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	<title>Camera dei Deputati Archivi - Matteo Richetti</title>
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	<title>Camera dei Deputati Archivi - Matteo Richetti</title>
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		<title>Azione è nata per riportare nel Parlamento il valore del merito, della coerenza e dell’interesse nazionale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 10:56:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ho ascoltato la Presidente Meloni al Senato e la sua replica qui in Aula.Ritengo che oggi abbia espresso al meglio la propria posizione, in un contesto complesso come quello che il Paese e il Governo stanno affrontando. È evidente la difficoltà di mantenere una linea coerente in una maggioranza che ogni giorno si divide su questioni fondamentali: dal sostegno a Putin o a Zelensky, al MES, alla tassa sugli extraprofitti delle banche, fino ai voti contrapposti sulla Presidente von der Leyen. La Presidente rivendica un’unità che è certamente faticosa da tenere insieme, poiché comprende posizioni profondamente divergenti. Apprezzo la chiarezza con cui, nel suo intervento, ha definito la mancanza di volontà di pace da parte di Putin e la preferenza del Cremlino per la guerra rispetto al negoziato. È una posizione netta e condivisibile. Allo stesso tempo, però, occorre riconoscere che mantenere saldo il rapporto con il nostro alleato storico – l’Occidente, l’Europa, gli Stati Uniti – è essenziale. Sarebbe un grave errore rompere questi legami, così come sarebbe ingenuo ignorare le difficoltà che l’attuale atteggiamento del Presidente Trump pone all’Europa. La sfida per l’Italia è dunque quella di consolidare la relazione con gli alleati, senza allontanarsi da quel pilastro...</p>
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<p class="has-normal-font-size">Ho ascoltato la Presidente Meloni al Senato e la sua replica qui in Aula.<br>Ritengo che oggi abbia espresso al meglio la propria posizione, in un contesto complesso come quello che il Paese e il Governo stanno affrontando. <strong>È evidente la difficoltà di mantenere una linea coerente in una maggioranza che ogni giorno si divide su questioni fondamentali</strong>: dal sostegno a Putin o a Zelensky, al MES, alla tassa sugli extraprofitti delle banche, fino ai voti contrapposti sulla Presidente von der Leyen.</p>



<p class="has-normal-font-size">La Presidente rivendica un’unità che è certamente faticosa da tenere insieme, poiché comprende posizioni profondamente divergenti.</p>



<p class="has-normal-font-size">Apprezzo la chiarezza con cui, nel suo intervento, ha definito la mancanza di volontà di pace da parte di Putin e la preferenza del Cremlino per la guerra rispetto al negoziato.<strong> È una posizione netta e condivisibile. </strong>Allo stesso tempo, però, occorre riconoscere che mantenere saldo il rapporto con il nostro alleato storico – l’Occidente, l’Europa, gli Stati Uniti – è essenziale. Sarebbe un grave errore rompere questi legami, così come sarebbe ingenuo ignorare le difficoltà che l’attuale atteggiamento del Presidente Trump pone all’Europa.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>La sfida per l’Italia è dunque quella di consolidare la relazione con gli alleati</strong>, senza allontanarsi da quel pilastro europeo che resta il nostro punto di riferimento. La politica estera italiana deve essere coerente, stabile e riconoscibile anche oltre i singoli governi, perché la nostra collocazione atlantica ed europea è parte della nostra identità.</p>



<p class="has-normal-font-size">Oggi il gruppo di <strong><a href="https://www.azione.it/">Azione</a></strong> voterà la mozione della maggioranza. Qualcuno potrà definirlo un segnale di vicinanza al Governo; in realtà, si tratta di un voto di coerenza e di merito. Come in passato abbiamo sostenuto le risoluzioni unitarie sul piano di pace in Ucraina,<strong> oggi confermiamo il nostro sostegno a un impegno che consideriamo giusto per il Paese.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Abbiamo già presentato – insieme al collega Rosato – una risoluzione per sostenere il Governo sugli impegni assunti in sede NATO. <strong>Purtroppo, la maggioranza non l’ha accolta</strong>. Ancora una volta, prevale la logica del posizionamento politico, anziché quella del merito delle questioni.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size">Voterò la risoluzione di oggi perché ne condivido i contenuti:</h6>



<ol class="wp-block-list">
<li class="has-normal-font-size">L’impegno per una pace giusta e duratura in Ucraina;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il sostegno alla ricostruzione del Paese;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il mantenimento di forti pressioni sulla Russia attraverso le sanzioni;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il rimpatrio dei bambini deportati in Russia e Bielorussia;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il sostegno al piano di pace;</li>



<li class="has-normal-font-size">La cooperazione con l’Iran nell’ambito nucleare;</li>



<li class="has-normal-font-size">Il rafforzamento del pilastro europeo all’interno della NATO.</li>
</ol>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Ritengo incomprensibile opporsi a questi punti solo per ragioni di schieramento politico.</strong></p>



<p class="has-normal-font-size">Mi rammarica, inoltre, che il Partito Democratico – con cui ho condiviso un percorso politico – abbia chiesto la votazione per parti separate sulla nostra risoluzione, per esprimersi contro l’impegno dell’Italia nel <em>Defence Investment Plan</em> della NATO. Si tratta di obblighi che il nostro Paese rispetta da oltre settant’anni e che ogni forza politica, in sede internazionale, riconosce come pilastri della nostra sicurezza e credibilità.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Azione è e resterà all’opposizione</strong>, <strong>ma non rinuncia a sostenere ciò che ritiene utile e giusto per l’Italia</strong>. Se il Governo ottiene risultati positivi sul fronte della difesa o della sicurezza, il nostro voto sarà favorevole.</p>



<p class="has-normal-font-size">Le spese per la difesa non vanno contrapposte a quelle per la sanità o il welfare. La sicurezza nazionale è parte integrante del benessere collettivo, così come la salute o l’istruzione. Servono verità e responsabilità nel comunicare agli italiani che investire nella difesa significa proteggere la nostra libertà e la nostra stabilità.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Azione continuerà a sostenere ogni iniziativa che rafforzi la posizione dell’Italia nell’Alleanza Atlantica e nel quadro europeo.</strong> La politica estera e di difesa non devono essere terreno di propaganda, ma ambito di responsabilità condivisa.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il mondo sta cambiando. Gli Stati Uniti chiedono all’Europa di assumere un ruolo più attivo nella propria sicurezza. L’Italia deve essere pronta a farlo. Lo dobbiamo ai nostri alleati, ma soprattutto a noi stessi.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Azione è nata per riportare nel Parlamento italiano il valore del merito, della coerenza e dell’interesse nazionale.</strong> È questo lo spirito con cui affrontiamo il voto di oggi.</p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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<p></p>
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		<title>Intervista Formiche: Dal muro di droni all’authority contro le ingerenze russe.</title>
		<link>https://matteorichetti.it/intervista-formiche/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2025 10:02:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei Deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista Formiche a cura di Federico Di Bisceglie A Lubiana, i parlamentari dei Paesi membri hanno discusso di tre nodi cruciali: il sostegno a Kiev e la costruzione di una difesa più attiva, la lotta alle ingerenze esterne nei sistemi democratici, e l’impegno finanziario degli Stati alleati. Temi che segnano il passaggio da una Nato “reattiva” a una Nato “resiliente e proattiva”. Colloquio con il capogruppo di Azione alla Camera, Matteo Richetti 13/10/2025 La sensazione, al termine dei lavori dell’Assemblea parlamentare della Nato, è che qualcosa stia cambiando. L’Alleanza Atlantica si muove, evolve, ricalibra la propria postura di fronte a un mondo che non concede tregue. L’aggressione russa all’Ucraina non è più soltanto un conflitto regionale: è il laboratorio di una nuova stagione geopolitica, in cui la sicurezza non si misura più solo in termini di armamenti, ma anche di infrastrutture digitali, informazione e difesa dei processi democratici. A Lubiana, i parlamentari dei Paesi membri hanno discusso di tre nodi cruciali: il sostegno a Kyiv e la costruzione di una difesa più attiva, la lotta alle ingerenze esterne nei sistemi democratici, e l’impegno finanziario degli Stati alleati. Temi che segnano il passaggio da una Nato “reattiva” a una Nato “resiliente...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/intervista-formiche/">Intervista Formiche: Dal muro di droni all’authority contro le ingerenze russe.</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size"><strong>Intervista Formiche a cura di <a href="https://formiche.net/2025/10/dal-muro-di-droni-allauthority-contro-le-ingerenze-russe-lassemblea-di-lubiana-raccontata-da-richetti/#content">Federico Di Bisceglie</a></strong></p>



