ministro Crosetto verso questo Parlamento non sono né scontati né di poco valore. In un momento come questo, il ministro è già intervenuto davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato, Esteri e Difesa, qualche settimana fa e lo fa oggi. Ieri sera sono tornato da una missione per conto della delegazione NATO di questo Parlamento. Una missione che si è svolta nelle basi NATO e americane sulle coste della Grecia, le più vicine a quelle del Golfo. È una missione che evidenzia un&#8217;intensificazione delle attività di circa quattro volte rispetto al normale di pochi mesi fa. Non so se la gravità di ciò che sta accadendo – ed emerge chiaramente dalle preoccupazioni del Ministro e anche dall&#8217;atteggiamento che ha mantenuto oggi durante questa informativa – riesca a trasmettere a tutti noi il senso della storia che stiamo vivendo. Comprendiamo che la questione mediorientale attraversi posizioni, storie e interpretazioni legittime, e che spesso nel nostro dibattito emerga in modo comparativo rispetto ad altre crisi, ma l&#8217;attualità, come anche...</p>
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<h6 class="wp-block-heading"><em>Quanto sta accadendo in Libano e in tutti gli scenari di guerra, presuppone un cambio di paradigma. E devono farlo anche delle grandi potenze.</em></h6>



<p class="has-large-font-size">L&#8217;attenzione e il rispetto che sta mostrando il ministro Crosetto verso questo Parlamento non sono né scontati né di poco valore. </p>



<p class="has-large-font-size">In un momento come questo, il ministro è già intervenuto davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato, Esteri e Difesa, qualche settimana fa e lo fa oggi. Ieri sera sono tornato da una missione per conto della delegazione <a href="https://www.nato-pa.int/"><strong>NATO</strong> </a>di questo Parlamento. Una missione che si è svolta nelle basi NATO e americane sulle coste della Grecia, le più vicine a quelle del Golfo. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>È una missione che evidenzia un&#8217;intensificazione delle attività di circa quattro volte rispetto al normale di pochi mesi fa.</strong> </p>



<p class="has-large-font-size">Non so se la gravità di ciò che sta accadendo – ed emerge chiaramente dalle preoccupazioni del Ministro e anche dall&#8217;atteggiamento che ha mantenuto oggi durante questa informativa – riesca a trasmettere a tutti noi il senso della storia che stiamo vivendo. </p>



<p class="has-large-font-size">Comprendiamo che la questione mediorientale attraversi posizioni, storie e interpretazioni legittime, e che spesso nel nostro dibattito emerga in modo comparativo rispetto ad altre crisi, ma l&#8217;attualità, come anche dalle sue parole, mette in evidenza i suoi limiti.</p>



<p class="has-large-font-size">Il Ministro ha parlato con franchezza di Israele, nostro amico. Tuttavia, proprio questo amico ha colpito le basi <strong><a href="https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/unifil/index.html">UNIFIL</a></strong>, dove siamo impegnati in una missione di pace. <strong>È un’amicizia particolare quella di chi attacca una presenza pacifica del nostro Paese</strong>. Lo diciamo senza alcun intento polemico o accusatorio, poiché quella missione risale a ben prima del mandato del ministro Crosetto. Ma ci interroga sul fatto che questa vicenda, se letta ancora con gli occhi dei conflitti drammatici degli ultimi anni, non ci restituisce, forse, un presente in cui il tempo è già scaduto.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Molte sono le preoccupazioni e credo che non riusciremo a recuperare questa situazione</strong>, e provo a spiegare il perché: non ci riusciremo, in parte, perché non siamo all&#8217;altezza della gravità degli eventi. Nelle ultime ore, Francia e Germania stanno discutendo se continuare o meno a fornire armi a Israele, e considero questa discussione già una prima sconfitta nella sfida che ci troviamo di fronte. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Se non comprendiamo che è oggi o mai più</strong> il momento per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi, oggi o mai più per fermare il conflitto, restituendo anche alle famiglie israeliane la possibilità di superare il terrore vissuto il 7 ottobre, <strong>dopo sarà troppo tardi</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Il Ministro ha detto: &#8220;<em><strong>O c&#8217;è UNIFIL o c&#8217;è la guerra</strong></em>&#8220;.  Io temo che la guerra possa comunque verificarsi anche con UNIFIL in campo, persino con un cambiamento delle sue regole d&#8217;ingaggio. Si è discusso molto di nuove regole: <strong>che tipo di ingaggio dovremmo dare? </strong>Certamente non possiamo lasciare i nostri soldati senza possibilità di intervento. </p>



