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	<title>Calenda Archivi - Matteo Richetti</title>
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	<title>Calenda Archivi - Matteo Richetti</title>
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		<title>Intervista Today: Referendum strumentalizzati, Meloni e La Russa irresponsabili. Voterò ma serve una riforma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 11:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TODAY.IT a cura di Pierfrancesco De Robertis &#8220;Le indicazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mancano di rispetto istituzionale&#8221; attacca il deputato di Azione Matteo Richetti. Il capogruppo del partito di Carlo Calenda ora chiede una riforma urgente&#8221; Usati, abusati, strumentalizzati: l&#8217;istituto del referendum torna ad agitare la politica italiana in vista delle urne del prossimo 8-9 giugno tra accuse di opportunismo e inviti all’astensione. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, rompe gli schemi e chiede una riforma urgente ma attacca anche le scelte della premier Meloni e del presidente del Senato La Russa: &#8220;Non è più tempo di giocare con la democrazia&#8221; Onorevole Matteo Richetti, si torna a votare per i referendum… C&#8217;era proprio bisogno? &#8220;Guardi, Azione è contraria all&#8217;uso dei referendum abrogativi per come si stanno sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza che ci sarà sempre meno attenzione dall&#8217;opinione pubblica, allontanerà le persone dalle urne e renderà sempre più complesso il raggiungimento del quorum&#8221;. Però alla fine le firme sono state raccolte…...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/referendum-votero-ma-serve-una-riforma/">Intervista Today: Referendum strumentalizzati, Meloni e La Russa irresponsabili. Voterò ma serve una riforma</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size"><a href="https://www.today.it/dossier/potere/referendum-8-9-giugno-2025-richetti-intervista.html">TODAY.IT</a> a cura di Pierfrancesco De Robertis</p>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Le indicazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mancano di rispetto istituzionale&#8221; attacca il deputato di <a href="https://www.azione.it/">Azione</a> Matteo Richetti. Il capogruppo del partito di Carlo Calenda ora chiede una riforma urgente&#8221;</p>



<p class="has-normal-font-size">Usati, abusati, strumentalizzati: l&#8217;istituto del referendum torna ad agitare la politica italiana in vista delle urne del prossimo 8-9 giugno tra accuse di opportunismo e inviti all’astensione. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, rompe gli schemi e chiede una riforma urgente ma attacca anche le scelte della premier Meloni e del presidente del Senato La Russa: &#8220;Non è più tempo di giocare con la democrazia&#8221;</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Onorevole Matteo Richetti, si torna a votare per i referendum… C&#8217;era proprio bisogno?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Guardi, Azione è contraria all&#8217;uso dei referendum abrogativi per come si stanno sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza che ci sarà sempre meno attenzione dall&#8217;opinione pubblica, allontanerà le persone dalle urne e renderà sempre più complesso il raggiungimento del quorum&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Però alla fine le firme sono state raccolte…</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Ecco, appunto. Considerato, però, che le firme sono state raccolte e i referendum indetti, riteniamo che andare a votare sia un dovere civico. Pertanto, invitiamo i cittadini al voto e a votare no ai primi quattro quesiti referendari indetti dalla CGIL, dal momento che non rispondono ad alcuna delle reali istanze dell&#8217;attuale mercato del lavoro e a votare sì al quinto quesito referendario sulla cittadinanza: chi parla italiano e da 5 anni qui lavora, studia, produce e paga le tasse è bene e giusto che si integri a tutti gli effetti nel tessuto del Paese&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Gli occhi sono puntati sul comportamento dei singoli politici. Lei che cosa farà?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Coerentemente con quanto le ho detto prima andrò a votare. Nonostante lo strumento in questione non demonizzi l&#8217;astensione – a differenza di quanto sostengono di volta in volta le controparti interessate &#8211; ritengo che in tempi come questi che vedono già una disaffezione importante dal voto sia da irresponsabili invitare le persone a disertare le urne&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Giorgia Meloni andrà al seggio ma non ritirerà le schede. In molti dicono che è una &#8220;furbata&#8221;. L&#8217;ha sorpresa la scelta della premier?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Credo che la premier abbia parlato più da leader di partito che da capo del governo e la sua posizione è francamente incomprensibile. Una cosa sono le valutazioni politiche, un&#8217;altra il rispetto delle istituzioni che un presidente del Consiglio non dovrebbe mai far mancare. Detto questo, anche tra le opposizioni vedo spesso lo stesso atteggiamento strumentale: si difende il referendum solo quando fa comodo. Non serve urlare alla furbata, serve coerenza&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Qualche settimana fa avevano suscitato polemiche le parole del presidente del Senato La Russa, che aveva detto di voler fare compagna per l&#8217;astensione.</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Sinceramente credo che La Russa non abbia proprio capito cosa significa fare il presidente del Senato&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Le opposizioni hanno criticato le scelte astensioniste della maggioranza, ma in passato tutte le forze politiche, a turno, avevano scelto di non votare…</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;L&#8217;astensione è stata usata da tutti, sia a destra sia a sinistra. Chi oggi si scandalizza dimentica rapidamente il passato. Ma proprio per questo sarebbe ora di uscire da questa logica di convenienza a giorni alterni&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Il quorum è obiettivamente a forte rischio, e se il referendum fallisse per l&#8217;ennesima volta sarebbe un altro buco nell&#8217;acqua dopo quelli degli ultimi anni. Ogni volta i partiti si impegnano per una riforma dell&#8217;istituto referendario ma poi tutto finisce lì? Crede che potrebbe essere la volta buona?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Penso sia davvero arrivato il momento di una riforma seria. Il quorum, così com’è, rende il referendum un terreno di tattica più che di partecipazione. Da un lato bisogna evitare che con la raccolta delle firme digitali si chiami continuamente alle urne gli elettori e dall&#8217;altro che chi non partecipi conti più di chi vota. Ma attenzione: una riforma va fatta con ampio consenso e con spirito costituzionale, non per convenienza del momento&#8221;.</p>
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		<title>Perplessità su come il Governo affronta le tensioni internazionali e i problemi del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 17:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Azione ha espresso le sue perplessità rispetto all’atteggiamento della Presidente del Consiglio Meloni. Perché, troppo spesso, ci troviamo di fronte a una Presidente che utilizza un tono pacato, equilibrato e, per molti aspetti, condivisibile, specialmente in relazione all’approccio del nostro Paese sulla politica estera. Tuttavia, quel tono viene sistematicamente sostituito da una retorica aggressiva, come quella vista sul palco di Atreju e riproposta in Aula nelle sue repliche. Questo modo di comunicare non giova né al Parlamento né al Paese, tanto più in un momento così delicato. La sanità: un settore sotto finanziato Sul tema della sanità, non possiamo ignorare la discrepanza tra quanto dichiarato dalla Presidente del Consiglio e la realtà percepita dai cittadini. Si parla di cifre record stanziate per il settore sanitario, ma i numeri raccontano un’altra storia: le risorse non bastano a coprire i fabbisogni attuali. Crediamo che la verità stia nel fatto che, se ragioniamo rispetto ai fabbisogni della sanità, nei 4 anni che hanno preceduto l’attuale Governo, con l’inflazione addirittura a volte pari a zero, a volte in negativo, la sanità, come tutte le imprese di questo Paese, richiedeva 4,2 miliardi di risorse per mantenere i livelli com&#8217;erano. Durante questi 3 anni, a causa...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size"><a href="https://www.azione.it/">Azione </a>ha espresso le sue perplessità rispetto all’atteggiamento della Presidente del Consiglio Meloni. Perché, troppo spesso, ci troviamo di fronte a una Presidente che utilizza un tono pacato, equilibrato e, per molti aspetti, condivisibile, specialmente in relazione all’approccio del nostro Paese sulla politica estera. Tuttavia, quel tono viene sistematicamente sostituito da una retorica aggressiva, come quella vista sul palco di Atreju e riproposta in Aula nelle sue repliche.</p>



