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	<title>salario minimo Archivi - Matteo Richetti</title>
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	<title>salario minimo Archivi - Matteo Richetti</title>
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		<title>Intervista per Il Tempo: &#8220;Grazie a noi questo tema è entrato nell&#8217;agenda del governo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 16:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>29/07/2023 &#8211; IL TEMPO(Il Capogruppo di Azione-Iv alla Camera spiega come raggiungere un&#8217;intesa) “Questa è la vittoria del riformismo di Carlo Calenda in una vicenda che non si è ancora conclusa. Si sta delineando già per la prossima settimana un incontro con Giorgia Meloni, con il salario minimo che entra così nell’agenda politica del governo”. E’ soddisfatto il capogruppo di Azione-Italia viva alla Camera, Matteo Richetti, in merito alla richiesta di sospensiva di 60 giorni, depositata dalla maggioranza, dell’esame nell’Aula di Montecitorio della proposta di legge delle opposizioni, tranne Iv, sul salario minimo. Onorevole Richetti, quali sono le condizioni perché il confronto con l’esecutivo possa continuare?&#160; “Voglio essere molto chiaro: se al primo incontro Meloni ci dice di essere molto interessata al tema, ma che non si va oltre i 7-8 euro l’ora, allora mi alzo e vado via. Se, invece, il presidente del Consiglio propone una legge complessiva sulla rappresentanza, che elimini tutta la contrattazione pirata e i sindacati autonomi, allora quello è un lavoro che non so se possono essere sufficienti i 20 giorni di settembre che si sono presi di tempo. Le opposizioni partivano da cinque testi di legge e sono arrivate ad uno solo, di grandissimo...</p>
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<p>29/07/2023 &#8211; <a href="https://www.iltempo.it/">IL TEMPO</a><br>(Il Capogruppo di Azione-Iv alla Camera spiega come raggiungere un&#8217;intesa)</p>



<p>“Questa è la vittoria del riformismo di Carlo Calenda in una vicenda che non si è ancora conclusa. Si sta delineando già per la prossima settimana un incontro con Giorgia Meloni, con il salario minimo che entra così nell’agenda politica del governo”. E’ soddisfatto il capogruppo di Azione-Italia viva alla Camera, Matteo Richetti, in merito alla richiesta di sospensiva di 60 giorni, depositata dalla maggioranza, dell’esame nell’Aula di Montecitorio della proposta di legge delle opposizioni, tranne Iv, sul salario minimo.</p>



<p><strong>Onorevole Richetti, quali sono le condizioni perché il confronto con l’esecutivo possa continuare?&nbsp;</strong></p>



<p>“Voglio essere molto chiaro: se al primo incontro Meloni ci dice di essere molto interessata al tema, ma che non si va oltre i 7-8 euro l’ora, allora mi alzo e vado via. Se, invece, il presidente del Consiglio propone una legge complessiva sulla rappresentanza, che elimini tutta la contrattazione pirata e i sindacati autonomi, allora quello è un lavoro che non so se possono essere sufficienti i 20 giorni di settembre che si sono presi di tempo. Le opposizioni partivano da cinque testi di legge e sono arrivate ad uno solo, di grandissimo equilibrio, che io rivendico con forza. La maggioranza, con quale proposta arriva? Quella di Forza Italia, e di Antonio Tajani, è una proposta unitaria del centrodestra?”. &nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Intanto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, osserva che la vostra proposta di legge sul salario minimo la pagheranno i contribuenti…&nbsp;</strong></p>



<p>“Voglio solo ricordare che qualche anno fa, con un’inflazione allo zero per cento, con salari che non venivano divorati da un’inflazione a doppia cifra, l’allora segretario del Pd, Renzi, fece una proposta identica alla nostra. Renzi, che io conosco piuttosto bene, esattamente come Nanni Moretti, si è chiesto se si vedeva di più se c’era anche lui in questa partita o se ne era escluso. Dal governo alle opposizioni, la questione del salario minimo c’è, ed era presente anche nel nostro programma elettorale: e non siamo andati ad elezioni Politiche dieci anni fa”.</p>



<p><strong>Altro tema in primo piano la delega fiscale, su cui Azione-Iv ha votato a favore alla Camera.</strong></p>