<p class="has-large-font-size">Lo diciamo senza polemica, ma con la consapevolezza che ci sono stati episodi: Hezbollah ha agito a 200 metri da una base UNIFIL, e con una presenza di 10.000 soldati, questa missione storica non è riuscita a prevenire tali incursioni. <strong>È evidente che c&#8217;è un enorme limite</strong>.</p>



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<p class="has-large-font-size"><strong>C&#8217;è bisogno di un cambiamento radicale </strong>nel modo in cui affrontiamo queste situazioni come comunità internazionale, che oggi è la grande assente. Non c&#8217;è dubbio che la domanda che mi sono posto in questi giorni sia: <strong>esiste ancora il diritto internazionale?</strong> </p>



<p class="has-large-font-size">È chiaro che combattere il terrorismo è una priorità condivisa, ma questo non può mettere da parte il diritto internazionale, i confini degli Stati e la loro inviolabilità. <strong>Mai ci siamo trovati di fronte a una situazione di tale gravità, con così tanti fronti aperti contemporaneamente.</strong></p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo già vissuto la discussione sul continuare o meno a fornire armi in Libia, quando l&#8217;embargo sulle armi è stato imposto e la Russia ha iniziato ad armare Haftar, mentre la Turchia faceva lo stesso con i suoi oppositori.  <strong>L&#8217;idea che smettere di fornire armi risolva il conflitto è illusoria</strong>, soprattutto in un mondo globalizzato, dove la produzione di armi sfugge al nostro controllo.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Non abbiamo una soluzione</strong>, ma come si può riprendere la via della diplomazia in una situazione come quella attuale, in cui Israele non sembra intenzionato a seguire richiami o chiarimenti? Quello che è accaduto è di una gravità inaudita e non credo ci sia la volontà di cambiare rotta. Inoltre, il radicamento simultaneo di forze terroristiche ha generato una situazione ingestibile.</p>



<p class="has-large-font-size">Mi rifaccio alle parole con cui ha concluso il suo intervento al Senato il Ministro: &#8220;<em>non bisogna rassegnarsi all&#8217;idea che, di fronte al conflitto, non ci sia una via di pace</em>&#8220;. <strong>Non possiamo limitarci a discutere solo di conflitto</strong>, a prendere parte al conflitto, ad accettarlo. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>C&#8217;è una soluzione, </strong>ma serve non solo un cambio di passo per la missione UNIFIL, ma anche un cambio di passo delle grandi potenze, tra cui spero, e mi auguro, sieda ancora l&#8217;Italia. </p>



<p class="has-large-font-size">Lo diciamo senza polemica: oggi c&#8217;è un punto di debolezza, dettato dalle posizioni di alcune forze di maggioranza sulla questione ucraina. Non mi riferisco solo al vertice tra Biden, Francia, Germania e Gran Bretagna, ma anche al fatto che, <strong>per sedere tra le grandi potenze che vogliono preservare la pace, bisogna avere una posizione salda, basata sull&#8217;atlantismo e sull&#8217;europeismo</strong>, su cui non si può vacillare.</p>
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		<title>Alleanza Atlantica essenziale per la pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 08:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La replica del gruppo di Azione dopo l'informativa urgente del Ministero della Difesa sugli esiti del vertice Nato di Washington di Luglio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ministro Crosetto grazie, non solo per l&#8217;informativa, ma anche per il tono, la postura con cui l’ha resa, e anche la disponibilità ad allargare la sua riflessione, non solo al resoconto del vertice di Washington, ma alla situazione che l&#8217;Italia e il mondo sta attraversando.</p>



<p><strong>Questa discussione dovrebbe avere due grandi direttrici</strong>: una legata al ruolo della NATO dopo 75 anni dalla sua costruzione e l&#8217;altra come la NATO impatta sui molteplici, purtroppo troppi, scenari di crisi del mondo. E io credo che in realtà queste due discussioni non siano scindibili, perché le parole dei miei colleghi che portano a dare una lettura con una equazione che &#8211; chiedo scusa al collega per la semplificazione: Nato, strumenti militari e quindi strumenti che producono guerra &#8211; che è fuori da ciò che accade nella realtà. </p>