<p class="has-large-font-size">Questo modo di comunicare non giova né al Parlamento né al Paese, tanto più in un momento così delicato.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>La sanità: un settore sotto finanziato</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul tema della sanità, <strong>non possiamo ignorare la discrepanza tra quanto dichiarato dalla Presidente del Consiglio e la realtà percepita dai cittadini.</strong> Si parla di cifre record stanziate per il settore sanitario, ma i numeri raccontano un’altra storia: le risorse non bastano a coprire i fabbisogni attuali. Crediamo che la verità stia nel fatto che, se ragioniamo rispetto ai fabbisogni della sanità, nei 4 anni che hanno preceduto l’attuale Governo, con l’inflazione addirittura a volte pari a zero, a volte in negativo, la sanità, come tutte le imprese di questo Paese, richiedeva 4,2 miliardi di risorse per mantenere i livelli com&#8217;erano. Durante questi 3 anni, a causa di un’inflazione non causata da questo Governo, la sanità necessita di 19 miliardi per mantenere gli stessi livelli.</p>



<p class="has-large-font-size"><em>Cosa succede? Nei 4 anni precedenti hanno risposto a quel fabbisogno di 4,2 miliardi con 11 miliardi, mentre oggi rispondiamo con 10. <strong>Questo è il problema.</strong></em></p>



<p class="has-large-font-size">Per cui, come dice il libro di Paolo Sorrentino &#8220;<em>Hanno tutti ragione</em>”, la Meloni ha ragione nel dire che ha stanziato quelle risorse, ma è come il lavoratore che riceve un aumento di 100 euro mentre il costo del suo carrello della spesa aumenta di 200.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-align-center has-normal-font-size"><blockquote><p><em>Il lavoratore ha avuto l’aumento? Sì. Guadagna come mai prima? Sì. Il lavoratore è più povero? Altrettanto sì.</em></p></blockquote></figure>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Automotive: una crisi che non può aspettare</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul fronte dell’<em>automotive</em>, non possiamo accettare che uno dei settori manifatturieri più strategici per il Paese venga lasciato in difficoltà. I tagli al Fondo Draghi sull’<em>automotive</em> superano i 2 miliardi di euro in tre anni, con una tardiva e parziale reintegrazione di appena 200 milioni per il 2026. <strong>La verità è che questo settore non arriverà al 2026 senza interventi significativi e immediati.</strong></p>



<p></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Lavoro: quantità vs qualità</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Per quanto riguarda l’occupazione, è vero che i posti di lavoro sono aumentati, ma dobbiamo anche parlare della qualità di quei posti di lavoro. Tra quei numeri ci sono tanti giovani, che a Milano lavorano 14 ore al giorno per 500 euro al mese, in una città dove un affitto costa almeno 1.200 euro. </p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p><em>Parlare solo di crescita occupazionale senza affrontare il tema delle condizioni lavorative non è sufficiente. </em></p></blockquote></figure>



<p class="has-large-font-size">Ecco perché, con spirito costruttivo, avevamo proposto la creazione di un tavolo sul salario minimo, perché è un tema che merita risposte concrete.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Ucraina, Difesa Comune e Investimenti per l&#8217;Europa</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">In politica estera, invece, condividiamo la posizione del Governo sul sostegno all’Ucraina e sull’adozione di ulteriori pacchetti di sanzioni.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Tuttavia, ci sono alcune questioni oggetto anche di richiesta di riformulazione</strong>. Nella nostra risoluzione ci hanno fatto cancellare il punto sul quale diciamo che il rapporto con gli Stati Uniti è fondamentale nella creazione di un accordo di pace giusto, perché, da come si chiuderà quel conflitto dipenderà moltissimo il futuro dell’Europa e di quei Paesi &#8211; Georgia, Moldavia e Romania -, che stanno cambiando atteggiamento, ma non perché d’improvviso diventano tutti filo &#8211; putiniani; stanno cambiando atteggiamento, perché preoccupati dell’evoluzione di chi, in prossimità del confine russo &#8211; anche loro, tanto il Sud dell’Ossezia, come il Donbass, vivono situazioni di occupazione -, ovviamente, non ci stanno a essere lasciati soli in quel contenzioso.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p>abbiamo consapevolezza di quella che tutti gli analisti definiscono guerra ibrida della Russia?</p></blockquote></figure>



<p class="has-large-font-size"><strong>Farci togliere quelle parole</strong>, farci togliere il riferimento alla Federazione Russa, siamo convinti che sia necessità di quell’equilibrio che deve tenere in una eterogeneità di Governo che a noi non fa piacere.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Non è necessario ribadire che la nostra posizione sull’Ucraina sia condivisa da tutta questa maggioranza. </strong>Questo è il problema, ed è proprio il motivo per cui, anche sul tema della difesa comune, ci hanno chiesto di eliminare ogni riferimento. Siamo consapevoli che un esercito comune non è una possibilità realizzabile a breve termine, ma se non andiamo oltre questa questione, come indicato nel dossier Draghi, rischiamo di perdere un elemento fondamentale.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Occorre, infatti, spostare il dibattito su una serie di grandi funzioni che includano investimenti, sicurezza, politiche industriali e anche una maggiore omogeneità delle politiche fiscali,</strong> per evitare fenomeni di concorrenza sleale a livello europeo.</p>