<p class="has-large-font-size"><em>A Lubiana, i parlamentari dei Paesi membri hanno discusso di tre nodi cruciali: il sostegno a Kiev e la costruzione di una difesa più attiva, la lotta alle ingerenze esterne nei sistemi democratici, e l’impegno finanziario degli Stati alleati. Temi che segnano il passaggio da una Nato “reattiva” a una Nato “resiliente e proattiva”. Colloquio con il capogruppo di Azione alla Camera, Matteo Richetti</em></p>



<p>13/10/2025</p>



<p class="has-normal-font-size">La sensazione, al termine dei lavori dell’<a href="https://www.nato-pa.int/liste-des-membres?field_country_target_id=4850&amp;sort_by=field_sortstatusval_value"><strong>Assemblea parlamentare della Nato</strong></a>, è che qualcosa stia cambiando. L’Alleanza Atlantica si muove, evolve, ricalibra la propria postura di fronte a un mondo che non concede tregue. L’aggressione russa all’Ucraina non è più soltanto un conflitto regionale: è il laboratorio di una nuova stagione geopolitica, in cui la sicurezza non si misura più solo in termini di armamenti, ma anche di infrastrutture digitali, informazione e difesa dei processi democratici. A Lubiana, i parlamentari dei Paesi membri hanno discusso di tre nodi cruciali: il sostegno a Kyiv e la costruzione di una difesa più attiva, la lotta alle ingerenze esterne nei sistemi democratici, e l’impegno finanziario degli Stati alleati. Temi che segnano il passaggio da una Nato “reattiva” a una Nato “resiliente e proattiva”. </p>



<p class="has-normal-font-size">Tra i protagonisti dei lavori, <strong>Matteo Richetti</strong>, capogruppo di <a href="https://www.azione.it/">Azione</a> alla Camera e componente dell’Assemblea parlamentare della Nato, che spiega a <a href="http://formiche.net/">Formiche.net</a> come l’Alleanza si stia ridefinendo e quale ruolo l’Italia è chiamata a giocare.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Onorevole Richetti, partiamo dal tema centrale: l’Ucraina. A Lubiana si è parlato di un cambio di passo, di una “difesa più attiva”. Cosa significa, concretamente?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">Significa che la Nato sta prendendo atto di un dato politico e militare: Putin non ha alcuna intenzione di costruire le condizioni per una tregua orientata alla pace. Questo obbliga a pensare la difesa non solo in termini reattivi, ma proattivi. Parliamo di individuare obiettivi strategici sul territorio russo, di togliere alla Russia gli strumenti con cui alimenta l’aggressione – armi, munizioni, approvvigionamenti energetici. Non è un cambio di natura della Nato, che resta difensiva, ma un’evoluzione della sua postura.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Si parla molto del cosiddetto “muro di droni” sul fianco Est. È un simbolo o una strategia concreta?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">È una strategia concreta, e in parte già in costruzione. La presenza della Nato lungo il confine orientale serve a rendere stabile una difesa che non sia solo militare ma anche tecnologica. Il muro di droni è un sistema permanente di sorveglianza e deterrenza, che integra intelligence, cyberdifesa e capacità di risposta immediata.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Molti Paesi dell’Est – dalla Polonia alla Finlandia – si percepiscono già dentro il conflitto. L’Italia, invece, che ruolo sta giocando?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">Un ruolo riconosciuto, e lo ha sottolineato anche Rutte. I nostri caccia hanno intercettato droni russi nei cieli dell’Estonia. È un contributo concreto, che testimonia l’impegno italiano sul fianco Est. L’Italia partecipa con serietà, pur mantenendo un equilibrio politico importante: siamo un Paese che crede nella deterrenza, ma anche nel dialogo.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Altro tema cruciale è quello delle ingerenze nei processi democratici. A Lubiana si è parlato di una “resilienza democratica” targata Nato. Cosa dobbiamo aspettarci?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">Abbiamo discusso molto di come le democrazie siano oggi vulnerabili non solo militarmente ma anche digitalmente. Manipolazione delle elezioni, interferenze tramite social, algoritmi che orientano l’opinione pubblica – pensiamo al caso della Georgia. Per questo la Nato ha deciso di costituire un Centro di resilienza, una struttura che monitori, prevenga e segnali ai Paesi membri la necessità di dotarsi di leggi adeguate. È un passaggio essenziale per difendere le consultazioni democratiche dall’interno.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>TikTok, algoritmi, fake news: la minaccia non è più solo nei cieli ma nei dati. La Nato può davvero intervenire su questo terreno?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">Può farlo se i Paesi membri riconoscono che la sicurezza oggi è anche informativa. Non si tratta di censura, ma di trasparenza e responsabilità. Stiamo creando un’“authority” in grado di individuare i rischi prima che diventino crisi. Difendere la democrazia è difendere il sistema di valori che la Nato rappresenta.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Infine, i finanziamenti. Rutte ha ricordato l’impegno di portare la spesa per la Difesa dal 2 al 5%. Un obiettivo realistico per l’Italia?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">È una sfida che dobbiamo affrontare con pragmatismo. Non si tratta solo di spendere di più, ma di spendere meglio, investendo in infrastrutture strategiche, tecnologie, interoperabilità. La sicurezza non è una spesa accessoria: è una condizione per la nostra libertà politica ed economica.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>In sintesi, quale immagine della Nato emerge da Lubiana?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">Una Nato più consapevole del tempo in cui vive. Capace di difendersi, ma anche di prevenire; di proteggere i confini, ma anche la democrazia. È un’Alleanza che si aggiorna, e in cui l’Italia deve continuare a essere protagonista.</p>