<p>Il vertice di Washington, prima di essere segnato da ogni documento, è stato segnato dal più grande attacco al più importante ospedale pediatrico in Ucraina, producendo decine e decine di morti. Fuori da ogni tipo di strumentalizzazione di una cosa così grave, io penso che ogni strumento di difesa verso gli attacchi russi che non così raramente sono rivolti a obiettivi civili, sia un punto che gli Stati che fanno parte della NATO e dell&#8217;Unione europea devono tenere con forza.</p>



<p>Io su questo punto ci voglio stare: <strong>è inutile che continuiamo a raccontare l&#8217;idea del 2% delle spese militari come un 2% che produce conflitto</strong>. Perché nessuno vuole la guerra, tutti vogliono la sicurezza, e quel 2% cosa produce? Io rimpiango di non aver potuto offrire alla popolazione Ucraina tutti gli strumenti per impedire ogni forma di attacco, perché l&#8217;attacco che sta subendo l&#8217;Ucraina non è un attacco evitabile in un documento. Allora questo è il primo punto.</p>



<p>E io sono tra quelli, condividendo una cultura democratica con tanti colleghi con i quali ho fatto pezzi di strada insieme, chissà cosa ci riserva il futuro, che <strong>quando vede bruciare una bandiera della NATO vede bruciare una bandiera della pace</strong>. Perché se voi, io so che qualcuno scuota la testa, ma se voi aveste il privilegio che questa Assemblea mi ha dato di sedere nell&#8217;<a href="https://www.nato-pa.int/">Assemblea parlamentare della NATO</a>, dove siedono colleghi di tutti i nostri gruppi, e se aveste avuto il privilegio, nell&#8217;occasione che il Presidente Cesa ha creato qualche settimana fa la base di Napoli, di vedere plasticamente tutti i punti di intervento NATO nel mondo, non c&#8217;è uno scenario di guerra, c&#8217;è solo scenario di pace, deterrenza. </p>



<p>Tirate via la NATO dai Balcani, tirate via la Nato dal Nord Africa, tirate via la NATO dal dall&#8217;Asia. E che accade? <strong>Fuori dalla NATO vuol dire fuori da uno strumento di deterrenza rispetto al conflitto. </strong>E’ uno scenario sufficiente punto di approdo? Io penso di no, penso anche che il Ministro oggi, e di questo lo voglio ringraziare perché ho trovato un uomo di Stato prima che un uomo di una parte politica, ha posto anche elementi che aprono a una discussione che riguarda la prospettiva della NATO. <strong>Perché va bene l&#8217;alleanza di Stati che garantiscono democrazia, difesa e pace ma c&#8217;è un tema di condivisione delle strategie. </strong>Perché se un membro della NATO, e la Turchia lo è, si propone di invadere Israele, c&#8217;è una questione rispetto a paesi che aderiscono alla medesima Alleanza.</p>



<p><strong>Così come la NATO deve porsi la questione di essere soggetto di relazione internazionale, e le parole del portavoce del ministro degli Esteri cinesi sono parole preoccupanti</strong>: &#8220;la NATO non è un residuo della Seconda guerra mondiale&#8221;.</p>



<p>Allora questo è secondo me un fronte che questo Parlamento e la sua delegazione in seno alla NATO, in rapporto col ministro della Difesa, devono porre. Io non mi iscrivo a quelli che devono fare il bilancio delle cose positive o delle cose negative di quel Vertice. <strong>Credo che ci siano molte questioni care a tutta l&#8217;Italia</strong> &#8211; il tema del fianco sud, il tema del sostegno alla causa Ucraina, qualche passo in avanti che è avvenuto dopo il<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/mosca-la-nato-sta-agendo-vista-un-possibile-scontro-la-russia-AGBx5pX"> G7 circa la questione del congelamento dei beni russi</a>, destinato e incastrato alla causa della ricostruzione Ucraina &#8211; ma bisogna assolutamente aumentare la dimensione strategica della NATO.</p>