<p>“Abbiamo approvato la delega fiscale perché riprende l’impianto della delega fiscale di Mario Draghi. Siamo riusciti, poi, a fare un lavoro sui fringe benefit, sulla detassazione della produttività. Renzi dice che con questa delega fiscale Meloni e Salvini mettono le mani nelle tasche degli italiani? Rispondo che in questa delega fiscale noi abbiamo portato a casa due risultati: non c’è, infatti, sostanzialmente traccia della flat tax né di sanatorie”.</p>



<p><strong>Lei è particolarmente critico sulla gestione del fenomeno migratorio da parte del governo. &nbsp;</strong></p>



<p>“Nessuno parla più degli sbarchi, di quante persone stiano arrivando, complice il bel tempo. Io penso che il fenomeno della immigrazione clandestina, della tratta degli esseri umani debba essere contrastato, ma che non si stia facendo nulla per gestire i processi di integrazione”. &nbsp;</p>



<p><strong>Come si svilupperanno i rapporti tra Azione ed Italia viva anche in vista delle prossime elezioni Europee? &nbsp;</strong></p>



<p>“Da capogruppo a Montecitorio, dico che tra di noi c’è un lavoro parlamentare efficace. Il punto, molto semplice, è che si è interrotto il percorso di unificazione dei due partiti. Non mi scandalizzerei se la competizione elettorale proporzionale europea fosse affrontata anche dalle singole liste. Questa, comunque, è una stagione in cui i riformisti, se sanno guardare al futuro, possono svolgere un ruolo fondamentale”.     </p>



<p>Articolo di Pierpaolo La Rosa</p>
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		<title>La nostra battaglia per il salario minimo</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Aug 2023 16:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una quotidianità che questo Parlamento non può ignorare: i tassi si alzano, l’inflazione galoppa e chi è povero è sempre più povero. Di per sé sarebbero già condizioni necessarie e sufficienti per intervenire a sostegno dei salari bassi, tanto più che noi come Azione abbiamo presentato una proposta di legge insieme alle altre opposizioni. Il salario minimo come una garanzia minima che contrasti ogni tipo di sfruttamento in fase di contrattazione per 3,5 milioni di persone che lavorano per meno di 9€ all’ora. Siamo l’unico Paese del G7 che non assicura ai propri cittadini una soglia retributiva dignitosa. A chi sostiene che “le urgenze per i cittadini sono bel altre” rispondiamo così: come si assicura una vita dignitosa a chi guadagna 640€ al mese? L’Ocse, inoltre, sottolinea che, mentre in Germania e in Francia aumentavano rispettivamente del 33% e del 31%, l’Italia è l’unico paese europeo in cui la media degli stipendi è diminuita del 2,9% negli ultimi trent’anni. In Italia, inoltre, 4,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 9 euro all’ora &#8211; in particolare nei settori della logistica, della ristorazione, del turismo e della cura. Il rapporto Oxfam sul lavoro povero ha dato un’immagine inclemente delle condizioni di...</p>
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<p>C’è una quotidianità <strong>che questo Parlamento non può ignorare:</strong> i tassi si alzano, l’inflazione galoppa e chi è povero è sempre più povero. Di per sé sarebbero già condizioni necessarie e sufficienti per intervenire a sostegno dei salari bassi, tanto più che noi come Azione abbiamo presentato una proposta di legge insieme alle altre opposizioni.</p>



<p>Il<strong> salario minimo</strong> come una garanzia minima che contrasti ogni tipo di sfruttamento in fase di contrattazione per 3,5 milioni di persone che lavorano per meno di 9€ all’ora. <strong>Siamo l’unico Paese del G7 che non assicura ai propri cittadini una soglia retributiva dignitosa</strong>. A chi sostiene che “le urgenze per i cittadini sono bel altre” rispondiamo così: come si assicura una vita dignitosa a chi guadagna 640€ al mese?</p>



<p>L’Ocse, inoltre, sottolinea che, mentre in Germania e in Francia aumentavano rispettivamente del 33% e del 31%, l’Italia è l’unico paese europeo in cui la media degli stipendi è diminuita del 2,9% negli ultimi trent’anni. <strong>In Italia, inoltre, 4,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 9 euro all’ora</strong> &#8211; in particolare nei settori della logistica, della ristorazione, del turismo e della cura. Il rapporto Oxfam sul lavoro povero ha dato un’immagine inclemente delle condizioni di lavoro in questi settori, mostrando come l’incidenza dei lavoratori con basse retribuzioni sia in continua crescita.</p>