<p></p>
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		<title>Intervista Today: Referendum strumentalizzati, Meloni e La Russa irresponsabili. Voterò ma serve una riforma</title>
		<link>https://matteorichetti.it/referendum-votero-ma-serve-una-riforma/</link>
					<comments>https://matteorichetti.it/referendum-votero-ma-serve-una-riforma/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 11:24:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>TODAY.IT a cura di Pierfrancesco De Robertis &#8220;Le indicazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mancano di rispetto istituzionale&#8221; attacca il deputato di Azione Matteo Richetti. Il capogruppo del partito di Carlo Calenda ora chiede una riforma urgente&#8221; Usati, abusati, strumentalizzati: l&#8217;istituto del referendum torna ad agitare la politica italiana in vista delle urne del prossimo 8-9 giugno tra accuse di opportunismo e inviti all’astensione. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, rompe gli schemi e chiede una riforma urgente ma attacca anche le scelte della premier Meloni e del presidente del Senato La Russa: &#8220;Non è più tempo di giocare con la democrazia&#8221; Onorevole Matteo Richetti, si torna a votare per i referendum… C&#8217;era proprio bisogno? &#8220;Guardi, Azione è contraria all&#8217;uso dei referendum abrogativi per come si stanno sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza che ci sarà sempre meno attenzione dall&#8217;opinione pubblica, allontanerà le persone dalle urne e renderà sempre più complesso il raggiungimento del quorum&#8221;. Però alla fine le firme sono state raccolte…...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/referendum-votero-ma-serve-una-riforma/">Intervista Today: Referendum strumentalizzati, Meloni e La Russa irresponsabili. Voterò ma serve una riforma</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-normal-font-size"><a href="https://www.today.it/dossier/potere/referendum-8-9-giugno-2025-richetti-intervista.html">TODAY.IT</a> a cura di Pierfrancesco De Robertis</p>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Le indicazioni di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa mancano di rispetto istituzionale&#8221; attacca il deputato di <a href="https://www.azione.it/">Azione</a> Matteo Richetti. Il capogruppo del partito di Carlo Calenda ora chiede una riforma urgente&#8221;</p>



<p class="has-normal-font-size">Usati, abusati, strumentalizzati: l&#8217;istituto del referendum torna ad agitare la politica italiana in vista delle urne del prossimo 8-9 giugno tra accuse di opportunismo e inviti all’astensione. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, rompe gli schemi e chiede una riforma urgente ma attacca anche le scelte della premier Meloni e del presidente del Senato La Russa: &#8220;Non è più tempo di giocare con la democrazia&#8221;</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Onorevole Matteo Richetti, si torna a votare per i referendum… C&#8217;era proprio bisogno?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Guardi, Azione è contraria all&#8217;uso dei referendum abrogativi per come si stanno sviluppando negli ultimi anni. La possibilità di raccogliere le firme digitalmente ha ulteriormente aggravato un problema che già stava emergendo, cioè la possibilità di chiamare alle urne i cittadini con una frequenza sempre maggiore e sugli argomenti più disparati, con la conseguenza che ci sarà sempre meno attenzione dall&#8217;opinione pubblica, allontanerà le persone dalle urne e renderà sempre più complesso il raggiungimento del quorum&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Però alla fine le firme sono state raccolte…</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Ecco, appunto. Considerato, però, che le firme sono state raccolte e i referendum indetti, riteniamo che andare a votare sia un dovere civico. Pertanto, invitiamo i cittadini al voto e a votare no ai primi quattro quesiti referendari indetti dalla CGIL, dal momento che non rispondono ad alcuna delle reali istanze dell&#8217;attuale mercato del lavoro e a votare sì al quinto quesito referendario sulla cittadinanza: chi parla italiano e da 5 anni qui lavora, studia, produce e paga le tasse è bene e giusto che si integri a tutti gli effetti nel tessuto del Paese&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Gli occhi sono puntati sul comportamento dei singoli politici. Lei che cosa farà?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Coerentemente con quanto le ho detto prima andrò a votare. Nonostante lo strumento in questione non demonizzi l&#8217;astensione – a differenza di quanto sostengono di volta in volta le controparti interessate &#8211; ritengo che in tempi come questi che vedono già una disaffezione importante dal voto sia da irresponsabili invitare le persone a disertare le urne&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Giorgia Meloni andrà al seggio ma non ritirerà le schede. In molti dicono che è una &#8220;furbata&#8221;. L&#8217;ha sorpresa la scelta della premier?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Credo che la premier abbia parlato più da leader di partito che da capo del governo e la sua posizione è francamente incomprensibile. Una cosa sono le valutazioni politiche, un&#8217;altra il rispetto delle istituzioni che un presidente del Consiglio non dovrebbe mai far mancare. Detto questo, anche tra le opposizioni vedo spesso lo stesso atteggiamento strumentale: si difende il referendum solo quando fa comodo. Non serve urlare alla furbata, serve coerenza&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Qualche settimana fa avevano suscitato polemiche le parole del presidente del Senato La Russa, che aveva detto di voler fare compagna per l&#8217;astensione.</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Sinceramente credo che La Russa non abbia proprio capito cosa significa fare il presidente del Senato&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Le opposizioni hanno criticato le scelte astensioniste della maggioranza, ma in passato tutte le forze politiche, a turno, avevano scelto di non votare…</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;L&#8217;astensione è stata usata da tutti, sia a destra sia a sinistra. Chi oggi si scandalizza dimentica rapidamente il passato. Ma proprio per questo sarebbe ora di uscire da questa logica di convenienza a giorni alterni&#8221;.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Il quorum è obiettivamente a forte rischio, e se il referendum fallisse per l&#8217;ennesima volta sarebbe un altro buco nell&#8217;acqua dopo quelli degli ultimi anni. Ogni volta i partiti si impegnano per una riforma dell&#8217;istituto referendario ma poi tutto finisce lì? Crede che potrebbe essere la volta buona?</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">&#8220;Penso sia davvero arrivato il momento di una riforma seria. Il quorum, così com’è, rende il referendum un terreno di tattica più che di partecipazione. Da un lato bisogna evitare che con la raccolta delle firme digitali si chiami continuamente alle urne gli elettori e dall&#8217;altro che chi non partecipi conti più di chi vota. Ma attenzione: una riforma va fatta con ampio consenso e con spirito costituzionale, non per convenienza del momento&#8221;.</p>
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		<title>Ritardi record negli ultimi 3 mesi manca visione strategica</title>
		<link>https://matteorichetti.it/ritardi-record-negli-ultimi-3-mesi-manca-visione-strategica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 16:00:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qui partono tutti con le migliori intenzioni: invitano a fare interventi di merito, ma poi scivolano, dedicandosi ai ringraziamenti al Ministro per l’informativa o per la presenza al question time. Eppure, non l’abbiamo vista né questa settimana né la scorsa. Non importa: noi siamo tra quelli che il Ministro lo vogliono al Ministero, forse più di quanto ci stia andando ultimamente. Il punto, però, è un altro. Vogliamo discutere di merito? Noi siamo qui per questo. Dal 1° gennaio sentiamo parlare solo di sabotaggi e di eversione. Ma possiamo affrontare quello che accadeva prima del 1° gennaio? “La Stampa”, il 7 gennaio, ha pubblicato un rapporto sullo stato dei treni in Italia, riferito al quarto trimestre del 2024: un periodo in cui non ci sono stati sabotaggi, esposti o emergenze straordinarie. I numeri parlano chiaro, e restare ai numeri, a mio avviso, è un valore. Il 70% dei treni ad alta velocità, in quell’ultimo trimestre, è arrivato in ritardo. Il Frecciargento Bari-Roma non è mai arrivato in orario nemmeno un giorno. Il Frecciarossa Reggio Calabria-Milano ha registrato un ritardo medio di 46 minuti, con picchi di 468 minuti. I rimborsi complessivi dovuti da Trenitalia per i ritardi superano i 100...</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/ritardi-record-negli-ultimi-3-mesi-manca-visione-strategica/">Ritardi record negli ultimi 3 mesi manca visione strategica</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
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<p class="has-normal-font-size">Qui partono tutti con le migliori intenzioni: invitano a fare interventi di merito, ma poi scivolano, dedicandosi ai ringraziamenti al Ministro per l’informativa o per la presenza al question time. Eppure, non l’abbiamo vista né questa settimana né la scorsa. Non importa: noi siamo tra quelli che il Ministro lo vogliono al Ministero, forse più di quanto ci stia andando ultimamente.</p>