<p>Poi voglio concludere, con ciò che ha posto in chiusura della sua relazione e che condivido totalmente. Ha posto dai primi giorni della crisi in Medioriente la questione dei nostri soldati dentro la missione UNIFIL oggi pone, e fa bene a farlo, alla Unione europea la questione del ruolo di quel contingente. Fatemi anche dire che, l<strong>e nostre donne e i nostri uomini in qualunque fronte impegnati sono un motivo di orgoglio che devono avere il sostegno incondizionato di questo Parlamento</strong>, e ha ragione il ministro a porsi il fatto che chi garantisce sicurezza lo deve fare in condizioni di sicurezza.</p>



<p>Ministro, per fare tutte queste cose non le posso non riservare una piccola nota critica: <strong>questo governo deve preoccuparsi di avere quell&#8217;autorevolezza che in questi giorni anche nel consesso europeo ho avuto il timore che potesse venire meno</strong>. Non mi infilo nessuna forma di polemica perché discutere della sua informativa significa discutere di come garantire sicurezza al mondo. Ma per fare questo l&#8217;Italia deve avere sì schiena dritta ma anche grande credibilità.</p>



<div style="height:37px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/alleanza-atlantica-essenziale-per-la-pace/">Alleanza Atlantica essenziale per la pace</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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		<title>Non c’è nulla che tenga, se chi guida il governo prova a tenere insieme europeismo e antieuropeismo</title>
		<link>https://matteorichetti.it/non-ce-nulla-che-tenga-se-chi-guida-il-governo-prova-a-tenere-insieme-europeismo-e-antieuropeismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 17:08:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro Gruppo ha sempre avuto un atteggiamento di opposizione pronta a riconoscere gli elementi che la Presidente del Consiglio ha portato prima delle comunicazioni del Consiglio europeo. Lo abbiamo fatto sui temi della politica internazionale e sui temi dell&#8217;Ucraina. Devo confessare che il discorso di oggi della Presidente Meloni è tra i più deboli e confusi, fino allo smarrimento, che io abbia ascoltato in quest&#8217;Aula. Cerco di non anteporre il giudizio alla riflessione. Cerco di offrire all&#8217;Aula le argomentazioni del perché pronuncio queste parole, però, davvero, ho trovato la Presidente del Consiglio &#8211; soprattutto quando, in replica, ci risponde che la maggioranza si vedrà in corso di legislatura &#8211; in difficoltà nel collocare la propria forza politica, il nostro Governo, il nostro Paese, nel contesto europeo. La Presidente Meloni ha parlato di una crisi di gradimento dell&#8217;Europa. Io non parlerei di gradimento, che siamo di fronte ad una profonda crisi di fiducia io credo e, non solo sull&#8217;Europa, ma anche nei partiti e nella politica. È una crisi di fiducia che arriva a contagiare quanto di più prezioso abbiamo: è la nostra democrazia. Io ho apprezzato quando, in chiusura dell&#8217;intervento iniziale della Meloni, la Premier ha pronunciato le parole...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/non-ce-nulla-che-tenga-se-chi-guida-il-governo-prova-a-tenere-insieme-europeismo-e-antieuropeismo/">Non c’è nulla che tenga, se chi guida il governo prova a tenere insieme europeismo e antieuropeismo</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il nostro Gruppo ha sempre avuto un atteggiamento di opposizione pronta a riconoscere gli elementi che la Presidente del Consiglio ha portato prima delle comunicazioni del Consiglio europeo.</strong> Lo abbiamo fatto sui temi della politica internazionale e sui temi dell&#8217;Ucraina. Devo confessare che il discorso di oggi della Presidente Meloni è tra i più deboli e confusi, fino allo smarrimento, che io abbia ascoltato in quest&#8217;Aula. Cerco di non anteporre il giudizio alla riflessione. Cerco di offrire all&#8217;Aula le argomentazioni del perché pronuncio queste parole, però, davvero, ho trovato la Presidente del Consiglio &#8211; soprattutto quando, in replica, ci risponde che la maggioranza si vedrà in corso di legislatura &#8211; in difficoltà nel collocare la propria forza politica, il nostro Governo, il nostro Paese, nel contesto europeo.</p>



<p><strong>La Presidente Meloni ha parlato di una crisi di gradimento dell&#8217;Europa</strong>. Io non parlerei di gradimento, che siamo di fronte ad una profonda crisi di fiducia io credo e, non solo sull&#8217;Europa, ma anche nei partiti e nella politica. È una crisi di fiducia che arriva a contagiare quanto di più prezioso abbiamo: <strong>è la nostra democrazia</strong>.</p>