<p class="has-large-font-size">L’indicazione di quegli 800 miliardi di investimento che Draghi fa, è un’indicazione fondamentale per garantire all’Europa una prospettiva.</p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Medio-Oriente</strong>:<strong> urgenza di un’iniziativa di pace europea</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul Medio-Oriente, ribadiamo l’urgenza di un’iniziativa di pace europea. La soluzione dei due popoli in due Stati non può rimanere solo un principio: deve diventare una realtà praticabile. <strong>Serve un’iniziativa di pace europea</strong>, serve che questo Consiglio europeo non si riduca solo all’individuazione di una posizione condivisa, ma abbia la capacità di mettere a fuoco un’azione condivisa, e il Governo è stato puntuale nel riferire al Parlamento l’escalation: abbiamo avuto il Libano, le agenzie dicono a poche ore lo Yemen, abbiamo avuto gli accadimenti in Siria, quella parte del mondo non trova un equilibrio e un’autonomia senza una conclusione forte di pace.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Migranti: un approccio inefficace</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul tema migranti, non possiamo non rilevare come l’operazione con l’Albania stia fallendo nel contrastare il traffico di esseri umani. </p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p><em>Quando in maniera veemente ci viene chiesto: perché, se è così insignificante, la ostacolate questa grande intuizione dell’Albania? Sapete perché? Perché, con un miliardo, avremmo preferito garantire cure e sanità migliori agli italiani, invece che lo scempio che sta andando in onda.</em></p></blockquote></figure>



<p></p>



<p class="has-large-font-size">Concludendo, crediamo che il Governo debba impegnarsi in un confronto più serio e costruttivo con l’opposizione su questioni di interesse nazionale, adottando un approccio meno propagandistico e più orientato alle reali necessità del Paese.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-group alignfull has-text-color has-background" style="color:#000000;background-color:#ffffff"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
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<p class="has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-a3bab7fa9e7e654b4628855936ae8adb" style="line-height:.9"><strong>per saperne di più</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color wp-elements-f06c2d0f6800e33cce52f35e096b605f" id="schedule-a-visit" style="font-size:43px;line-height:1.15"><strong>Scopri la nostra risoluzione</strong></h2>



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<p></p>
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		<title>Le scelte di John Elkann stanno portano Stellantis fuori dall’Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2024 17:39:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le scelte di John Elkann stanno portano Stellantis fuori dall’Italia e ignorano storia e vita dei lavoratori che hanno fatto grande questa azienda. Ma questo non toglie la totale assenza di politica industriale e l’inadeguatezza che il ministro Urso sta mostrando nella gestione proprio di queste crisi.</p>
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<p class="has-large-font-size">Le scelte di John Elkann stanno portano <a href="https://www.stellantis.com/it">Stellantis </a>fuori dall’Italia e ignorano storia e vita dei lavoratori che hanno fatto grande questa azienda. Ma questo non toglie la totale assenza di politica industriale e l’inadeguatezza che il ministro Urso sta mostrando nella gestione proprio di queste crisi.</p>



<p></p>



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		<title>Siamo con i lavoratori della BEKO</title>
		<link>https://matteorichetti.it/siamo-con-i-lavoratori-della-beko-tutelare-i-dipendenti-italiani-e-rispettare-gli-impegni-e-fondamentale-per-il-futuro-delloccupazione/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 16:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante il question time alla Camera, abbiamo posto una questione fondamentale al Ministro Urso sul futuro dei lavoratori Beko.</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/siamo-con-i-lavoratori-della-beko-tutelare-i-dipendenti-italiani-e-rispettare-gli-impegni-e-fondamentale-per-il-futuro-delloccupazione/">Siamo con i lavoratori della BEKO</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size">Durante il question time alla Camera, abbiamo posto una questione fondamentale al Ministro Urso sul <strong>futuro dei lavoratori Beko</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Come molti sanno, <strong>il 20 novembre l’azienda ha annunciato 2.000 esuberi e la chiusura degli stabilimenti di Siena e Comunanza</strong>, dopo che, pochi giorni prima, il Ministro Urso aveva rassicurato l&#8217;Aula, affermando che il piano industriale di Beko avrebbe tutelato i livelli occupazionali in Italia grazie al <a href="https://temi.camera.it/leg17/post/la_disciplina_del_golden_power__quadro_normativo.html"><em>Golden Power</em></a>.</p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo chiesto al Ministro se quanto dichiarato fosse vero, perché i fatti raccontano una storia diversa.<strong> O il piano non è stato rispettato, o, ancora peggio, il Ministro ha dato informazioni errate al Parlamento. </strong>Questo è il cuore della nostra interrogazione.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Il Ministro ha risposto che il Governo ha respinto il piano industriale di Beko</strong>, considerandolo inaccettabile per la mancata protezione dei posti di lavoro e ha sottolineato che, grazie al Governo, l&#8217;Italia è riuscita a evitare ciò che è accaduto in altri siti europei, come la chiusura di due stabilimenti in Polonia, con il licenziamento di 1.800 dipendenti, e quello in Gran Bretagna, con il licenziamento di 300 lavoratori.</p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo poi ricordato al Ministro che, se quanto esposto dovesse essere confermato, il Governo dovrà attivare la fase sanzionatoria, come previsto dalla normativa. In un contesto come questo, <strong>non possiamo tollerare che le parole non trovino corrispondenza nei fatti</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">È essenziale che la fiducia dei lavoratori nelle istituzioni venga preservata e che vengano tutelati i posti di lavoro.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong><a href="https://www.azione.it/">Azione </a>continuerà a combattere per la difesa dell&#8217;occupazione</strong>, per un piano industriale che rispetti gli impegni presi, e per garantire che nessun lavoratore venga lasciato indietro.</p>