<p class="has-normal-font-size">Il punto, però, è un altro. Vogliamo discutere di merito? Noi siamo qui per questo. Dal 1° gennaio sentiamo parlare solo di sabotaggi e di eversione. Ma possiamo affrontare quello che accadeva prima del 1° gennaio?</p>



<p class="has-normal-font-size">“<a href="https://www.lastampa.it/cronaca/2025/01/07/news/treni_ad_altra_velocita_oltre_il_70_delle_frecce_non_arriva_puntuale_ecco_le_tratte_peggiori-14923899/">La Stampa</a>”, il 7 gennaio, ha pubblicato un rapporto sullo stato dei treni in Italia, riferito al quarto trimestre del 2024: un periodo in cui non ci sono stati sabotaggi, esposti o emergenze straordinarie. I numeri parlano chiaro, e restare ai numeri, a mio avviso, è un valore.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Il 70% dei treni ad alta velocità, in quell’ultimo trimestre, è arrivato in ritardo. </strong>Il Frecciargento Bari-Roma non è mai arrivato in orario nemmeno un giorno. Il Frecciarossa Reggio Calabria-Milano ha registrato un ritardo medio di 46 minuti, con picchi di 468 minuti. I rimborsi complessivi dovuti da Trenitalia per i ritardi superano i 100 milioni di euro all’anno, circa 8,5 milioni al mese. È colpa di Salvini? No. Ma possiamo discutere della situazione disastrosa dei treni in Italia senza nasconderci dietro polemiche sterili?</p>



<p class="has-normal-font-size">Il Vice Ministro Rixi ha attaccato le opposizioni dicendo che pensano che Salvini faccia il capostazione. Io pensavo che facesse il Ministro e che si occupasse di queste questioni.</p>



<p class="has-normal-font-size">Pietro Spirito, in un intervento su “<em><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2025/01/20/il-nodo-roma-firenze-e-manutenzione-errata-dietro-il-disastro-treni/7843398/">Il Fatto Quotidiano</a></em>”, ha posto due temi fondamentali, senza attaccare il Ministro Salvini, ma sollevando interrogativi cruciali.</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Primo punto</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">L’alta velocità sta andando così bene che, sotto il Ministro Salvini, l’offerta è aumentata di 100 treni all’anno. Questo aumento, però, riduce la disponibilità della rete per la manutenzione. Il contratto RFI del 2024 prevede un ampliamento della manutenzione di emergenza a scapito di quella ordinaria. Questa scelta strategica favorisce il servizio nel breve termine, ma comporta un progressivo deterioramento della rete, che comprende binari, cavi elettrici, cabine e stazioni. Cosa intende fare il Ministro? Vuole confermare questa strategia che privilegia gli incassi immediati a scapito della sicurezza e dell’efficienza futura?</p>



<h6 class="wp-block-heading has-normal-font-size"><strong>Secondo punto</strong></h6>



<p class="has-normal-font-size">La tratta Roma-Firenze opera con due tecnologie differenti, una a 3 Kv. Non è colpa di Salvini, ma è suo compito affrontare questo problema. Perché molti guasti si verificano nei nodi di Roma e Firenze? Quali sono le sue proposte per risolvere questa criticità?</p>



<p class="has-normal-font-size">Questi sono temi strategici che richiedono risposte. Non c’entrano esposti, sabotaggi o emergenze straordinarie, ma la visione e le scelte politiche per il futuro del trasporto ferroviario in Italia. Inoltre, è cruciale decidere se investire seriamente nella manutenzione preventiva. Con l’introduzione di un terzo operatore sulla rete, l’usura e l’affaticamento dell’infrastruttura peggioreranno ulteriormente.</p>



<p class="has-normal-font-size"><strong>Oggi abbiamo perso un’occasione per discutere di queste strategie. </strong>Non è questione di attaccare il Ministro Salvini come persona, ma di chiedere risposte e una visione concreta sulle politiche per il trasporto pubblico in Italia. Non possiamo continuare a ignorare le vere emergenze strutturali che minano la rete ferroviaria del nostro Paese.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Matteo #Salvini ha la capacità di trasformare ogni cosa in un referendum su di sé" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/1xK707DOg20?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Perplessità su come il Governo affronta le tensioni internazionali e i problemi del Paese</title>
		<link>https://matteorichetti.it/azione-esprime-dubbi-su-meloni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2024 17:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Azione ha espresso le sue perplessità rispetto all’atteggiamento della Presidente del Consiglio Meloni. Perché, troppo spesso, ci troviamo di fronte a una Presidente che utilizza un tono pacato, equilibrato e, per molti aspetti, condivisibile, specialmente in relazione all’approccio del nostro Paese sulla politica estera. Tuttavia, quel tono viene sistematicamente sostituito da una retorica aggressiva, come quella vista sul palco di Atreju e riproposta in Aula nelle sue repliche. Questo modo di comunicare non giova né al Parlamento né al Paese, tanto più in un momento così delicato. La sanità: un settore sotto finanziato Sul tema della sanità, non possiamo ignorare la discrepanza tra quanto dichiarato dalla Presidente del Consiglio e la realtà percepita dai cittadini. Si parla di cifre record stanziate per il settore sanitario, ma i numeri raccontano un’altra storia: le risorse non bastano a coprire i fabbisogni attuali. Crediamo che la verità stia nel fatto che, se ragioniamo rispetto ai fabbisogni della sanità, nei 4 anni che hanno preceduto l’attuale Governo, con l’inflazione addirittura a volte pari a zero, a volte in negativo, la sanità, come tutte le imprese di questo Paese, richiedeva 4,2 miliardi di risorse per mantenere i livelli com&#8217;erano. Durante questi 3 anni, a causa...</p>
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<p class="has-large-font-size"><a href="https://www.azione.it/">Azione </a>ha espresso le sue perplessità rispetto all’atteggiamento della Presidente del Consiglio Meloni. Perché, troppo spesso, ci troviamo di fronte a una Presidente che utilizza un tono pacato, equilibrato e, per molti aspetti, condivisibile, specialmente in relazione all’approccio del nostro Paese sulla politica estera. Tuttavia, quel tono viene sistematicamente sostituito da una retorica aggressiva, come quella vista sul palco di Atreju e riproposta in Aula nelle sue repliche.</p>



<p class="has-large-font-size">Questo modo di comunicare non giova né al Parlamento né al Paese, tanto più in un momento così delicato.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>La sanità: un settore sotto finanziato</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul tema della sanità, <strong>non possiamo ignorare la discrepanza tra quanto dichiarato dalla Presidente del Consiglio e la realtà percepita dai cittadini.</strong> Si parla di cifre record stanziate per il settore sanitario, ma i numeri raccontano un’altra storia: le risorse non bastano a coprire i fabbisogni attuali. Crediamo che la verità stia nel fatto che, se ragioniamo rispetto ai fabbisogni della sanità, nei 4 anni che hanno preceduto l’attuale Governo, con l’inflazione addirittura a volte pari a zero, a volte in negativo, la sanità, come tutte le imprese di questo Paese, richiedeva 4,2 miliardi di risorse per mantenere i livelli com&#8217;erano. Durante questi 3 anni, a causa di un’inflazione non causata da questo Governo, la sanità necessita di 19 miliardi per mantenere gli stessi livelli.</p>



<p class="has-large-font-size"><em>Cosa succede? Nei 4 anni precedenti hanno risposto a quel fabbisogno di 4,2 miliardi con 11 miliardi, mentre oggi rispondiamo con 10. <strong>Questo è il problema.</strong></em></p>