<p>Io ho apprezzato quando, in chiusura dell&#8217;intervento iniziale della Meloni, la Premier ha pronunciato le parole “<em>mi batterò per difendere la democrazia anche in questo Parlamento</em>”, però <strong>vorrei invitare la Meloni a unirsi a noi a difendere la democrazia in questo Parlamento</strong>, <strong>perché c&#8217;è un problema grande se, di fronte a una provocazione legata alla consegna del tricolore ad un Ministro, si ricorre alle botte</strong>. Non solo c&#8217;è un problema di democrazia e di svolgimento dei lavori parlamentari, ma c&#8217;è un grandissimo contributo a quello che è stato il racconto della Meloni di oggi, cioè sfiducia, disaffezione e mancanza di gradimento nelle istituzioni. Eccome se c&#8217;è un contributo.</p>



<p>Rivolgo un altro appello alla Presidente Meloni, sempre in tema di difesa della democrazia. Non ha inaugurato lei la stagione del monocameralismo di fatto e della decretazione d&#8217;urgenza, un problema che viene prima dell&#8217;arrivo della Meloni alla guida di Palazzo Chigi, però stiamo raggiungendo vette complicate da tenere nel rapporto tra Parlamento ed Esecutivo, perché, <strong>se il monocameralismo non riguarda più i decreti che scadono</strong> – e, quindi, una delle due Camere fa il mestiere -, <strong>ma riguarda anche i provvedimenti senza scadenza, fino a quello fondamentale sull&#8217;autonomia</strong>, nel quale questo ramo non ha discusso, emendato e toccato il provvedimento, <strong>allora è un monocameralismo nel quale evitiamo di dirci che difendiamo la democrazia.</strong> Se la decretazione d&#8217;urgenza &#8211; legittima – riguarda, da qui al prossimo mese, prima della pausa estiva, 11 provvedimenti, non siamo all&#8217;abuso, siamo a un&#8217;Aula impegnata solo nella decretazione d&#8217;urgenza. Se si vuole difendere la democrazia anche in quest&#8217;Aula &#8211; e la Presidente conosce la dinamica del rapporto tra maggioranza e opposizione, perché l&#8217;opposizione l&#8217;ha fatta per anni &#8211; allora su queste cose ci si mette mano concretamente.</p>



<p>Se parliamo di crisi di fiducia e di gradimento dell&#8217;Europa, allora dobbiamo mettere i piedi nel piatto. La Presidente Meloni, la maggioranza, così come il sottoscritto, avrà fatto campagna elettorale per queste elezioni europee, ne ha fatto una coda anche in chiusura di campagna elettorale, va benissimo. Sarà stata, come me, dai pescatori di Sciacca e di Mazara del Vallo che denunciano esattamente quello che denuncia la Premier. <strong>Dicono: &#8220;<em>l&#8217;Europa ci sta penalizzando</em>&#8220;</strong>.</p>



<p><strong>Ci sono due problemi e la Presidente del Consiglio non se la può cavare con la denuncia. </strong>Poiché guida un Esecutivo, ha l&#8217;onere della proposta e della soluzione del problema, ma il pescatore di Sciacca, costretto ad uscire senza poter pescare e comprare il pescato dal peschereccio vietnamita, che non ha le limitazioni dell&#8217;Europa, non dice “<em>fatemi fare quello che mi pare</em>”. Dice “<em>se c&#8217;è un problema di tutela del mare e della risorsa ittica, riguarderà tutti, anche il peschereccio vietnamita</em>”.</p>



<p>È qui che la Presidente Meloni sbaglia completamente la lettura. <strong>Anche il pescatore di Sciacca vuole l&#8217;Europa in grado di incidere sulla dimensione globale, </strong>vuole che la tutela del mare non sia affidata &#8211; come ci ha proposto oggi la Meloni &#8211; alla sovranità nazionale o addirittura alle autonomie locali, ma vuole una dimensione europea forte, in grado di condizionare i problemi nella loro dimensione globale.</p>