<p class="has-large-font-size">È fondamentale che il Governo mantenga le promesse fatte ai cittadini e ai lavoratori, altrimenti l’unico posto di lavoro che deve essere messo a rischio è quello del Ministro.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Siamo con i lavoratori della Beko" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/coDbXxqozzA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/siamo-con-i-lavoratori-della-beko-tutelare-i-dipendenti-italiani-e-rispettare-gli-impegni-e-fondamentale-per-il-futuro-delloccupazione/">Siamo con i lavoratori della BEKO</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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		<title>Non siamo un partito personale e padronale, ma aperto e contendibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2024 15:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo Huffington Post24 novembre 2024 &#8211; Matteo Richetti Alcuni giorni fa sono stato insieme a Carlo Calenda nella piazza di medici e infermieri che rivendicavano la necessità di sostegno alla sanità pubblica in Italia. Mi ha impressionato il numero di operatori che si sono avvicinati per ringraziare Calenda, riconoscendo ad Azione una coerenza cristallina sin dalla nascita sul supporto incondizionato alla sanità, alla scuola, ai diritti fondamentali dei cittadini. Del tutto simile è la riconoscibilità assoluta del nostro partito sul sostegno alla resistenza ucraina ancora sottoposta alla brutale e illegittima invasione russa. Una chiarezza ed una nettezza di cui andare fieri ma che non sempre pagano su temi che dividono; e non a caso la politica spesso conserva ambiti di ambiguità e di silenzio che convengono rispetto alla necessità di non perdere consensi. Se dici che toglierai il bonus caldaie (3,5 miliardi ogni anno) per mettere quei soldi sulla sanità, trovi la simpatia dei sanitari e le ire delle famiglie che beneficiano del bonus. Se dici “più soldi alla sanità, questa è la nostra priorità” ottieni sia le simpatie dei medici che dei costruttori di caldaie. Poco importa se questo modo propagandistico porta (diciamo la verità) a governi di diverso...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/non-siamo-un-partito-personale-e-padronale-ma-aperto-e-contendibile/">Non siamo un partito personale e padronale, ma aperto e contendibile</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size">Articolo <strong><a href="https://www.huffingtonpost.it/politica/2024/11/24/news/il_congresso_di_azione_per_il_rilancio_ben_venga_la_candidatura_di_pastorella_io_sto_con_calenda-17803863/">Huffington Post</a></strong><br>24 novembre 2024 &#8211; Matteo Richetti<br><br><strong>Alcuni giorni fa sono stato insieme a <a href="https://www.instagram.com/reel/DCl_i5eizid/?igsh=MWExMnQwNDk4OW9leg==">Carlo Calenda</a> nella piazza di medici e infermieri che rivendicavano la necessità di sostegno alla sanità pubblica in Italia</strong>. Mi ha impressionato il numero di operatori che si sono avvicinati per ringraziare Calenda, riconoscendo ad <a href="https://www.azione.it/">Azione</a> una coerenza cristallina sin dalla nascita sul supporto incondizionato alla sanità, alla scuola, ai diritti fondamentali dei cittadini. </p>



<p class="has-large-font-size">Del tutto simile è la riconoscibilità assoluta del nostro partito sul sostegno alla resistenza ucraina ancora sottoposta alla brutale e illegittima invasione russa. <strong>Una chiarezza ed una nettezza di cui andare fieri ma che non sempre pagano su temi che dividono</strong>; e non a caso la politica spesso conserva ambiti di ambiguità e di silenzio che convengono rispetto alla necessità di non perdere consensi.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Se dici che toglierai il bonus caldaie</strong> (3,5 miliardi ogni anno) per mettere quei soldi sulla sanità, trovi la simpatia dei sanitari e le ire delle famiglie che beneficiano del bonus. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Se dici “più soldi alla sanità</strong>, questa è la nostra priorità” ottieni sia le simpatie dei medici che dei costruttori di caldaie. Poco importa se questo modo propagandistico porta (diciamo la verità) a governi di diverso colore che da tempo mettono sulla sanità il minimo che serve a coprire l’inflazione (a volte nemmeno quello, ma tanto che importa se posso raccontare che ho messo più soldi dello scorso anno?) e non hanno fatto scelte impopolari che spostassero significativamente poste di bilancio sulla sanità.</p>



<p class="has-large-font-size">Carlo Calenda, e tutta Azione con lui, ha fatto una scelta di fondo: ai cittadini si fanno proposte concrete e non ci si sottrae dal portare la propria posizione.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Vi faccio un esempio</strong>: cosa pensa il Pd del nucleare? Nessuno potrà rispondermi, perché nessuno lo sa, nemmeno il Pd. Questo può convenire sul piano elettorale ma non conviene all’Italia. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>La differenza sta tutta qui</strong>. Sarà un leader anomalo che prende i problemi per le corna e non li aggira, forse sconterà anche la capacità di aumentare consensi (perché l’impopolarità ha un prezzo) ma è esattamente ciò che serve all’Italia.</p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo davanti a noi un congresso fondamentale, momento di rilancio del nostro progetto politico. <strong>Chi ha assimilato Azione a partiti della medesima area politica riducendoli a partiti “personali e padronali” oggi dovrebbe chiedere scusa al nostro partito</strong>. La candidatura di Giulia Pastorella, stimata collega deputata, dimostra che Azione è un partito aperto e contendibile, e chi deve uscire da un partito personale per costruirne un altro, dovrebbe avere almeno l’onestà di riconoscere questo.</p>



<p class="has-large-font-size">Dopo l’esaltante risultato del nostro partito alle politiche all’interno della Lista Calenda (altro che terzo polo, bisognerebbe chiamare le cose per quello che sono) sono arrivate le battute d’arresto delle europee e delle ultime regionali. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Riflettere su cosa non sta funzionando è necessario</strong>, allargare lo spazio di una discussione vera tra di noi, valorizzare organismi e territori nella nostra iniziativa è indispensabile ma ripartire ancora una volta discutendo del “con chi ci dobbiamo mettere” e non del “ciò che dobbiamo essere” a mio avviso sarebbe l’errore definitivo.</p>



<p class="has-large-font-size">Più Europa, Italia viva, orizzonti liberali, ogni volta la sollecitazione è di sovrapporre la nostra crescita con operazioni di accorpamento. Si cresce aumentando entusiasmo e credibilità non con la tattica della settimana.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Sostengo con convinzione la necessità di avere Carlo Calenda alla guida del partito</strong> non perché il funzionamento di Azione sia stato impeccabile, anzi su questo apriremo un nuovo e ordinato corso, ma perché se Azione dal primo giorno della sua costituzione è sulla scena politica con costanza e tenacia è per la sua capacità di individuare, prevedere, guidare il dibattito politico e pubblico con continuità. </p>



<p class="has-large-font-size">È stato così sulla sanità, è stato così sulla crisi dell’automotive, è stato così sul nucleare, è stato così sul salario minimo e sulla proposta di regolamentazione dei social. È stato così nel chiamare la piazza a sostegno di Alexey Navalny, è così nel proporre la regolamentazione delle lobby e l’indizione di un unico election day ogni anno.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>L’elenco è lungo e un partito vive della capacità di condividere battaglie che migliorano la nostra convivenza civile</strong>. E la leadership apre e guida queste battaglie. Non da solo, non senza confronto, non senza una comunità che crea opinione insieme a lui.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Questo ci giochiamo nei prossimi tre anni. </strong>Questo è quello che serve per tornare allo spirito che ciascuno di noi conosce bene. Non sciogliere Azione per confluire nell’ennesima costituente. Bisogna iniziare a credere in ciò che abbiamo costruito per chiedere agli italiani di crederci a propria volta.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Infine la chiarezza.</strong> Se affondiamo le nostre radici nello spirito repubblicano, nel popolarismo sturziano, nel socialismo liberale allora destra e sinistra non sono equidistanti. Ciò che oggi li accumuna è il tentativo di andare al Governo senza avere un’idea chiara di Paese e di futuro. Aggregare contro invece che costruire per realizzare. </p>