<p class="has-large-font-size">Per cui, come dice il libro di Paolo Sorrentino &#8220;<em>Hanno tutti ragione</em>”, la Meloni ha ragione nel dire che ha stanziato quelle risorse, ma è come il lavoratore che riceve un aumento di 100 euro mentre il costo del suo carrello della spesa aumenta di 200.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-text-align-center has-normal-font-size"><blockquote><p><em>Il lavoratore ha avuto l’aumento? Sì. Guadagna come mai prima? Sì. Il lavoratore è più povero? Altrettanto sì.</em></p></blockquote></figure>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Automotive: una crisi che non può aspettare</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul fronte dell’<em>automotive</em>, non possiamo accettare che uno dei settori manifatturieri più strategici per il Paese venga lasciato in difficoltà. I tagli al Fondo Draghi sull’<em>automotive</em> superano i 2 miliardi di euro in tre anni, con una tardiva e parziale reintegrazione di appena 200 milioni per il 2026. <strong>La verità è che questo settore non arriverà al 2026 senza interventi significativi e immediati.</strong></p>



<p></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Lavoro: quantità vs qualità</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Per quanto riguarda l’occupazione, è vero che i posti di lavoro sono aumentati, ma dobbiamo anche parlare della qualità di quei posti di lavoro. Tra quei numeri ci sono tanti giovani, che a Milano lavorano 14 ore al giorno per 500 euro al mese, in una città dove un affitto costa almeno 1.200 euro. </p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p><em>Parlare solo di crescita occupazionale senza affrontare il tema delle condizioni lavorative non è sufficiente. </em></p></blockquote></figure>



<p class="has-large-font-size">Ecco perché, con spirito costruttivo, avevamo proposto la creazione di un tavolo sul salario minimo, perché è un tema che merita risposte concrete.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Ucraina, Difesa Comune e Investimenti per l&#8217;Europa</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">In politica estera, invece, condividiamo la posizione del Governo sul sostegno all’Ucraina e sull’adozione di ulteriori pacchetti di sanzioni.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Tuttavia, ci sono alcune questioni oggetto anche di richiesta di riformulazione</strong>. Nella nostra risoluzione ci hanno fatto cancellare il punto sul quale diciamo che il rapporto con gli Stati Uniti è fondamentale nella creazione di un accordo di pace giusto, perché, da come si chiuderà quel conflitto dipenderà moltissimo il futuro dell’Europa e di quei Paesi &#8211; Georgia, Moldavia e Romania -, che stanno cambiando atteggiamento, ma non perché d’improvviso diventano tutti filo &#8211; putiniani; stanno cambiando atteggiamento, perché preoccupati dell’evoluzione di chi, in prossimità del confine russo &#8211; anche loro, tanto il Sud dell’Ossezia, come il Donbass, vivono situazioni di occupazione -, ovviamente, non ci stanno a essere lasciati soli in quel contenzioso.</p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p>abbiamo consapevolezza di quella che tutti gli analisti definiscono guerra ibrida della Russia?</p></blockquote></figure>



<p class="has-large-font-size"><strong>Farci togliere quelle parole</strong>, farci togliere il riferimento alla Federazione Russa, siamo convinti che sia necessità di quell’equilibrio che deve tenere in una eterogeneità di Governo che a noi non fa piacere.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Non è necessario ribadire che la nostra posizione sull’Ucraina sia condivisa da tutta questa maggioranza. </strong>Questo è il problema, ed è proprio il motivo per cui, anche sul tema della difesa comune, ci hanno chiesto di eliminare ogni riferimento. Siamo consapevoli che un esercito comune non è una possibilità realizzabile a breve termine, ma se non andiamo oltre questa questione, come indicato nel dossier Draghi, rischiamo di perdere un elemento fondamentale.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Occorre, infatti, spostare il dibattito su una serie di grandi funzioni che includano investimenti, sicurezza, politiche industriali e anche una maggiore omogeneità delle politiche fiscali,</strong> per evitare fenomeni di concorrenza sleale a livello europeo.</p>



<p class="has-large-font-size">L’indicazione di quegli 800 miliardi di investimento che Draghi fa, è un’indicazione fondamentale per garantire all’Europa una prospettiva.</p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Medio-Oriente</strong>:<strong> urgenza di un’iniziativa di pace europea</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul Medio-Oriente, ribadiamo l’urgenza di un’iniziativa di pace europea. La soluzione dei due popoli in due Stati non può rimanere solo un principio: deve diventare una realtà praticabile. <strong>Serve un’iniziativa di pace europea</strong>, serve che questo Consiglio europeo non si riduca solo all’individuazione di una posizione condivisa, ma abbia la capacità di mettere a fuoco un’azione condivisa, e il Governo è stato puntuale nel riferire al Parlamento l’escalation: abbiamo avuto il Libano, le agenzie dicono a poche ore lo Yemen, abbiamo avuto gli accadimenti in Siria, quella parte del mondo non trova un equilibrio e un’autonomia senza una conclusione forte di pace.</p>



<p class="has-small-font-size"></p>



<h6 class="wp-block-heading"><strong>Migranti: un approccio inefficace</strong></h6>



<p class="has-large-font-size">Sul tema migranti, non possiamo non rilevare come l’operazione con l’Albania stia fallendo nel contrastare il traffico di esseri umani. </p>



<figure class="wp-block-pullquote has-normal-font-size"><blockquote><p><em>Quando in maniera veemente ci viene chiesto: perché, se è così insignificante, la ostacolate questa grande intuizione dell’Albania? Sapete perché? Perché, con un miliardo, avremmo preferito garantire cure e sanità migliori agli italiani, invece che lo scempio che sta andando in onda.</em></p></blockquote></figure>



<p></p>



<p class="has-large-font-size">Concludendo, crediamo che il Governo debba impegnarsi in un confronto più serio e costruttivo con l’opposizione su questioni di interesse nazionale, adottando un approccio meno propagandistico e più orientato alle reali necessità del Paese.</p>



<p></p>



<div class="wp-block-group alignfull has-text-color has-background" style="color:#000000;background-color:#ffffff"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
<div style="height:64px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-small-font-size wp-elements-a3bab7fa9e7e654b4628855936ae8adb" style="line-height:.9"><strong>per saperne di più</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color wp-elements-f06c2d0f6800e33cce52f35e096b605f" id="schedule-a-visit" style="font-size:43px;line-height:1.15"><strong>Scopri la nostra risoluzione</strong></h2>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-499968f5 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-50"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-background wp-element-button" href="https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=6/00141&amp;ramo=CAMERA&amp;leg=19" style="border-radius:50px;color:#ffffff;background-color:#312783">Clicca qui</a></div>
</div>



