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	<title>draghi Archivi - Matteo Richetti</title>
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	<title>draghi Archivi - Matteo Richetti</title>
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		<title>Intervista per il Quotidiano Nazionale: &#8220;Pronti a un governo di unità nazionale. Letta? È estremista&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Sep 2022 16:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il presidente di Azione corregge il tiro sull’appoggio al centrodestra: &#8220;Non saremo la loro stampella. Il Pd guarda a sinistra, noi speriamo in Draghi. E siamo pronti a fare la nostra parte per uscire dalle secche della crisi&#8221;. Roma, 7 settembre 2022&#160; &#8211;&#160;Matteo Richetti, giusto qualche ora fa Carlo Calenda ha buttato giù una frase che ha destato non poco stupore. E, dunque, cosa vorrebbe dire che Azione sarebbe anche pronta a fare un’alleanza con la Meloni, ma non con Letta? &#8220;Piano con le interpretazioni; non ha detto proprio così. Lui ha detto una frase che è stata mal interpretata e poi infatti l’ha chiarita. Diceva che in questo momento drammatico – di inflazione, gas alle stelle, aziende che chiudono e richieste di cassa integrazione – che non si sa nemmeno quanto potrà durare, se in questo quadro si dovesse formare un governo di unità nazionale, noi saremmo pronti a raccogliere quella sfida&#8230;&#8221; Non cambia granché, Richetti: avete detto – Calenda ha detto – che in caso di necessità andrebbe bene Meloni ma non Letta… &#8220;Perché Letta in questo momento non comprendiamo dove stia andando. Il Paese è sull’orlo del precipizio e Letta continua a portarsi nello zaino Bonelli e...</p>
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<p>Il presidente di Azione corregge il tiro sull’appoggio al centrodestra: &#8220;Non saremo la loro stampella. Il Pd guarda a sinistra, noi speriamo in Draghi. E siamo pronti a fare la nostra parte per uscire dalle secche della crisi&#8221;.</p>



<p>Roma, 7 settembre 2022&nbsp; &#8211;&nbsp;<strong>Matteo Richetti, giusto qualche ora fa Carlo Calenda ha buttato giù una frase che ha destato non poco stupore. E, dunque, cosa vorrebbe dire che Azione sarebbe anche pronta a fare un’alleanza con la Meloni, ma non con Letta?</strong></p>



<p>&#8220;Piano con le interpretazioni; non ha detto proprio così. Lui ha detto una frase che è stata mal interpretata e poi infatti l’ha chiarita. Diceva che in questo momento drammatico – di inflazione, gas alle stelle, aziende che chiudono e richieste di cassa integrazione – che non si sa nemmeno quanto potrà durare, se in questo quadro si dovesse formare un governo di unità nazionale, noi saremmo pronti a raccogliere quella sfida&#8230;&#8221;</p>



<p><strong>Non cambia granché, Richetti: avete detto – Calenda ha detto – che in caso di necessità andrebbe bene Meloni ma non Letta…</strong></p>



<p>&#8220;Perché Letta in questo momento non comprendiamo dove stia andando. Il Paese è sull’orlo del precipizio e Letta continua a portarsi nello zaino Bonelli e Fratoianni e delle parole d’ordine di sinistra-sinistra che uno come Provenzano sembra un estremista di destra. Insomma, questo Pd è irriconoscibile anche per chi lo ha votato e ci ha militato dentro fino a ieri. È incomprensibile, sul serio, quello che sta facendo il segretario del Pd. Per questo guardiamo da quella parte con grande perplessità&#8221;.</p>



<p><strong>Ce l’avete con Letta perché ha parlato di allargare il reddito di cittadinanza?</strong></p>



<p>&#8220;Macché, su, non scherziamo. Azione è proiettata verso un risultato elettorale a doppia cifra e di fronte a un’emergenza nazionale e a un centrodestra che al Senato, alla fine, in virtù della legge elettorale e del taglio dei parlamentari, potrebbe trovarsi con una maggioranza che sta in bilico per un numero molto esiguo di eletti, ebbene, noi saremmo pronti a prenderci le nostre responsabilità. Non possiamo lasciare l’Italia appesa ad un filo in una situazione di emergenza come quella che viviamo e vivremo&#8221;.</p>



<p><strong>Parliamoci chiaro: voi volete un ritorno di Draghi ma, nella sostanza, perché Draghi si dovrebbe prestare una seconda volta dopo essere stato bruciato in quel modo senza per altro la sfiducia del Parlamento? Chi glielo fa fare?</strong></p>



<p>&#8220;Noi evochiamo Draghi, ma quando parliamo di Draghi vediamo soprattutto un modello di governo. E comunque, qualora Draghi rifiutasse, noi abbiamo personalità all’altezza del compito di proseguire nel solco tracciato dal Presidente del Consiglio. E se serve, anche la nostra leadership è a disposizione del Paese&#8221;</p>



<p><strong>Richetti, è comunque sempre quell’ipotesi di un possibile governo con il centrodestra che in queste ore sta creando un dibattito acceso…</strong></p>