<p class="has-large-font-size">È ciò che porta la destra a posizioni frantumate e imbarazzanti in Europa, è ciò che renderebbe impraticabile una politica estera, energetica, ambientale degne di questo nome con questa sinistra al governo. <strong>Allora la vera sfida è diventare soggetto che restituisce credibilità all’alternativa a questo governo. </strong>Essere perno di una opposizione che riesce a dire qualcosa di più della denuncia della deriva autoritaria ma convince gli italiani che un governo che affronta e risolve i problemi e i cambiamenti di questo tempo è possibile.</p>
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		<title>Persi di vista asset sanità, scuola e lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 16:16:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con questa legge di bilancio il governo si limita a distribuire un po&#8217; di mance e perde del tutto di vista sanità, scuola e lavoro, che sono invece gli asset fondamenti su cui Azione ha fatto le sue proposte di modifica. Se si va avanti con questo atteggiamento, mentre la sanità pubblica è al collasso, non c&#8217;è l&#8217;ombra di un piano industriale e si taglia ancora su insegnanti e ricerca, il Paese non potrà reggere ancora a lungo. Il Parlamento ha il diritto di correggere e migliorare la legge di bilancio. Serve un passaggio parlamentare vero o sarà un&#8217;occasione sprecata per il Paese. Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali e dall&#8217;altro non vedo gli effetti legati all&#8217;attuazione del Pnrr. Per approfondire le nostre proposte</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/persi-di-vista-asset-sanita-scuola-e-lavoro/">Persi di vista asset sanità, scuola e lavoro</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-cff667d2c4f3940aa484ed2b3554510b">Con questa legge di bilancio il governo si limita a distribuire un po&#8217; di mance e perde del tutto di vista sanità, scuola e lavoro, che sono invece gli asset fondamenti su cui <a href="https://www.azione.it/le-nostre-modifiche-alla-legge-di-bilancio/">Azione</a> ha fatto le sue proposte di modifica. </p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-80660b6436db437127bb00ed3272969a">Se si va avanti con questo atteggiamento, mentre la sanità pubblica è al collasso, non c&#8217;è l&#8217;ombra di un piano industriale e si taglia ancora su insegnanti e ricerca, il Paese non potrà reggere ancora a lungo.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-00ba778847077fd69f67559104388be6">Il Parlamento ha il diritto di correggere e migliorare la legge di bilancio. Serve un passaggio parlamentare vero o sarà un&#8217;occasione sprecata per il Paese.</p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-2896f86eabe36baf31162c8374386e9c">Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali e dall&#8217;altro non vedo gli effetti legati all&#8217;attuazione del Pnrr. </p>



<div class="wp-block-group alignfull has-text-color has-background" style="color:#000000;background-color:#ffffff"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div style="height:59px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color wp-elements-23e19c601499aa84ac7ef058f7f144a3" style="font-size:28px;line-height:.9">Per approfondire le nostre proposte</p>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-499968f5 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-25"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-background wp-element-button" href="https://issuu.com/azione_it/docs/contromanovra_2025_v.4?fr=xKAE9_zU1NQ" style="border-radius:50px;color:#ffffff;background-color:#022796"><strong>LEGGI QUI</strong></a></div>
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		<title>Scontro istituzionale inaccettabile, Meloni venga in aula</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 13:26:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Albania]]></category>
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		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’aula della Camera, durante tutte le fasi della costruzione del protocollo con l&#8217;Albania, abbiamo cercato di avviare una riflessione e far comprendere come quel tipo di soluzione si sarebbe rivelata un fallimento dal punto di vista economico, procedurale e dell&#8217;efficacia. Non si tratta di un conflitto istituzionale: 28 giorni per le procedure accelerate non saranno mai sufficienti. Ci sarà un continuo avanti e indietro tra il nostro Paese e l&#8217;Albania per il trasferimento dei migranti. Tuttavia, è necessario che la Presidente del Consiglio venga in Aula, poiché si è raggiunto un livello di scontro istituzionale inaccettabile: il Consiglio d&#8217;Europa ha usato parole durissime nei confronti del nostro Paese; inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato su questa questione. Questo è ormai motivo di imbarazzo per le più alte cariche dello Stato. Crediamo che la Presidente Meloni debba intervenire, non solo per fare chiarezza, ma anche per porre fine a quella che è una procedura destinata al fallimento, sia nei toni che nei termini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/scontro-istituzionale-inaccettabile-meloni-venga-in-aula/">Scontro istituzionale inaccettabile, Meloni venga in aula</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size">Nell’aula della Camera, durante tutte le fasi della costruzione del <strong>protocollo con l&#8217;Albania</strong>, abbiamo cercato di avviare una riflessione e far comprendere come quel tipo di soluzione si sarebbe rivelata un fallimento dal punto di vista economico, procedurale e dell&#8217;efficacia.</p>



<p class="has-large-font-size">Non si tratta di un conflitto istituzionale: <strong>28 giorni per le procedure accelerate non saranno mai sufficienti</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Ci sarà un continuo avanti e indietro tra il nostro Paese e l&#8217;Albania per il trasferimento dei migranti. Tuttavia, <strong>è necessario che la Presidente del Consiglio venga in Aula</strong>, poiché si è raggiunto un livello di scontro istituzionale inaccettabile: il Consiglio d&#8217;Europa ha usato parole durissime nei confronti del nostro Paese; inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato su questa questione. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Questo è ormai motivo di imbarazzo per le più alte cariche dello Stato</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Crediamo che la Presidente Meloni debba intervenire, non solo per fare chiarezza, ma anche per porre fine a quella che è una procedura destinata al fallimento, sia nei toni che nei termini.</p>