<p>Invece, la Presidente Meloni oggi ci ha spiegato che l&#8217;Europa deve fare un po&#8217; meno e un po&#8217; meglio. Per forza che si prende dell&#8217;antieuropeista. L&#8217;Europa deve fare meno? Ma è la stessa Presidente Meloni che è andata a Tunisi a fare un lavoro &#8211; che riconosco prezioso &#8211; e tornando a casa mi ha spiegato che ha chiuso rapporti e accordi importanti sulle energie e le imprese, che viene a dirmi che va bene l&#8217;autonomia, che a Tunisi ci porta venti presidenti di regione a fare le intese sull&#8217;energia e sulle imprese?</p>



<p><strong>C&#8217;è qualcosa che non va. </strong>C&#8217;è qualcosa che non va sull&#8217;idea di impianto delle istituzioni, da quelle europee a quelle legate alle autonomie locali. Non c&#8217;è ars oratoria del mio collega Lupi che tenga, perché si può anche venire a rivendicare il 53% dei consensi &#8211; certo, penso che la Presidente del Consiglio abbia un altro onere, quello di dire, da Capo del Governo, come affronta i problemi che ha davanti, ma, se non prende quella via, c&#8217;è la via più facile del dire “<em>le forze di maggioranza hanno preso il 53% dei consensi</em>”.</p>



<p><strong>Ma se alla tua destra hai Tajani che dice “sì al MES” e alla sinistra hai Salvini che dice “no al MES”, puoi anche avere preso il 70% dei consensi, dopodiché non hai la soluzione di fronte ad un problema. </strong>Prendo il MES perché potrei prendere l&#8217;atteggiamento che avranno domani rispetto alla proposta della von der Leyen, Presidente della Commissione. Tajani dice “sì”, Salvini dice “no” e veniamo in Aula a raccontarci che, però, c&#8217;è il 53% di consensi. Per forza che siamo allo stallo. <strong>Non credo che la Meloni porti all&#8217;irrilevanza dell&#8217;Italia in Europa, ma la porta nell&#8217;incapacità di avere una posizione chiara e netta</strong>, che è quella che manca al nostro Paese. È questo il problema che ci troviamo ad affrontare domani.</p>



<p>Allora, uno può anche apprezzare l&#8217;elemento di analisi, ma arriva, dopo un anno e mezzo abbondante di Governo, il tempo delle soluzioni, delle proposte. Certo che ho apprezzato la denuncia fortissima di quanto è accaduto a Satnam Singh, certo che ci uniamo in una roba che è raccapricciante anche solo da raccontare, ma il punto è un altro: <strong>siamo pronti a riconoscere il fatto che chi lavora in questo Paese va portato in condizioni di legalità?</strong></p>



<p>Siamo pronti a dirci che è una legislazione che, ancora oggi, di fronte ad un lavoro e ad una occupazione trovata, quel lavoro ti fa uscire da una condizione di illegalità e di sommerso? Perché il problema non è sfidarci sul piano ideologico del superamento della Bossi-Fini &#8211; che è necessario, perché anacronistico, perché anche Lollobrigida, negli scarsi momenti di lucidità, riconosce che 500.000 immigrati servono alla nostra agricoltura -, ma il non essere in grado di unirci, se non di fronte al dramma e alla vergogna del caporalato utilizzato.<strong> È un caporalato che vede qualche datore di lavoro alzare le mani e dire “<em>vorrei regolarizzare, ma non posso per legge</em>”.</strong> Ma glielo togliamo questo alibi? Diciamo che può regolarizzare un lavoratore immigrato che si trova sul suolo italiano e trova da lavorare. Perché su questo terreno non c&#8217;è la capacità di mettere insieme maggioranza e opposizione?</p>



<p>E allora, domani inizia un Consiglio europeo che apre questa legislatura. Ho molto chiaro quale sarà la posizione del Primo Ministro tedesco, quella che sarà la posizione del Presidente francese, del Primo Ministro spagnolo. Ho meno chiara quale sarà la posizione del nostro Primo Ministro. <strong>Non c&#8217;è premierato che tenga, non c&#8217;è racconto di un Capo del Governo con poteri diversi che tenga, se chi guida il Governo prova a tenere insieme europeismo e antieuropeismo.</strong> Questo l&#8217;Italia non se lo può permettere.</p>