<div style="height:64px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
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<p></p>
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		<title>Siamo con i lavoratori della BEKO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 16:49:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante il question time alla Camera, abbiamo posto una questione fondamentale al Ministro Urso sul futuro dei lavoratori Beko.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size">Durante il question time alla Camera, abbiamo posto una questione fondamentale al Ministro Urso sul <strong>futuro dei lavoratori Beko</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Come molti sanno, <strong>il 20 novembre l’azienda ha annunciato 2.000 esuberi e la chiusura degli stabilimenti di Siena e Comunanza</strong>, dopo che, pochi giorni prima, il Ministro Urso aveva rassicurato l&#8217;Aula, affermando che il piano industriale di Beko avrebbe tutelato i livelli occupazionali in Italia grazie al <a href="https://temi.camera.it/leg17/post/la_disciplina_del_golden_power__quadro_normativo.html"><em>Golden Power</em></a>.</p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo chiesto al Ministro se quanto dichiarato fosse vero, perché i fatti raccontano una storia diversa.<strong> O il piano non è stato rispettato, o, ancora peggio, il Ministro ha dato informazioni errate al Parlamento. </strong>Questo è il cuore della nostra interrogazione.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Il Ministro ha risposto che il Governo ha respinto il piano industriale di Beko</strong>, considerandolo inaccettabile per la mancata protezione dei posti di lavoro e ha sottolineato che, grazie al Governo, l&#8217;Italia è riuscita a evitare ciò che è accaduto in altri siti europei, come la chiusura di due stabilimenti in Polonia, con il licenziamento di 1.800 dipendenti, e quello in Gran Bretagna, con il licenziamento di 300 lavoratori.</p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo poi ricordato al Ministro che, se quanto esposto dovesse essere confermato, il Governo dovrà attivare la fase sanzionatoria, come previsto dalla normativa. In un contesto come questo, <strong>non possiamo tollerare che le parole non trovino corrispondenza nei fatti</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">È essenziale che la fiducia dei lavoratori nelle istituzioni venga preservata e che vengano tutelati i posti di lavoro.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong><a href="https://www.azione.it/">Azione </a>continuerà a combattere per la difesa dell&#8217;occupazione</strong>, per un piano industriale che rispetti gli impegni presi, e per garantire che nessun lavoratore venga lasciato indietro.</p>



<p class="has-large-font-size">È fondamentale che il Governo mantenga le promesse fatte ai cittadini e ai lavoratori, altrimenti l’unico posto di lavoro che deve essere messo a rischio è quello del Ministro.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Siamo con i lavoratori della Beko" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/coDbXxqozzA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>
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		<title>Persi di vista asset sanità, scuola e lavoro</title>
		<link>https://matteorichetti.it/persi-di-vista-asset-sanita-scuola-e-lavoro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2024 16:16:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con questa legge di bilancio il governo si limita a distribuire un po&#8217; di mance e perde del tutto di vista sanità, scuola e lavoro, che sono invece gli asset fondamenti su cui Azione ha fatto le sue proposte di modifica. Se si va avanti con questo atteggiamento, mentre la sanità pubblica è al collasso, non c&#8217;è l&#8217;ombra di un piano industriale e si taglia ancora su insegnanti e ricerca, il Paese non potrà reggere ancora a lungo. Il Parlamento ha il diritto di correggere e migliorare la legge di bilancio. Serve un passaggio parlamentare vero o sarà un&#8217;occasione sprecata per il Paese. Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali e dall&#8217;altro non vedo gli effetti legati all&#8217;attuazione del Pnrr. Per approfondire le nostre proposte</p>
<p>L'articolo <a href="https://matteorichetti.it/persi-di-vista-asset-sanita-scuola-e-lavoro/">Persi di vista asset sanità, scuola e lavoro</a> proviene da <a href="https://matteorichetti.it">Matteo Richetti</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-cff667d2c4f3940aa484ed2b3554510b">Con questa legge di bilancio il governo si limita a distribuire un po&#8217; di mance e perde del tutto di vista sanità, scuola e lavoro, che sono invece gli asset fondamenti su cui <a href="https://www.azione.it/le-nostre-modifiche-alla-legge-di-bilancio/">Azione</a> ha fatto le sue proposte di modifica. </p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-80660b6436db437127bb00ed3272969a">Se si va avanti con questo atteggiamento, mentre la sanità pubblica è al collasso, non c&#8217;è l&#8217;ombra di un piano industriale e si taglia ancora su insegnanti e ricerca, il Paese non potrà reggere ancora a lungo.</p>



<div style="height:20px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Legge di bilancio. Le nostre proposte di modifica." width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/JvQYVRiy2po?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-00ba778847077fd69f67559104388be6">Il Parlamento ha il diritto di correggere e migliorare la legge di bilancio. Serve un passaggio parlamentare vero o sarà un&#8217;occasione sprecata per il Paese.</p>



<p class="has-dark-gray-color has-text-color has-link-color has-large-font-size wp-elements-2896f86eabe36baf31162c8374386e9c">Vedo una legge di bilancio che da un lato riduce le risorse agli enti locali e dall&#8217;altro non vedo gli effetti legati all&#8217;attuazione del Pnrr. </p>



<div class="wp-block-group alignfull has-text-color has-background" style="color:#000000;background-color:#ffffff"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-flow wp-block-group-is-layout-flow">
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<p class="has-text-align-center has-dark-gray-color has-text-color has-link-color wp-elements-23e19c601499aa84ac7ef058f7f144a3" style="font-size:28px;line-height:.9">Per approfondire le nostre proposte</p>



<div class="wp-block-buttons is-horizontal is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-499968f5 wp-block-buttons-is-layout-flex">
<div class="wp-block-button has-custom-width wp-block-button__width-25"><a class="wp-block-button__link has-text-color has-background wp-element-button" href="https://issuu.com/azione_it/docs/contromanovra_2025_v.4?fr=xKAE9_zU1NQ" style="border-radius:50px;color:#ffffff;background-color:#022796"><strong>LEGGI QUI</strong></a></div>
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		<item>
		<title>Scontro istituzionale inaccettabile, Meloni venga in aula</title>
		<link>https://matteorichetti.it/scontro-istituzionale-inaccettabile-meloni-venga-in-aula/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2024 13:26:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
		<category><![CDATA[Calenda]]></category>
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		<category><![CDATA[Governo]]></category>
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		<category><![CDATA[Meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’aula della Camera, durante tutte le fasi della costruzione del protocollo con l&#8217;Albania, abbiamo cercato di avviare una riflessione e far comprendere come quel tipo di soluzione si sarebbe rivelata un fallimento dal punto di vista economico, procedurale e dell&#8217;efficacia. Non si tratta di un conflitto istituzionale: 28 giorni per le procedure accelerate non saranno mai sufficienti. Ci sarà un continuo avanti e indietro tra il nostro Paese e l&#8217;Albania per il trasferimento dei migranti. Tuttavia, è necessario che la Presidente del Consiglio venga in Aula, poiché si è raggiunto un livello di scontro istituzionale inaccettabile: il Consiglio d&#8217;Europa ha usato parole durissime nei confronti del nostro Paese; inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato su questa questione. Questo è ormai motivo di imbarazzo per le più alte cariche dello Stato. Crediamo che la Presidente Meloni debba intervenire, non solo per fare chiarezza, ma anche per porre fine a quella che è una procedura destinata al fallimento, sia nei toni che nei termini.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-large-font-size">Nell’aula della Camera, durante tutte le fasi della costruzione del <strong>protocollo con l&#8217;Albania</strong>, abbiamo cercato di avviare una riflessione e far comprendere come quel tipo di soluzione si sarebbe rivelata un fallimento dal punto di vista economico, procedurale e dell&#8217;efficacia.</p>



<p class="has-large-font-size">Non si tratta di un conflitto istituzionale: <strong>28 giorni per le procedure accelerate non saranno mai sufficienti</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Ci sarà un continuo avanti e indietro tra il nostro Paese e l&#8217;Albania per il trasferimento dei migranti. Tuttavia, <strong>è necessario che la Presidente del Consiglio venga in Aula</strong>, poiché si è raggiunto un livello di scontro istituzionale inaccettabile: il Consiglio d&#8217;Europa ha usato parole durissime nei confronti del nostro Paese; inoltre, il Consiglio Superiore della Magistratura si è spaccato su questa questione. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Questo è ormai motivo di imbarazzo per le più alte cariche dello Stato</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Crediamo che la Presidente Meloni debba intervenire, non solo per fare chiarezza, ma anche per porre fine a quella che è una procedura destinata al fallimento, sia nei toni che nei termini.</p>