<p></p>



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<iframe loading="lazy" title="Senza troppi giri di parole: Meloni venga in Aula a riferire sulla vicenda Albania" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/EZlBEo77Kt0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>A SKY TG24 abbiamo parlato di: Medio Oriente, Ius Scholae e situazione Stellantis</title>
		<link>https://matteorichetti.it/a-sky-tg24-abbiamo-parlato-di-medio-oriente-ius-scholae-e-situazione-stellantis/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Oct 2024 13:04:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[azione]]></category>
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		<category><![CDATA[Stellantis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Israele sta dimostrando che non ci sono più linee rosse, e lo fa attraverso l&#8217;uso di specifiche definizioni: l&#8217;incursione di terra in Libano non viene definita un&#8217;occupazione, ma un intervento mirato su obiettivi strategici. La vera questione che emerge è: esiste ancora il diritto internazionale? Quando Stellantis riceve 5 miliardi dallo Stato italiano, si presenta come un&#8217;azienda italiana; ma quando si tratta di registrare marchi e brevetti, diventa francese. Chi, come Carlo Calenda, denuncia questa situazione da mesi, si ritrova con querele e il silenzio complice dei sindacati. Un gioco paradossale che si svolge a spese dei cittadini. La nostra proposta è chiara: chi lavora in Italia deve potersi regolarizzare (che non è la cittadinanza, ma uscire dalla clandestinità) per potersi costruire condizioni dignitose di vita.Per quanto riguarda la cittadinanza bisogna finirla con lo scontro tra parti: chi studia in Italia per 10 anni deve poter diventare cittadino, perché parla italiano, conosce il nostro Paese e cresce insieme ai nostri figli.</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/a-sky-tg24-abbiamo-parlato-di-medio-oriente-ius-scholae-e-situazione-stellantis/">A SKY TG24 abbiamo parlato di: Medio Oriente, Ius Scholae e situazione Stellantis</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-huge-font-size"><strong>Israele</strong> sta dimostrando che non ci sono più<strong> linee rosse</strong>, e lo fa attraverso l&#8217;uso di specifiche definizioni: l&#8217;incursione di terra in Libano non viene definita un&#8217;occupazione, ma un intervento mirato su obiettivi strategici. <br>La vera questione che emerge è: <strong>esiste ancora il diritto internazionale?</strong></p>



<figure class="wp-block-video"><video controls poster="https://matteorichetti.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Image-2024-10-10-at-15.00.15-1.jpeg" preload="auto" src="https://matteorichetti.it/wp-content/uploads/2024/10/WhatsApp-Video-2024-10-10-at-14.48.38.mp4"></video></figure>



<p class="has-huge-font-size">Quando<strong> Stellantis </strong>riceve 5 miliardi dallo Stato italiano, si presenta come un&#8217;azienda italiana; ma quando si tratta di registrare marchi e brevetti, diventa francese. Chi, come <strong>Carlo Calenda</strong>, denuncia questa situazione da mesi, si ritrova con querele e il silenzio complice dei sindacati. <br><strong>Un gioco paradossale che si svolge a spese dei cittadini.</strong></p>



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<p class="has-huge-font-size"><strong>La nostra proposta è chiara:</strong> chi lavora in Italia deve potersi regolarizzare (che non è la cittadinanza, ma uscire dalla clandestinità) per potersi costruire condizioni dignitose di vita.<br>Per quanto riguarda la cittadinanza bisogna finirla con lo scontro tra parti: <strong>chi studia in Italia per 10 anni deve poter diventare cittadino</strong>, perché parla italiano, conosce il nostro Paese e cresce insieme ai nostri figli.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/a-sky-tg24-abbiamo-parlato-di-medio-oriente-ius-scholae-e-situazione-stellantis/">A SKY TG24 abbiamo parlato di: Medio Oriente, Ius Scholae e situazione Stellantis</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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		<title>Alleanza Atlantica essenziale per la pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 08:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La replica del gruppo di Azione dopo l'informativa urgente del Ministero della Difesa sugli esiti del vertice Nato di Washington di Luglio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/alleanza-atlantica-essenziale-per-la-pace/">Alleanza Atlantica essenziale per la pace</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ministro Crosetto grazie, non solo per l&#8217;informativa, ma anche per il tono, la postura con cui l’ha resa, e anche la disponibilità ad allargare la sua riflessione, non solo al resoconto del vertice di Washington, ma alla situazione che l&#8217;Italia e il mondo sta attraversando.</p>



<p><strong>Questa discussione dovrebbe avere due grandi direttrici</strong>: una legata al ruolo della NATO dopo 75 anni dalla sua costruzione e l&#8217;altra come la NATO impatta sui molteplici, purtroppo troppi, scenari di crisi del mondo. E io credo che in realtà queste due discussioni non siano scindibili, perché le parole dei miei colleghi che portano a dare una lettura con una equazione che &#8211; chiedo scusa al collega per la semplificazione: Nato, strumenti militari e quindi strumenti che producono guerra &#8211; che è fuori da ciò che accade nella realtà. </p>



<p>Il vertice di Washington, prima di essere segnato da ogni documento, è stato segnato dal più grande attacco al più importante ospedale pediatrico in Ucraina, producendo decine e decine di morti. Fuori da ogni tipo di strumentalizzazione di una cosa così grave, io penso che ogni strumento di difesa verso gli attacchi russi che non così raramente sono rivolti a obiettivi civili, sia un punto che gli Stati che fanno parte della NATO e dell&#8217;Unione europea devono tenere con forza.</p>



<p>Io su questo punto ci voglio stare: <strong>è inutile che continuiamo a raccontare l&#8217;idea del 2% delle spese militari come un 2% che produce conflitto</strong>. Perché nessuno vuole la guerra, tutti vogliono la sicurezza, e quel 2% cosa produce? Io rimpiango di non aver potuto offrire alla popolazione Ucraina tutti gli strumenti per impedire ogni forma di attacco, perché l&#8217;attacco che sta subendo l&#8217;Ucraina non è un attacco evitabile in un documento. Allora questo è il primo punto.</p>



<p>E io sono tra quelli, condividendo una cultura democratica con tanti colleghi con i quali ho fatto pezzi di strada insieme, chissà cosa ci riserva il futuro, che <strong>quando vede bruciare una bandiera della NATO vede bruciare una bandiera della pace</strong>. Perché se voi, io so che qualcuno scuota la testa, ma se voi aveste il privilegio che questa Assemblea mi ha dato di sedere nell&#8217;<a href="https://www.nato-pa.int/">Assemblea parlamentare della NATO</a>, dove siedono colleghi di tutti i nostri gruppi, e se aveste avuto il privilegio, nell&#8217;occasione che il Presidente Cesa ha creato qualche settimana fa la base di Napoli, di vedere plasticamente tutti i punti di intervento NATO nel mondo, non c&#8217;è uno scenario di guerra, c&#8217;è solo scenario di pace, deterrenza. </p>



<p>Tirate via la NATO dai Balcani, tirate via la Nato dal Nord Africa, tirate via la NATO dal dall&#8217;Asia. E che accade? <strong>Fuori dalla NATO vuol dire fuori da uno strumento di deterrenza rispetto al conflitto. </strong>E’ uno scenario sufficiente punto di approdo? Io penso di no, penso anche che il Ministro oggi, e di questo lo voglio ringraziare perché ho trovato un uomo di Stato prima che un uomo di una parte politica, ha posto anche elementi che aprono a una discussione che riguarda la prospettiva della NATO. <strong>Perché va bene l&#8217;alleanza di Stati che garantiscono democrazia, difesa e pace ma c&#8217;è un tema di condivisione delle strategie. </strong>Perché se un membro della NATO, e la Turchia lo è, si propone di invadere Israele, c&#8217;è una questione rispetto a paesi che aderiscono alla medesima Alleanza.</p>