<p><strong>Gli unici paesi europei che non hanno introdotto il salario minimo sono Italia, Austria, Finlandia e Svezia</strong>. Ma in questi ultimi tre paesi i salari sono cresciuti e solo una piccola percentuale di lavoratori non gode di contratti collettivi. In Italia, invece, l’Ocse calcola che dal 1990 al 2020 il salario medio di un lavoratore è sceso del 2,9%. Inoltre nel 2020 la percentuale di lavoratori privi di contratti collettivi era di oltre il 55%. Nello stesso periodo in Francia e Germania i salari medi sono cresciuti di più del 30%.</p>



<p></p>



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<p></p>



<p>La proposta&nbsp;<strong>avrà un impatto su circa 3,5 milioni di lavoratori, di cui in larga parte donne e giovani</strong>. L&#8217;urgenza dell&#8217;introduzione di un salario minimo<strong>&nbsp;è anche motivata dalle dinamiche legate all&#8217;inflazione</strong>. Come sottolineato dalla Banca d&#8217;Italia, l&#8217;aumento dei prezzi nel 2022 per il quinto più povero della popolazione, tenuto conto del diverso paniere di consumo, è stato pari al 17.9%. Per questa fascia di persone l&#8217;inflazione è maggiore di oltre il 70% rispetto all&#8217;aumento dei prezzi che ha riguardato il quinto più ricco della popolazione. <strong>Tale misura è inoltre coerente con quanto già presente nei principali paesi europei</strong>.</p>



<p><strong>Il lavoro povero è un’“emergenza sociale”</strong>: i lavoratori poveri erano circa 3 milioni prima della pandemia e oggi sono oltre 3,5 milioni. Facciamo che la politica non sia un problema e <strong>approviamo insieme la legge sul salario minimo</strong>.</p>



<p></p>



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		<title>Le 4 proposte di Azione per Governo e Opposizioni</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 17:21:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Essere in Azione non è solo uno slogan, e non perché io metta in dubbio l’efficacia del loro utilizzo. Basta che se ne faccia un corretto uso, e non un abuso. Essere in Azione rappresenta un obiettivo, quello di avere proposte per fornire le soluzioni e gli strumenti alla politica per agire nell’interesse di chi ci affida il voto, di quanti “prestano” attenzione alle nostre proposte non in quanto demolizione pura di tutto ciò che è stato fatto e che non proviene da noi, ma come una conciliazione delle idee, anche quando opposte. L’esperienza del terzo polo è un “moto a luogo” che trae ispirazione proprio in questo, essere un’alternativa si, ma disposta a discutere, dialogare, costruire, e non contraria a prescindere. Parto da questa premessa per parlare delle quattro proposte presentate da Azione, due per la maggioranza e due per le opposizioni “diverse da noi” (PD, M5S, Verdi/Sinistra Italiana, Europa), una delle quali già presentata come proposta di Legge, che è quella sull’introduzione di un salario minimo. Quattro proposte che riguardano la sfera dei diritti, che dovrebbero essere acquisiti come tali e che spesso, al contrario, ledono la dignità delle persone, anche quando sanciti dalla nostra Costituzione (diritto alla...</p>
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<p>Essere in Azione non è solo uno slogan, e non perché io metta in dubbio l’efficacia del loro utilizzo.</p>



<p>Basta che se ne faccia un corretto uso, e non un abuso.</p>



<p><strong>Essere in Azione</strong> rappresenta un obiettivo, quello di avere proposte per fornire le soluzioni e gli strumenti alla politica per agire nell’interesse di chi ci affida il voto, di quanti “prestano” attenzione alle nostre proposte non in quanto demolizione pura di tutto ciò che è stato fatto e che non proviene da noi, ma come una conciliazione delle idee, anche quando opposte.</p>



<p>L’esperienza del terzo polo è un “moto a luogo” che trae ispirazione proprio in questo, essere un’alternativa si, ma disposta a discutere, dialogare, costruire, e non contraria a prescindere.</p>



<p>Parto da questa premessa per parlare delle quattro proposte presentate da Azione, due per la maggioranza e due per le opposizioni “diverse da noi” (PD, M5S, Verdi/Sinistra Italiana, Europa), una delle quali già presentata come proposta di Legge, che è quella sull’introduzione di un salario minimo.</p>



<p><strong>Quattro proposte che riguardano la sfera dei diritti,</strong> che dovrebbero essere acquisiti come tali e che spesso, al contrario, ledono la dignità delle persone, anche quando sanciti dalla nostra Costituzione (diritto alla Salute e dignità del lavoratore).</p>