<p>&#8220;Allora la faccio ancor più breve; se qualcuno si immagina che Azione possa fare la stampella del centrodestra se lo può dimenticare. Calenda lo ha detto chiaramente: ‘Un governo con Meloni? Ma quando mai. Anche perché sarebbe un controsenso a quanto fatto finora’, ha spiegato in questa dichiarazione. ‘Io ho detto una cosa diversa: se io fossi Giorgia Meloni che non ho grande esperienza, direi meglio andare avanti con Draghi. Non lo farà mai, amen’. Ecco, più chiaro di così…&#8221;</p>



<p><strong>Anche perché c’è un problema che non è solo rappresentato dalla Meloni, ma anche da Salvini, a partire dall’ambiguità del leader del Carroccio sulla questione della politica estera, questo tentennamento sulle sanzioni…</strong></p>



<p>&#8220;Su questo noi non abbiamo alcuna ambiguità, la nostra linea è chiara e quanto a Salvini, penso che alla fine proprio in virtù delle loro distanze interne su temi fondamentali come la guerra e il gas, il centrodestra, anche vincitore, non potrà andare troppo lontano&#8221;.</p>
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		<title>Presidente, resista!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2022 15:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[draghi]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 giugno sono intervenuto in Aula rivolgendomi a Mario Draghi con l’esortazione “Presidente, resista!”. Era chiaro a tutti ciò che stava succedendo. Oggi più che mai, ribadisco al Premier: resista! L’Italia merita il suo impegno anche per porre fine a questo indecoroso teatrino. Basta col chiacchiericcio degli amici di Orban, di Putin e dei finti sostenitori del Governo Draghi. E basta a chi antepone i propri interessi a quelli del Paese. Draghi resista, perché ha ridato credibilità internazionale all’Italia e detta l’agenda in Europa: se l’Ucraina non si riuscirà a difendere, non ci saranno né pace né futuro. Ora è il momento di correre: sull’energia, sugli investimenti, sul PNRR. Su questo Azione risponderà sempre presente.</p>
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<p>Il 21 giugno sono intervenuto in Aula rivolgendomi a Mario <a href="https://www.facebook.com/watch/hashtag/draghi?__eep__=6%2F&amp;__tn__=*NK">Draghi</a> con l’esortazione “Presidente, resista!”. </p>



<p>Era chiaro a tutti ciò che stava succedendo. Oggi più che mai, ribadisco al Premier: resista! L’Italia merita il suo impegno anche per porre fine a questo indecoroso teatrino. Basta col chiacchiericcio degli amici di Orban, di Putin e dei finti sostenitori del Governo Draghi. E basta a chi antepone i propri interessi a quelli del Paese. </p>



<p>Draghi resista, perché ha ridato credibilità internazionale all’Italia e detta l’agenda in Europa: se l’Ucraina non si riuscirà a difendere, non ci saranno né pace né futuro. Ora è il momento di correre: sull’energia, sugli investimenti, sul PNRR. </p>



<p>Su questo <a href="https://www.azione.it/">Azione</a> risponderà sempre presente.</p>



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		<title>Intervista per il Riformista: Serve un partito riformista da Giorgio Gori a Mara Carfagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2021 14:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[politiche 2023]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Matteo Richetti è co-fondatore di Azione. Un passato nel Pd (quello col marchio Doc, Sassuolo e Modena), ex renziano, oggi è il braccio destro di Carlo Calenda con il pallino dell’organizzazione. Da Senatore – si dice sia stato il più giovane a Palazzo Madama – ha provato a far passare una legge sul riordino dei partiti improntata a dare un senso compiuto all’articolo 49 della Costituzione. Prevedeva trasparenza, scalabilità e regole certe per la democrazia interna: i veti – soprattutto, ma non solo – dei Cinque Stelle affossarono il tentativo. Sono maturi i tempi per lavorare a un partito unico dei riformisti liberali?Ogni giorno dico a Carlo (Calenda, ndr) che dobbiamo dare vita a un grande partito liberale, democratico e popolare che duri dopo di noi e dia all’Italia un grande spazio di aggregazione, come dice la Costituzione. Inizieremo con il nuovo ciclo di Azione a fare congressi, ad aprire comitati regionali e cittadini, sedi sul territorio, il tesseramento. Non un partito del leader ma un partito con un leader. Senza comitati elettorali ma con strumenti e piattaforme digitali che possano garantire modalità di interazione veloce, capaci di mettere insieme i seicento gruppi spontanei che oggi sono sorti in tutta...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/intervista-per-il-riformista-serve-un-partito-riformista-da-giorgio-gori-a-mara-carfagna/">Intervista per il Riformista: Serve un partito riformista da Giorgio Gori a Mara Carfagna</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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<p>Matteo Richetti è co-fondatore di Azione. Un passato nel Pd (quello col marchio Doc, Sassuolo e Modena), ex renziano, oggi è il braccio destro di Carlo Calenda con il pallino dell’organizzazione. Da Senatore – si dice sia stato il più giovane a Palazzo Madama – ha provato a far passare una legge sul riordino dei partiti improntata a dare un senso compiuto all’articolo 49 della Costituzione. Prevedeva trasparenza, scalabilità e regole certe per la democrazia interna: i veti – soprattutto, ma non solo – dei Cinque Stelle affossarono il tentativo.</p>