<p><strong>Così come la NATO deve porsi la questione di essere soggetto di relazione internazionale, e le parole del portavoce del ministro degli Esteri cinesi sono parole preoccupanti</strong>: &#8220;la NATO non è un residuo della Seconda guerra mondiale&#8221;.</p>



<p>Allora questo è secondo me un fronte che questo Parlamento e la sua delegazione in seno alla NATO, in rapporto col ministro della Difesa, devono porre. Io non mi iscrivo a quelli che devono fare il bilancio delle cose positive o delle cose negative di quel Vertice. <strong>Credo che ci siano molte questioni care a tutta l&#8217;Italia</strong> &#8211; il tema del fianco sud, il tema del sostegno alla causa Ucraina, qualche passo in avanti che è avvenuto dopo il<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/mosca-la-nato-sta-agendo-vista-un-possibile-scontro-la-russia-AGBx5pX"> G7 circa la questione del congelamento dei beni russi</a>, destinato e incastrato alla causa della ricostruzione Ucraina &#8211; ma bisogna assolutamente aumentare la dimensione strategica della NATO.</p>



<p>Poi voglio concludere, con ciò che ha posto in chiusura della sua relazione e che condivido totalmente. Ha posto dai primi giorni della crisi in Medioriente la questione dei nostri soldati dentro la missione UNIFIL oggi pone, e fa bene a farlo, alla Unione europea la questione del ruolo di quel contingente. Fatemi anche dire che, l<strong>e nostre donne e i nostri uomini in qualunque fronte impegnati sono un motivo di orgoglio che devono avere il sostegno incondizionato di questo Parlamento</strong>, e ha ragione il ministro a porsi il fatto che chi garantisce sicurezza lo deve fare in condizioni di sicurezza.</p>



<p>Ministro, per fare tutte queste cose non le posso non riservare una piccola nota critica: <strong>questo governo deve preoccuparsi di avere quell&#8217;autorevolezza che in questi giorni anche nel consesso europeo ho avuto il timore che potesse venire meno</strong>. Non mi infilo nessuna forma di polemica perché discutere della sua informativa significa discutere di come garantire sicurezza al mondo. Ma per fare questo l&#8217;Italia deve avere sì schiena dritta ma anche grande credibilità.</p>



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		<title>Non c’è nulla che tenga, se chi guida il governo prova a tenere insieme europeismo e antieuropeismo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 17:08:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro Gruppo ha sempre avuto un atteggiamento di opposizione pronta a riconoscere gli elementi che la Presidente del Consiglio ha portato prima delle comunicazioni del Consiglio europeo. Lo abbiamo fatto sui temi della politica internazionale e sui temi dell&#8217;Ucraina. Devo confessare che il discorso di oggi della Presidente Meloni è tra i più deboli e confusi, fino allo smarrimento, che io abbia ascoltato in quest&#8217;Aula. Cerco di non anteporre il giudizio alla riflessione. Cerco di offrire all&#8217;Aula le argomentazioni del perché pronuncio queste parole, però, davvero, ho trovato la Presidente del Consiglio &#8211; soprattutto quando, in replica, ci risponde che la maggioranza si vedrà in corso di legislatura &#8211; in difficoltà nel collocare la propria forza politica, il nostro Governo, il nostro Paese, nel contesto europeo. La Presidente Meloni ha parlato di una crisi di gradimento dell&#8217;Europa. Io non parlerei di gradimento, che siamo di fronte ad una profonda crisi di fiducia io credo e, non solo sull&#8217;Europa, ma anche nei partiti e nella politica. È una crisi di fiducia che arriva a contagiare quanto di più prezioso abbiamo: è la nostra democrazia. Io ho apprezzato quando, in chiusura dell&#8217;intervento iniziale della Meloni, la Premier ha pronunciato le parole...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il nostro Gruppo ha sempre avuto un atteggiamento di opposizione pronta a riconoscere gli elementi che la Presidente del Consiglio ha portato prima delle comunicazioni del Consiglio europeo.</strong> Lo abbiamo fatto sui temi della politica internazionale e sui temi dell&#8217;Ucraina. Devo confessare che il discorso di oggi della Presidente Meloni è tra i più deboli e confusi, fino allo smarrimento, che io abbia ascoltato in quest&#8217;Aula. Cerco di non anteporre il giudizio alla riflessione. Cerco di offrire all&#8217;Aula le argomentazioni del perché pronuncio queste parole, però, davvero, ho trovato la Presidente del Consiglio &#8211; soprattutto quando, in replica, ci risponde che la maggioranza si vedrà in corso di legislatura &#8211; in difficoltà nel collocare la propria forza politica, il nostro Governo, il nostro Paese, nel contesto europeo.</p>



<p><strong>La Presidente Meloni ha parlato di una crisi di gradimento dell&#8217;Europa</strong>. Io non parlerei di gradimento, che siamo di fronte ad una profonda crisi di fiducia io credo e, non solo sull&#8217;Europa, ma anche nei partiti e nella politica. È una crisi di fiducia che arriva a contagiare quanto di più prezioso abbiamo: <strong>è la nostra democrazia</strong>.</p>



<p>Io ho apprezzato quando, in chiusura dell&#8217;intervento iniziale della Meloni, la Premier ha pronunciato le parole “<em>mi batterò per difendere la democrazia anche in questo Parlamento</em>”, però <strong>vorrei invitare la Meloni a unirsi a noi a difendere la democrazia in questo Parlamento</strong>, <strong>perché c&#8217;è un problema grande se, di fronte a una provocazione legata alla consegna del tricolore ad un Ministro, si ricorre alle botte</strong>. Non solo c&#8217;è un problema di democrazia e di svolgimento dei lavori parlamentari, ma c&#8217;è un grandissimo contributo a quello che è stato il racconto della Meloni di oggi, cioè sfiducia, disaffezione e mancanza di gradimento nelle istituzioni. Eccome se c&#8217;è un contributo.</p>