<p></p>



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<iframe loading="lazy" title="Senza troppi giri di parole: Meloni venga in Aula a riferire sulla vicenda Albania" width="1200" height="900" src="https://www.youtube.com/embed/EZlBEo77Kt0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>UNIFIL: “Comunità internazionale grande assente”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Oct 2024 13:32:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[azione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto sta accadendo in Libano e in tutti gli scenari di guerra, presuppone un cambio di paradigma. E devono farlo anche delle grandi potenze. L&#8217;attenzione e il rispetto che sta mostrando il ministro Crosetto verso questo Parlamento non sono né scontati né di poco valore. In un momento come questo, il ministro è già intervenuto davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato, Esteri e Difesa, qualche settimana fa e lo fa oggi. Ieri sera sono tornato da una missione per conto della delegazione NATO di questo Parlamento. Una missione che si è svolta nelle basi NATO e americane sulle coste della Grecia, le più vicine a quelle del Golfo. È una missione che evidenzia un&#8217;intensificazione delle attività di circa quattro volte rispetto al normale di pochi mesi fa. Non so se la gravità di ciò che sta accadendo – ed emerge chiaramente dalle preoccupazioni del Ministro e anche dall&#8217;atteggiamento che ha mantenuto oggi durante questa informativa – riesca a trasmettere a tutti noi il senso della storia che stiamo vivendo. Comprendiamo che la questione mediorientale attraversi posizioni, storie e interpretazioni legittime, e che spesso nel nostro dibattito emerga in modo comparativo rispetto ad altre crisi, ma l&#8217;attualità, come anche...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h6 class="wp-block-heading"><em>Quanto sta accadendo in Libano e in tutti gli scenari di guerra, presuppone un cambio di paradigma. E devono farlo anche delle grandi potenze.</em></h6>



<p class="has-large-font-size">L&#8217;attenzione e il rispetto che sta mostrando il ministro Crosetto verso questo Parlamento non sono né scontati né di poco valore. </p>



<p class="has-large-font-size">In un momento come questo, il ministro è già intervenuto davanti alle Commissioni riunite di Camera e Senato, Esteri e Difesa, qualche settimana fa e lo fa oggi. Ieri sera sono tornato da una missione per conto della delegazione <a href="https://www.nato-pa.int/"><strong>NATO</strong> </a>di questo Parlamento. Una missione che si è svolta nelle basi NATO e americane sulle coste della Grecia, le più vicine a quelle del Golfo. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>È una missione che evidenzia un&#8217;intensificazione delle attività di circa quattro volte rispetto al normale di pochi mesi fa.</strong> </p>



<p class="has-large-font-size">Non so se la gravità di ciò che sta accadendo – ed emerge chiaramente dalle preoccupazioni del Ministro e anche dall&#8217;atteggiamento che ha mantenuto oggi durante questa informativa – riesca a trasmettere a tutti noi il senso della storia che stiamo vivendo. </p>



<p class="has-large-font-size">Comprendiamo che la questione mediorientale attraversi posizioni, storie e interpretazioni legittime, e che spesso nel nostro dibattito emerga in modo comparativo rispetto ad altre crisi, ma l&#8217;attualità, come anche dalle sue parole, mette in evidenza i suoi limiti.</p>



<p class="has-large-font-size">Il Ministro ha parlato con franchezza di Israele, nostro amico. Tuttavia, proprio questo amico ha colpito le basi <strong><a href="https://www.difesa.it/operazionimilitari/op-intern-corso/unifil/index.html">UNIFIL</a></strong>, dove siamo impegnati in una missione di pace. <strong>È un’amicizia particolare quella di chi attacca una presenza pacifica del nostro Paese</strong>. Lo diciamo senza alcun intento polemico o accusatorio, poiché quella missione risale a ben prima del mandato del ministro Crosetto. Ma ci interroga sul fatto che questa vicenda, se letta ancora con gli occhi dei conflitti drammatici degli ultimi anni, non ci restituisce, forse, un presente in cui il tempo è già scaduto.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Molte sono le preoccupazioni e credo che non riusciremo a recuperare questa situazione</strong>, e provo a spiegare il perché: non ci riusciremo, in parte, perché non siamo all&#8217;altezza della gravità degli eventi. Nelle ultime ore, Francia e Germania stanno discutendo se continuare o meno a fornire armi a Israele, e considero questa discussione già una prima sconfitta nella sfida che ci troviamo di fronte. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Se non comprendiamo che è oggi o mai più</strong> il momento per un cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi, oggi o mai più per fermare il conflitto, restituendo anche alle famiglie israeliane la possibilità di superare il terrore vissuto il 7 ottobre, <strong>dopo sarà troppo tardi</strong>.</p>



<p class="has-large-font-size">Il Ministro ha detto: &#8220;<em><strong>O c&#8217;è UNIFIL o c&#8217;è la guerra</strong></em>&#8220;.  Io temo che la guerra possa comunque verificarsi anche con UNIFIL in campo, persino con un cambiamento delle sue regole d&#8217;ingaggio. Si è discusso molto di nuove regole: <strong>che tipo di ingaggio dovremmo dare? </strong>Certamente non possiamo lasciare i nostri soldati senza possibilità di intervento. </p>



<p class="has-large-font-size">Lo diciamo senza polemica, ma con la consapevolezza che ci sono stati episodi: Hezbollah ha agito a 200 metri da una base UNIFIL, e con una presenza di 10.000 soldati, questa missione storica non è riuscita a prevenire tali incursioni. <strong>È evidente che c&#8217;è un enorme limite</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Esistono ancora il diritto e la comunità internazionale?" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/JSTCakSyvKM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p class="has-large-font-size"><strong>C&#8217;è bisogno di un cambiamento radicale </strong>nel modo in cui affrontiamo queste situazioni come comunità internazionale, che oggi è la grande assente. Non c&#8217;è dubbio che la domanda che mi sono posto in questi giorni sia: <strong>esiste ancora il diritto internazionale?</strong> </p>



<p class="has-large-font-size">È chiaro che combattere il terrorismo è una priorità condivisa, ma questo non può mettere da parte il diritto internazionale, i confini degli Stati e la loro inviolabilità. <strong>Mai ci siamo trovati di fronte a una situazione di tale gravità, con così tanti fronti aperti contemporaneamente.</strong></p>



<p class="has-large-font-size">Abbiamo già vissuto la discussione sul continuare o meno a fornire armi in Libia, quando l&#8217;embargo sulle armi è stato imposto e la Russia ha iniziato ad armare Haftar, mentre la Turchia faceva lo stesso con i suoi oppositori.  <strong>L&#8217;idea che smettere di fornire armi risolva il conflitto è illusoria</strong>, soprattutto in un mondo globalizzato, dove la produzione di armi sfugge al nostro controllo.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Non abbiamo una soluzione</strong>, ma come si può riprendere la via della diplomazia in una situazione come quella attuale, in cui Israele non sembra intenzionato a seguire richiami o chiarimenti? Quello che è accaduto è di una gravità inaudita e non credo ci sia la volontà di cambiare rotta. Inoltre, il radicamento simultaneo di forze terroristiche ha generato una situazione ingestibile.</p>