<p></p>



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		<title>Intervista SkyTg24: Basta bloccare il Parlamento e il Paese</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 13:21:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi in Aula si vota per un&#8217;importante missione di difesa europea a guida italiana che ha un riconoscimento molto importante nel Mar Rosso: Aspides. Una missione cruciale per garantire la sicurezza del traffico in acque internazionali, che ha uno scopo unicamente difensivo e regole di ingaggio definite e chiare. Lo scenario italiano, purtroppo, è quello con una destra al governo indecisa e divisa fra Biden e Trump che blocca e divide il Parlamento e il Paese. Il Movimento cinque stelle, un partito guidato da un ex presidente del Consiglio di un Paese atlantista caposaldo dell&#8217;Europa, cosa fa? Gioca sugli avverbi per votare contro e giocare di fatto sul posizionamento italiano. Questo è il livello di irresponsabilità che abbiamo raggiunto in politica.</p>
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<p style="font-size:18px">Oggi in Aula si vota per un&#8217;importante <strong>missione di difesa europea</strong> a guida italiana che ha un riconoscimento molto importante nel<strong> Mar Rosso</strong>: <strong>Aspides</strong>. Una missione cruciale per garantire la sicurezza del traffico in acque internazionali, che ha uno scopo unicamente difensivo e regole di ingaggio definite e chiare.</p>



<p style="font-size:18px">Lo <strong>scenario italiano,</strong> purtroppo, è quello con una destra al governo indecisa e divisa fra Biden e Trump che blocca e divide il Parlamento e il Paese. Il Movimento cinque stelle, un partito guidato da un ex presidente del Consiglio di un Paese atlantista caposaldo dell&#8217;Europa, cosa fa? Gioca sugli avverbi per votare contro e giocare di fatto sul posizionamento italiano.</p>



<p style="font-size:18px"><strong>Questo è il livello di irresponsabilità che abbiamo raggiunto in politica</strong>.</p>



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		<title>Alla Camera depositata mozione di sfiducia a Salvini</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 15:57:00 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-cover alignfull has-parallax" style="margin-top:0;padding-top:48px;padding-right:48px;padding-bottom:48px;padding-left:48px;min-height:66vh;aspect-ratio:unset;"><span aria-hidden="true" class="wp-block-cover__background has-background-dim-70 has-background-dim"></span><div role="img" class="wp-block-cover__image-background wp-image-23138 has-parallax" style="background-position:50% 50%;background-image:url(https://matteorichetti.it/wp-content/uploads/2024/03/salvini-sul-terzo-mandato-decida-il-parlamento.jpg)"></div><div class="wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow">
<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p style="font-size:20px"><strong>Ad oltre due anni dall&#8217;inizio dell&#8217;illegale invasione dell&#8217;Ucraina da parte della Federazione Russa, il Governo della Repubblica Italiana è rappresentato da un Ministro e Vicepresidente del Consiglio dei ministri che non rinnega né i rapporti di collaborazione con il partito di Vladimir Putin né le sue dichiarazioni di elogio a Putin stesso.</strong><br><br><strong> Alla luce di queste considerazioni, il Ministro Salvini non può rappresentare degnamente la Repubblica Italiana ma, anzi, dimostra di non esercitare appieno le proprie funzioni nell&#8217;interesse esclusivo della nazione</strong>.</p>



<p style="font-size:20px"><strong>Il punto è molto semplice, non serve gridare vergogna o fare polemica: lui dimostra che quell’accordo è stato rescisso formalmente e non esiste più e la mozione viene ritirata. Se quell’accordo con il partito di Putin è ancora in vigore la cosa non è solo gravissima, ma lo rende incompatibile con la permanenza al Governo. </strong><br><br><strong>Ma come può accettare Giorgia Meloni che il suo vicepresidente abbia questo livello di ambiguità?</strong></p>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div class="wp-block-buttons is-content-justification-center is-nowrap is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-1fb9aab6 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button has-custom-font-size is-style-outline is-style-outline--1" style="font-size:16px;font-style:normal;font-weight:600;letter-spacing:0px;text-transform:uppercase"><a class="wp-block-button__link has-white-color has-text-color has-text-align-center wp-element-button" href="https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=1/00249&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=19" style="padding-top:24px;padding-right:48px;padding-bottom:24px;padding-left:48px">LEGGI LA MOZIONE</a></div>
</div>



<div style="height:50px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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