<p>La prima proposta riguarda <strong>l’introduzione del salario minimo, </strong>una legge che vuol restituire dignità agli oltre 2,2mln di lavoratori dipendenti che guadagnano meno di 9 euro l’ora(inclusi tredicesima e TFR). Il salario minimo a 9€/ora deve essere comprensivo, oltre che della tredicesima e del TFR, anche del c.d. “salario differito” (es: sanità integrativa) e degli eventuali benefit accessori (es: buoni pasto), e si applica a tutti i lavoratori dipendenti e a tutti i lavoratori saltuari e parasubordinati i cui corrispettivi economici sono determinati su base oraria.</p>



<p>Per finanziare questa manovra noi proponiamo di abolire le tasse sui premi di produttività fino a seimila euro l’anno e di non tassare gli aumenti salariali derivanti dalla contrattazione di secondo livello.</p>



<p>La seconda riguarda la <strong>Sanità</strong> e vuole sanare quello che è diventato un mancato rispetto ad un articolo della nostra Costituzione &#8211; il numero 32 &#8211; che sancisce la tutela la salute come fondamentale diritto dell&#8217;individuo e interesse della collettività.</p>



<p>Non si può parlare di tutela di un diritto quando u<strong>n sistema sanitario frazionato e mal funzionante obbliga ad una spesa di 40 mld di euro in sanità privata,</strong> “spesi” per aggirare una lista di attesa media di 24 mesi e il disagio (per la salute) di 98 milioni di prestazioni sanitarie non effettuate.</p>



<p><strong>Noi proponiamo di abbattere le liste di attesa e smaltire 30 milioni di visite ambulatoriali in arretrato</strong> investendo 10 miliardi di euro, che possono essere coperti con gli 11 miliardi di euro derivanti da maggiori entrate ottenuta con la crescita economica (superiore alle previsioni iniziali) e minori spese, come per esempio il minor costo dell’energia e la contabilizzazione dei crediti di imposta edilizi negli anni precedenti. Per le restanti 68 milioni di prestazioni proponiamo di affidare alle strutture accreditate le prestazioni che il pubblico non riesce a erogare in 60 giorni.</p>



<p>E poi bisogna <strong>restituire dignità al lavoro di medici e infermieri</strong>, aumentando le indennità, aumentando il personale in qualità e quantità, vietando la pratica dei “dottori a gettone” e assumendo i medici specialisti in formazione sin dal primo anno.&nbsp;</p>



<p>Dobbiamo <strong>diminuire drasticamente gli accessi impropri al Pronto Soccorso</strong> potenziando l’attivazione di gestione domiciliare, e ridurre i tempi di attesa dei posti letto in reparto.</p>



<p><strong>Al Governo invece chiediamo di ripristinare il piano Impresa 4.0, </strong>che nel 2017 portò un aumento del 10% degli investimenti, una crescita bloccata oggi dalla decisione di eliminare il credito di imposta per i beni strumentali, dimezzando e le aliquote del credito di imposta per i beni strumentali innovativi.</p>



<p><strong>La nostra proposta</strong>, corredata come sempre da una o più soluzioni applicative, <strong>è di utilizzare una parte dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza previsti per il 2023 e 2024</strong>, ripristinando l’iper ammortamento (250%) per i beni strumentali innovativi e il super ammortamento (130%) per i beni strumentali nuovi; la misura costerebbe 6,6, miliardi all’anno a cui aggiungere i 4,5 miliardi di euro per estendere gli incentivi previsti per i beni tecnologicamente avanzati agli investimenti per la transizione ecologica.</p>



<p>Sempre con i fondi del Pnrr si potrebbe potenziare per 400 milioni di euro il credito di imposta per ricerca e sviluppo (dimezzato quest’anno) e reintrodurre il credito “formazione 4.0” il cui costo è di 150 milioni l’anno.</p>



<p>Infine <strong>Casa Italia, </strong>il cui dipartimento dal 2014 ha permesso l’apertura e la chiusura di 1445 cantieri per contrastare il rischio idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche.</p>



<p>Un investimento di 1,5 miliardi di euro che però è stato interrotto dal governo Conte I nel 2018, nonostante il 93,9% dei comuni in Italia abbiano aree al loro interno a rischio frane, alluvioni o erosione costiera, e il 18,4% del territorio nazionale sia classificato a pericolosità frane elevata o molto elevata.</p>



<p>Al Governo Meloni chiediamo di ripristinare il dipartimento Casa Italia con la struttura di missione Italia Sicura.</p>



<p></p>



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