<p class="has-large-font-size">Mi rifaccio alle parole con cui ha concluso il suo intervento al Senato il Ministro: &#8220;<em>non bisogna rassegnarsi all&#8217;idea che, di fronte al conflitto, non ci sia una via di pace</em>&#8220;. <strong>Non possiamo limitarci a discutere solo di conflitto</strong>, a prendere parte al conflitto, ad accettarlo. </p>



<p class="has-large-font-size"><strong>C&#8217;è una soluzione, </strong>ma serve non solo un cambio di passo per la missione UNIFIL, ma anche un cambio di passo delle grandi potenze, tra cui spero, e mi auguro, sieda ancora l&#8217;Italia. </p>



<p class="has-large-font-size">Lo diciamo senza polemica: oggi c&#8217;è un punto di debolezza, dettato dalle posizioni di alcune forze di maggioranza sulla questione ucraina. Non mi riferisco solo al vertice tra Biden, Francia, Germania e Gran Bretagna, ma anche al fatto che, <strong>per sedere tra le grandi potenze che vogliono preservare la pace, bisogna avere una posizione salda, basata sull&#8217;atlantismo e sull&#8217;europeismo</strong>, su cui non si può vacillare.</p>
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		<title>Alleanza Atlantica essenziale per la pace</title>
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		<dc:creator><![CDATA[cristina]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Aug 2024 08:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La replica del gruppo di Azione dopo l'informativa urgente del Ministero della Difesa sugli esiti del vertice Nato di Washington di Luglio.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Ministro Crosetto grazie, non solo per l&#8217;informativa, ma anche per il tono, la postura con cui l’ha resa, e anche la disponibilità ad allargare la sua riflessione, non solo al resoconto del vertice di Washington, ma alla situazione che l&#8217;Italia e il mondo sta attraversando.</p>



<p><strong>Questa discussione dovrebbe avere due grandi direttrici</strong>: una legata al ruolo della NATO dopo 75 anni dalla sua costruzione e l&#8217;altra come la NATO impatta sui molteplici, purtroppo troppi, scenari di crisi del mondo. E io credo che in realtà queste due discussioni non siano scindibili, perché le parole dei miei colleghi che portano a dare una lettura con una equazione che &#8211; chiedo scusa al collega per la semplificazione: Nato, strumenti militari e quindi strumenti che producono guerra &#8211; che è fuori da ciò che accade nella realtà. </p>



<p>Il vertice di Washington, prima di essere segnato da ogni documento, è stato segnato dal più grande attacco al più importante ospedale pediatrico in Ucraina, producendo decine e decine di morti. Fuori da ogni tipo di strumentalizzazione di una cosa così grave, io penso che ogni strumento di difesa verso gli attacchi russi che non così raramente sono rivolti a obiettivi civili, sia un punto che gli Stati che fanno parte della NATO e dell&#8217;Unione europea devono tenere con forza.</p>



<p>Io su questo punto ci voglio stare: <strong>è inutile che continuiamo a raccontare l&#8217;idea del 2% delle spese militari come un 2% che produce conflitto</strong>. Perché nessuno vuole la guerra, tutti vogliono la sicurezza, e quel 2% cosa produce? Io rimpiango di non aver potuto offrire alla popolazione Ucraina tutti gli strumenti per impedire ogni forma di attacco, perché l&#8217;attacco che sta subendo l&#8217;Ucraina non è un attacco evitabile in un documento. Allora questo è il primo punto.</p>



<p>E io sono tra quelli, condividendo una cultura democratica con tanti colleghi con i quali ho fatto pezzi di strada insieme, chissà cosa ci riserva il futuro, che <strong>quando vede bruciare una bandiera della NATO vede bruciare una bandiera della pace</strong>. Perché se voi, io so che qualcuno scuota la testa, ma se voi aveste il privilegio che questa Assemblea mi ha dato di sedere nell&#8217;<a href="https://www.nato-pa.int/">Assemblea parlamentare della NATO</a>, dove siedono colleghi di tutti i nostri gruppi, e se aveste avuto il privilegio, nell&#8217;occasione che il Presidente Cesa ha creato qualche settimana fa la base di Napoli, di vedere plasticamente tutti i punti di intervento NATO nel mondo, non c&#8217;è uno scenario di guerra, c&#8217;è solo scenario di pace, deterrenza. </p>



<p>Tirate via la NATO dai Balcani, tirate via la Nato dal Nord Africa, tirate via la NATO dal dall&#8217;Asia. E che accade? <strong>Fuori dalla NATO vuol dire fuori da uno strumento di deterrenza rispetto al conflitto. </strong>E’ uno scenario sufficiente punto di approdo? Io penso di no, penso anche che il Ministro oggi, e di questo lo voglio ringraziare perché ho trovato un uomo di Stato prima che un uomo di una parte politica, ha posto anche elementi che aprono a una discussione che riguarda la prospettiva della NATO. <strong>Perché va bene l&#8217;alleanza di Stati che garantiscono democrazia, difesa e pace ma c&#8217;è un tema di condivisione delle strategie. </strong>Perché se un membro della NATO, e la Turchia lo è, si propone di invadere Israele, c&#8217;è una questione rispetto a paesi che aderiscono alla medesima Alleanza.</p>



<p><strong>Così come la NATO deve porsi la questione di essere soggetto di relazione internazionale, e le parole del portavoce del ministro degli Esteri cinesi sono parole preoccupanti</strong>: &#8220;la NATO non è un residuo della Seconda guerra mondiale&#8221;.</p>



<p>Allora questo è secondo me un fronte che questo Parlamento e la sua delegazione in seno alla NATO, in rapporto col ministro della Difesa, devono porre. Io non mi iscrivo a quelli che devono fare il bilancio delle cose positive o delle cose negative di quel Vertice. <strong>Credo che ci siano molte questioni care a tutta l&#8217;Italia</strong> &#8211; il tema del fianco sud, il tema del sostegno alla causa Ucraina, qualche passo in avanti che è avvenuto dopo il<a href="https://www.ilsole24ore.com/art/mosca-la-nato-sta-agendo-vista-un-possibile-scontro-la-russia-AGBx5pX"> G7 circa la questione del congelamento dei beni russi</a>, destinato e incastrato alla causa della ricostruzione Ucraina &#8211; ma bisogna assolutamente aumentare la dimensione strategica della NATO.</p>



<p>Poi voglio concludere, con ciò che ha posto in chiusura della sua relazione e che condivido totalmente. Ha posto dai primi giorni della crisi in Medioriente la questione dei nostri soldati dentro la missione UNIFIL oggi pone, e fa bene a farlo, alla Unione europea la questione del ruolo di quel contingente. Fatemi anche dire che, l<strong>e nostre donne e i nostri uomini in qualunque fronte impegnati sono un motivo di orgoglio che devono avere il sostegno incondizionato di questo Parlamento</strong>, e ha ragione il ministro a porsi il fatto che chi garantisce sicurezza lo deve fare in condizioni di sicurezza.</p>



<p>Ministro, per fare tutte queste cose non le posso non riservare una piccola nota critica: <strong>questo governo deve preoccuparsi di avere quell&#8217;autorevolezza che in questi giorni anche nel consesso europeo ho avuto il timore che potesse venire meno</strong>. Non mi infilo nessuna forma di polemica perché discutere della sua informativa significa discutere di come garantire sicurezza al mondo. Ma per fare questo l&#8217;Italia deve avere sì schiena dritta ma anche grande credibilità.</p>



<div style="height:37px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



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<iframe loading="lazy" title="Garantire la sicurezza a tutti significa difendere il mondo" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/g-38OsxodzM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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