<p>Rivolgo un altro appello alla Presidente Meloni, sempre in tema di difesa della democrazia. Non ha inaugurato lei la stagione del monocameralismo di fatto e della decretazione d&#8217;urgenza, un problema che viene prima dell&#8217;arrivo della Meloni alla guida di Palazzo Chigi, però stiamo raggiungendo vette complicate da tenere nel rapporto tra Parlamento ed Esecutivo, perché, <strong>se il monocameralismo non riguarda più i decreti che scadono</strong> – e, quindi, una delle due Camere fa il mestiere -, <strong>ma riguarda anche i provvedimenti senza scadenza, fino a quello fondamentale sull&#8217;autonomia</strong>, nel quale questo ramo non ha discusso, emendato e toccato il provvedimento, <strong>allora è un monocameralismo nel quale evitiamo di dirci che difendiamo la democrazia.</strong> Se la decretazione d&#8217;urgenza &#8211; legittima – riguarda, da qui al prossimo mese, prima della pausa estiva, 11 provvedimenti, non siamo all&#8217;abuso, siamo a un&#8217;Aula impegnata solo nella decretazione d&#8217;urgenza. Se si vuole difendere la democrazia anche in quest&#8217;Aula &#8211; e la Presidente conosce la dinamica del rapporto tra maggioranza e opposizione, perché l&#8217;opposizione l&#8217;ha fatta per anni &#8211; allora su queste cose ci si mette mano concretamente.</p>



<p>Se parliamo di crisi di fiducia e di gradimento dell&#8217;Europa, allora dobbiamo mettere i piedi nel piatto. La Presidente Meloni, la maggioranza, così come il sottoscritto, avrà fatto campagna elettorale per queste elezioni europee, ne ha fatto una coda anche in chiusura di campagna elettorale, va benissimo. Sarà stata, come me, dai pescatori di Sciacca e di Mazara del Vallo che denunciano esattamente quello che denuncia la Premier. <strong>Dicono: &#8220;<em>l&#8217;Europa ci sta penalizzando</em>&#8220;</strong>.</p>



<p><strong>Ci sono due problemi e la Presidente del Consiglio non se la può cavare con la denuncia. </strong>Poiché guida un Esecutivo, ha l&#8217;onere della proposta e della soluzione del problema, ma il pescatore di Sciacca, costretto ad uscire senza poter pescare e comprare il pescato dal peschereccio vietnamita, che non ha le limitazioni dell&#8217;Europa, non dice “<em>fatemi fare quello che mi pare</em>”. Dice “<em>se c&#8217;è un problema di tutela del mare e della risorsa ittica, riguarderà tutti, anche il peschereccio vietnamita</em>”.</p>



<p>È qui che la Presidente Meloni sbaglia completamente la lettura. <strong>Anche il pescatore di Sciacca vuole l&#8217;Europa in grado di incidere sulla dimensione globale, </strong>vuole che la tutela del mare non sia affidata &#8211; come ci ha proposto oggi la Meloni &#8211; alla sovranità nazionale o addirittura alle autonomie locali, ma vuole una dimensione europea forte, in grado di condizionare i problemi nella loro dimensione globale.</p>



<p>Invece, la Presidente Meloni oggi ci ha spiegato che l&#8217;Europa deve fare un po&#8217; meno e un po&#8217; meglio. Per forza che si prende dell&#8217;antieuropeista. L&#8217;Europa deve fare meno? Ma è la stessa Presidente Meloni che è andata a Tunisi a fare un lavoro &#8211; che riconosco prezioso &#8211; e tornando a casa mi ha spiegato che ha chiuso rapporti e accordi importanti sulle energie e le imprese, che viene a dirmi che va bene l&#8217;autonomia, che a Tunisi ci porta venti presidenti di regione a fare le intese sull&#8217;energia e sulle imprese?</p>



<p><strong>C&#8217;è qualcosa che non va. </strong>C&#8217;è qualcosa che non va sull&#8217;idea di impianto delle istituzioni, da quelle europee a quelle legate alle autonomie locali. Non c&#8217;è ars oratoria del mio collega Lupi che tenga, perché si può anche venire a rivendicare il 53% dei consensi &#8211; certo, penso che la Presidente del Consiglio abbia un altro onere, quello di dire, da Capo del Governo, come affronta i problemi che ha davanti, ma, se non prende quella via, c&#8217;è la via più facile del dire “<em>le forze di maggioranza hanno preso il 53% dei consensi</em>”.</p>



<p><strong>Ma se alla tua destra hai Tajani che dice “sì al MES” e alla sinistra hai Salvini che dice “no al MES”, puoi anche avere preso il 70% dei consensi, dopodiché non hai la soluzione di fronte ad un problema. </strong>Prendo il MES perché potrei prendere l&#8217;atteggiamento che avranno domani rispetto alla proposta della von der Leyen, Presidente della Commissione. Tajani dice “sì”, Salvini dice “no” e veniamo in Aula a raccontarci che, però, c&#8217;è il 53% di consensi. Per forza che siamo allo stallo. <strong>Non credo che la Meloni porti all&#8217;irrilevanza dell&#8217;Italia in Europa, ma la porta nell&#8217;incapacità di avere una posizione chiara e netta</strong>, che è quella che manca al nostro Paese. È questo il problema che ci troviamo ad affrontare domani.</p>



<p>Allora, uno può anche apprezzare l&#8217;elemento di analisi, ma arriva, dopo un anno e mezzo abbondante di Governo, il tempo delle soluzioni, delle proposte. Certo che ho apprezzato la denuncia fortissima di quanto è accaduto a Satnam Singh, certo che ci uniamo in una roba che è raccapricciante anche solo da raccontare, ma il punto è un altro: <strong>siamo pronti a riconoscere il fatto che chi lavora in questo Paese va portato in condizioni di legalità?</strong></p>



<p>Siamo pronti a dirci che è una legislazione che, ancora oggi, di fronte ad un lavoro e ad una occupazione trovata, quel lavoro ti fa uscire da una condizione di illegalità e di sommerso? Perché il problema non è sfidarci sul piano ideologico del superamento della Bossi-Fini &#8211; che è necessario, perché anacronistico, perché anche Lollobrigida, negli scarsi momenti di lucidità, riconosce che 500.000 immigrati servono alla nostra agricoltura -, ma il non essere in grado di unirci, se non di fronte al dramma e alla vergogna del caporalato utilizzato.<strong> È un caporalato che vede qualche datore di lavoro alzare le mani e dire “<em>vorrei regolarizzare, ma non posso per legge</em>”.</strong> Ma glielo togliamo questo alibi? Diciamo che può regolarizzare un lavoratore immigrato che si trova sul suolo italiano e trova da lavorare. Perché su questo terreno non c&#8217;è la capacità di mettere insieme maggioranza e opposizione?</p>



<p>E allora, domani inizia un Consiglio europeo che apre questa legislatura. Ho molto chiaro quale sarà la posizione del Primo Ministro tedesco, quella che sarà la posizione del Presidente francese, del Primo Ministro spagnolo. Ho meno chiara quale sarà la posizione del nostro Primo Ministro. <strong>Non c&#8217;è premierato che tenga, non c&#8217;è racconto di un Capo del Governo con poteri diversi che tenga, se chi guida il Governo prova a tenere insieme europeismo e antieuropeismo.</strong> Questo l&#8217;Italia non se lo può permettere.</p>



<p></p>



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