<p><strong>Sono maturi i tempi per lavorare a un partito unico dei riformisti liberali?</strong><br>Ogni giorno dico a Carlo (Calenda, ndr) che dobbiamo dare vita a un grande partito liberale, democratico e popolare che duri dopo di noi e dia all’Italia un grande spazio di aggregazione, come dice la Costituzione. Inizieremo con il nuovo ciclo di Azione a fare congressi, ad aprire comitati regionali e cittadini, sedi sul territorio, il tesseramento. Non un partito del leader ma un partito con un leader. Senza comitati elettorali ma con strumenti e piattaforme digitali che possano garantire modalità di interazione veloce, capaci di mettere insieme i seicento gruppi spontanei che oggi sono sorti in tutta Italia.</p>



<p><strong>Un tassello di quel centro che già da ora darà un contributo per individuare un profilo per il Colle.</strong><br>Oggi Draghi sta facendo il presidente del Consiglio in maniera straordinaria e spero che continui a farlo fino a che sarà possibile. Faccio tre nomi: Paolo Gentiloni, Pierferdinando Casini, Marta Cartabia. Tre di quelli che sentiamo a noi più vicini. Sgomberiamo il campo dagli equivoci, comunque; Draghi rimane a Palazzo Chigi e si voterà alle politiche nel 2023.</p>



<p><strong>Azione vuole fare il partito di Draghi?</strong><br>Lo siamo già, il partito di Draghi. Io sono stato a delle consultazioni in cui il Pd diceva Conte o voto, il M5S diceva Conte o Conte. Noi dicemmo: ci vuole una personalità dall’alto profilo internazionale, fuori da questi partiti. Non ho il problema di Letta, che oggi se lo deve intestare. Lo abbiamo invocato quando non andava di moda. Ma non è un uomo di parte e non sarà in campo alle politiche. Dunque le forze che si richiamano dentro al perimetro europeista devono porsi il problema di un diverso approccio. Perché Forza Italia e Pd in Europa guardano alla Von der Leyen e in Italia si fanno distrarre da Giorgia Meloni e Rocco Casalino? Noi vogliamo costruire un’esperienza di governo solida, di legislatura, ancorata all’Europa.</p>



<p><strong>Brunetta nell’intervista a Repubblica ha certificato l’apertura di una nuova fase per una parte dei forzisti…</strong><br>Le vorrei far vedere piuttosto un’altra cosa: quante persone abbandonano Forza Italia per entrare in Azione, da tutta Italia. Molte persone che dopo aver militato in quel partito, anche prima che parlasse Brunetta, si sono poste il problema della loro permanenza in termini risolutori. Il problema per la destra moderata e liberale è che è tagliata del tutto fuori dall’Europa.</p>



<p><strong>C’è una interlocuzione?</strong><br>Ho una interlocuzione quotidiana con i colleghi di queste aree, con quella sensibilità dentro Forza Italia. Dal Quirinale in poi ci sarà un profondo riposizionamento non dei singoli ma dell’intera proposta politica italiana. Ormai la marginalità dei Cinque Stelle è nelle cose, Di Maio può scriverci tutti i libri che vuole ma questo Paese ha capito che dalle difficoltà si esce con pragmatismo, buon senso e Agenda Draghi. Noi ce lo abbiamo talmente chiaro che su questo costruiamo le politiche del 2023.</p>



<p><strong>Quali caratteristiche dovrebbe avere quello che chiamate fronte repubblicano?</strong><br>Una coalizione liberaldemocratica e riformista che si allarga a chi fa riferimento a culture politiche chiare e serie che fanno dello Stato una presenza solida e regolatrice e non un attore di senza snaturare l’idea dello Stato liberale. Una coalizione che si rifaccia a una cultura garantista, che faccia del lavoro l’architrave e lo strumento per tirare fuori le persone dal disagio.</p>



<p><strong>Aperta a sinistra, come vuole la sua storia.</strong><br>Se mi costringete a ragionare con le vecchie logiche della politica, non ne usciamo. Io mi sento più a sinistra di tutto il Pd messo insieme. Azione è nata invocando scuola pubblica e sanità pubblica, figuriamoci. Ed è il partito che cresce, in questa area, di più. Non solo nei sondaggi, come dimostra il 20% di Roma.</p>



<p><strong>Chi c’è nel suo dream team?</strong><br>Andiamo verso una riaggregazione complessiva, non verso una somma di sigle. Spero che da domani si dia vita a un unico grande partito con dentro Mara Carfagna, Giorgio Gori, Tommaso Nannicini. Senza più chiedersi da dove si viene, ma dove si sta andando.</p>



<p><em><a href="https://www.ilriformista.it/intervista-a-matteo-richetti-serve-un-partito-riformista-da-giorgio-gori-a-mara-carfagna-257081/">Il Riformista</a></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/intervista-per-il-riformista-serve-un-partito-riformista-da-giorgio-gori-a-mara-carfagna/">Intervista per il Riformista: Serve un partito riformista da Giorgio Gori a Mara Carfagna</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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